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The Walking Dead, recensione episodio 8x14. La parola di un uomo

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Nel mondo al contrario di The Walking Dead, Rick Grimes uccide e Negan sceglie di non farlo. Nel mondo al contrario di The Walking Dead, la morte non esiste più. Non davvero...

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Non è la prima volta che Rick lo ripete: in un mondo in cui nulla ha più valore, nemmeno la vita umana, almeno la parola di un uomo deve pur valere qualcosa. Rick Grimes ci ha sempre creduto, e la sua parola è sempre stata sinonimo di garanzia. Fino a oggi. Fino al momento in cui l’ha tradita. Consapevolmente.

A due settimane dal finale di stagione, The Walking Dead 8 ci regala un episodio che porta avanti la narrazione attraverso quattro protagonisti assoluti, di cui ci svela informazioni e atteggiamenti inediti. Personaggi che agiscono insieme ad altri, mettendone in evidenza luci e ombre mentre, nel mondo al contrario, Rick Grimes tradisce la propria parola e Negan la mantiene… 

Jadis

Non era scontato che si fosse finta morta, nascondendo un amico morto per sdraiarsi nel suo sangue. Non era scontato, perché nella logica malata di Simon avrebbe avuto senso anche lasciarla lì, sola. Viva. Testimone del massacro causato dal proprio orgoglio e della trasformazione in zombie di tutti coloro che considerava la sua famiglia. Invece no: Simon aveva deciso che il gruppo della discarica doveva essere cancellato. Completamente.

Ma Jadis, nonostante tutto, ha avuto la prontezza di spirito necessaria a salvarsi. Jadis voleva vivere, l’avevamo già ribadito in passato. Anche da sola, anche testimone del massacro e anche rosa dal senso di colpa: vuole vivere. A qualsiasi costo. E quando sei rimasto solo perché ti hanno portato via tutto, la vendetta è il tuo primo pensiero.

Così, Jadis cattura Negan, lo lega e lo rinchiude in un container - come aveva fatto con Rick - gli sottrae Lucille e si isola a riflettere nella sua stanza di legno. La sua stanza pulita, asettica, completamente estranea all’ambiente della discarica: lì vive la vera Jadis. Una donna diversa da quella che avevamo conosciuto finora.

Una donna che ha imparato la lezione e che, ora, conosce e rispetta il valore della vita. Perché la vita è fin troppo preziosa nel mondo di The Walking Dead. Così preziosa che lo spessore morale dei personaggi, in questo episodio, viene misurato in base al loro rispetto di essa.

E, guarda un po’, i “cattivi” Jadis e Negan vincono di gran lunga sui “buoni” Rick e Morgan...

Negan

Il leader dei Salvatori ci sa fare, con i discorsi. Ciononostante, il suo tentativo di discolparsi per la strage ordinata da Simon - senza il suo consenso, noi lo sappiamo - falliscono.

Jadis è sul punto di ucciderlo, in più di un’occasione. Ma Negan fa qualcosa. Ripete il suo mantra: le persone sono risorse. E fa breccia nella mente e nell’anima sofferente di Jadis. Lei, dicevamo, ha imparato la lezione e ha imparato a rispettare la vita. Tanto da liberare il suo nemico, lasciandolo libero - se volesse - di ammazzarla.

Ma Negan, nonostante tutto, non è un uomo vendicativo. Il suo concetto di vendetta corrisponde esclusivamente al concetto di punizione, necessario per mantenere intatto il proprio status di leader assoluto e il proprio regno di terrore, preservandone di conseguenza il controllo.Più d’una volta, del resto, Negan ha risparmiato la vita a Rick: ne riconosce il valore e crede davvero che le persone siano risorse, perciò pensa bene di farlo lavorare per lui.

Nessuno, prima di Rick, aveva messo alla prova Negan tanto da esasperarlo… Guadagnandosi il suo rispetto. Senza contare l’interesse che Negan nutriva per Carl, e il sincero dispiacere per la sua morte che gli abbiamo letto in faccia.

Signore e signori, la verità è questa: Negan sarà anche crudele, sadico e spietato, teatrale e un po' gigione a volte, ma sa benissimo cosa sta facendo. L’ha sempre saputo.

Potrebbe diventare davvero l’alleato prezioso che Carl aveva visto nella sua visione del futuro. Forse per questo, perché l’aveva intuito, Carl gli ha lasciato una lettera. Una lettera che Negan non ha ancora potuto leggere. Una lettera come quella che Rick ha accuratamente evitato fino al momento in cui Michonne gli dice che è arrivato il momento di affrontarla.

Rick

La psicologia del personaggio, in questo caso, è piuttosto semplice da capire: evitando di leggere la lettera di Carl, Rick ha evitato di affrontarne la morte.

Fin dal momento in cui l’ha seppellito, il leader di Alexandria ha fatto in modo di tenersi occupato, senza concedersi un istante di tregua. Perché sa benissimo che quell’istante porterà con sé tutto il dolore per la morte della persona che più amava al mondo.

Non c’è bisogno di mostrarci, quindi, il momento in cui Rick ripone la lettera nel cassetto senza averla aperta. Sappiamo già, dal suo comportamento, che non l’ha degnata di uno sguardo.

Sappiamo che se l’avesse fatto, certamente non avrebbe mai tradito la propria parola, promettendo ai Salvatori di offrire loro una seconda occasione a Hilltop. Non avrebbe mai ucciso a sangue freddo un uomo che gli aveva salvato la vita. Non avrebbe mai seguito il proposito di vendetta di Morgan, il cui percorso è profondamente diverso dal suo.

Rick Grimes, padre di Carl Grimes, non l’avrebbe mai fatto. Ma Rick non è più il padre di Carl: non potendo affrontare il dolore per la sua morte, si limita a far finta che Carl non ci sia mai stato. Si comporta come qualsiasi altro uomo arrabbiato e disperato avrebbe fatto.

Non tiene fede alla propria parola perché vive in un mondo in cui non esiste più l’unica persona il cui giudizio avesse un qualche genere di valore.

In qualche modo - ed è questo a spezzargli il cuore - Rick ne è consapevole. Per questo vuole sapere come mai Morgan l’abbia salvato al loro primo incontro (nell’episodio pilota). E per questo la risposta di Morgan (“Perché c’era mio figlio con me”) era l’unica risposta possibile.

I figli ci rendono persone migliori. Ci costringono a dare il buon esempio, a essere gli uomini e le donne che i nostri figli credono che siamo. Vale per tutti, valeva anche per Rick Grimes. Ecco perché solo dopo essere tornato a casa ed essersi lavato e cambiato, togliendosi di dosso il sangue innocente di cui era ricoperto, Rick è davvero pronto per abbracciare il dolore.

Per leggere la lettera di Carl. Per tornare a essere l’uomo che suo figlio avrebbe voluto che fosse.

The Walking Dead: episodio 8x14. Rick e Michonne

Morgan

Il destino di Morgan sembrava segnato fin dal momento in cui aveva abbandonato la filosofia della non violenza (o meglio: della non-uccisione) in favore del rispetto per la vita. Tornando a essere il killer spietato ed efficace che era  ai tempi di Clear (episodio 3x12), subito dopo la morte di suo figlio, Morgan ha imboccato una strada senza uscita.

Le visioni dei suoi fantasmi, dei morti che crede di vedere - lo crede solo, perché su Henry si sbaglia - sono la punta di un iceberg di dolore e rabbia incontenibile. Il dolore e la rabbia di un padre che non ha saputo salvare suo figlio. Il dolore e la rabbia di Morgan sono lo stesso dolore e la stessa rabbia di Rick Grimes.

Non a caso, dopo molto tempo, questo episodio li vede di nuovo combattere fianco a fianco: sono uniti dalla peggiore esperienza che un uomo possa vivere, perdere un figlio. Dopo averlo minacciato, come se non lo riconoscesse - esattamente com’era avvenuto in Clear - Morgan accetta di combattere al fianco di Rick. 

Due uomini arrabbiati, disperati e col cuore spezzato dal dolore sono due uomini che non si fermano davanti a nulla. Nemmeno a chi salva loro la vita. Nemmeno a una mandria di zombie che potrebbe costar loro la vita. Morgan li attira - dozzine di vaganti - perché vuole che i Salvatori muoiano, con o senza di lui. Vuole che la morte abbia ancora una volta il sopravvento, che cancelli tutto. 

Ripete il suo mantra (“Io non muoio”) e ci ricorda come tutti siano destinati a trasformarsi. Il dottor Jenner l'aveva sussurrato a Rick alla fine della prima stagione, ma Morgan l'ha scoperto nel peggiore dei modi: vedendolo ripetersi. Giorno dopo giorno.

Morgan è intrappolato in un vicolo cieco: la morte è l’unico modo per cancellare tutto, eppure la morte, per lui, non esiste più. Non davvero. In un episodio che scava a fondo nell’anima dei protagonisti, Carol torna a credere in se stessa, come Ezekiel aveva fatto con lei dal primo momento in cui l’aveva incontrata. 

Tu salvi la gente, io la guardo morire.

Questo le dice Morgan, per sottolineare come in fondo, tutto il senso morale di The Walking Dead sia racchiuso qui: nella differenza fra chi uccide e chi non lo fa. L’elicottero che sorvola la discarica forse cercava Jadis. Jadis, forse, sa chi lo pilota e Negan, forse, spera di scoprirlo lasciandola in vita. Non lo sappiamo, e non importa. Così come non importa, non ancora, chi sia salito in auto con Negan.

Perché solo una cosa conta, ora: Rick ha ucciso, Negan no.

Il penultimo episodio di The Walking Dead 8 vi aspetta lunedì prossimo solo su FOX

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