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Il mio vicino Totoro: significato e curiosità sul film di Miyazaki

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La mascotte dello Studio Ghibli, Totoro, nasceva nel 1988. Per festeggiarne il trentennale eccovi alcune curiosità sulla creatura dei boschi più amichevole del Giappone.

Totoro in compagnia delle piccole Satsuki e Mei

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Quest’anno la mascotte dello Studio Ghibli compie trent’anni!

Totoro e lo Studio GhibliHDCopyright Studio Ghibli
Totoro come logo dello Studio Ghibli

Il corpulento protagonista de Il mio vicino Totoro, infatti, nasce nel 1988 dalla fantasia di Hayao Miyazaki per poi conquistare l’affetto di adulti e bambini.

Questo personaggio, in Giappone, è infatti apprezzato al pari di Winnie the Pooh in Inghilterra e il giornale Financial Times, parlando di lui, ha dichiarato addirittura che:

Totoro è amato più genuinamente di quanto Topolino possa mai sperare di essere.

Totoro si può inoltre trovare in numerosi oggetti presenti nei negozi a lui dedicati, è stato riprodotto in numerosi tatuaggi e in Giappone gli verrà persino dedicato un parco a tema nel 2020!

Che animale è Totoro?

Ma quanto sappiamo esattamente su questo curioso essere e sul film che lo ha lanciato?

Innanzitutto lo spunto per la pelicola è autobiografico, poiché la madre di Miyazaki si ammalò come quella delle piccole Satsuki e Mei e fu costretta a una lunga degenza in ospedale.

Inoltre Totoro non è ovviamente una creatura reale, ma la fusione di alcuni animali quali l'orso, il procione e la talpa, e il suo nome deriva dalla parola scandinava troll, solo pronunciata alla giapponese e in maniera errata (la piccola Mei, che nel corso del film inventa tale nome, è solita sbagliare alcune parole a causa della giovane età chiamando i girini “girelli” e le pannocchie “pastrocchie”).

Un classico trollHDCopyright fromcalvarytocarthage
Il classico troll scandinavo che appare nella fiaba dei tre capretti

I susuwatari: cosa sono i "nerini del buio"?

Del resto le figure folkloristiche non si limitano a Totoro, ma anche a quelli che nell’edizione italiana sono chiamati “Nerini del buio” o “corrifuliggine”. Queste creature provengono dalla mitologia nipponica e il loro nome originale è susuwatari (fuliggine che viaggia) o anche makkuro kurosuke (letteralmente “pece nera nera ombra”). Sono degli spiritelli timidi e bonari, l'impersonificazione della cenere dei caminetti che si infila sotto al pavimento delle vecchie case e solo i bambini sono in grado di vederli (cosa che in effetti nel film accade). Inoltre queste creature sono anche apparse in un altro film di Miyazaki: il vincitore del premio oscar La città incantata.

Totoro e il rapporto con la morte

Tuttavia, sapevate che Totoro possiede un lato oscuro? Un lato oscuro creato dai fan, certo, ma pur sempre un lato oscuro.

Il sito Kotaku, infatti, ha ipotizzato che Totoro non sia un tranquillo protettore dei boschi, ma addirittura un dio della morte giapponese, un cosiddetto shinigami, e che quindi le due bambine in realtà siano morte.

Il motivo? La storia è ambientata nelle campagne attorno alla città di Sayama, una città che fu vittima del cosiddetto incidente di Sayama nel 1963, quando un'adolescente di sedici anni venne rapita e ritrovata morta in una fattoria delle campagne circostanti.

Questo triste evento di cronaca avvenne i primi giorni del mese di maggio e i nomi delle due bambine nel film di Totoro sono Satsuki e Mei , ovvero “maggio” in giapponese e in inglese (Mei è infatti la trascrizione della pronuncia di may).

Le piccole Copyright Studio Ghibli
Le sorelle Satsuki e Mei

Tuttavia questi dettagli estremamente inquietanti sono stati più volte smentiti dallo stesso Miyazaki, che ha dichiarato che l’unica fonte di ispirazione sono gli eventi autobiografici di cui abbiamo parlato qui sopra.

E voi che ne dite? Eravate a conoscenza di questi piccoli segreti riguardanti Totoro? Ne sapete altri? E quali sono?

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