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X-Files 11, il messaggio del finale di stagione

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La morte non è la soluzione, ed è tutta una questione di fede: ecco il messaggio dell’ultimo episodio di X-Files 11, che ci lascia con l’episodio che tutti aspettavamo.

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La storia di William. Il decimo e ultimo episodio di questa undicesima stagione di X-Files ci racconta la storia del personaggio che fin dal lancio del primo episodio sapevamo essere fondamentale per il prosieguo della narrazione: Willilam, il figlio di Scully. Il figlio di Scully e, ora lo sappiamo, dell’Uomo che Fuma. Un ragazzino speciale, che la madre diede in adozione - con il cuore in pezzi - per il suo bene, per proteggerlo. Senza sapere che non avrebbe mai potuto proteggerlo da se stesso, dalla sua natura, dai suoi poteri che, anno dopo anno, l’hanno trasformato in un emarginato.

Una vita difficile

I ragazzini non hanno peli sulla lingua: i ragazzini sanno far pesare la diversità. E a forza di sentirsi diverso, William si è ritrovato da solo, e ha imboccato la strada sbagliata.  La sua storia - poteri speciali a parte - è la storia di tanti altri ragazzi emarginati che si rifugiano nel mondo più “facile” e “avventuroso” del crimine. Dai piccoli furti a reati ben più gravi. Per i ragazzi normali. Per lui, parliamo di crimini ben più pericolosi.

Seguito, studiato, perseguitato. Braccato. Fino a uno scherzo a due ragazze che si trasforma nell’assassinio dei suoi genitori adottivi e nell’incontro con la sua madre biologica: Dana Scully. Mentre l’ennesima - e forse definitiva - chiusura degli X-Files per il comportamento di Mulder viene ordinata da Kersh, Skinner fa di tutto per mantenere il patto con l’Uomo che Fuma - e salvare il mondo. Come già capitato, per fare la cosa giusta prova a tenere il piede in due scarpe. Come già capitato, probabilmente questo causerà dei guai…

15 ore prima

Mulder e Scully ricevono una telefonata da Monica Reyes, che li mette sulle tracce di William. Ma la situazione, presto, precipita: Mulder uccide con un colpo in testa. L’uomo a capo del progetto segreto di colonizzazione dello spazio, l’uomo che aveva già incontrato e che stava per dirgli il motivo per cui tutti cercano William, suo figlio. Ma noi lo sappiamo già: William è speciale. E possiede ciò che vogliono tutti: la capacità di vedere il futuro. Ed è proprio così che Mulder lo rintraccia: seguendo un inusuale numero di vincite alla lotteria in una piccola città.

Fra una citazione agli x-Men e una soffiata di Scully a Tad O’Malley sulla cospirazione per diffondere il virus Spartan, William continua a comportarsi come non ci aspetteremmo dal figlio perduto di Dana Scully.

Cambiare il futuro: Fight the future.

Scully l’ha visto. Ha visto la fine di Mulder. Ha visto l’Uomo che Fuma mentre gli sparava, ma non riesce ad avvertirlo: l’uomo che crede fin dall’inizio non le dà retta. Non la ascolta. Il suo unico obiettivo è trovare quello che crede essere suo figlio, il suo unico scopo è salvare quel ragazzo con poteri incredibili e spaventosi.

Sta qui, la genialità di questo finale di stagione: Chris Carter rimescola le carte in gioco, inverte i ruoli, spiazza tutti presentandoci un ragazzo - a lungo atteso - che, dopo che ci è stato presentato, non vorremmo mai aver conosciuto.

Mentre Fox Mulder mette da parte il soprannaturale per esercitare le sue capacità di agente federale nel rintracciare un minorenne in fuga, Dana Scully vede. Vede con gli occhi della mente, sa con il cuore, capisce con l’istinto. E quando Mulder bussa alla porta giusta, l’incontro che aspettiamo da tanti anni si avvera davanti ai nostri occhi.

Quell’abbraccio cercato a lungo, un abbraccio che Mulder crede sia fra padre e figlio, è di fatto un abbraccio fra fratellastri. È compLicato, sì, come il ritrovamento del corpo dell’uomo che William ha quasi disintegrato dopo avergli scroccato un passaggio.Ma in fondo, questo è X-Files. Nella sua stessa essenza.

La morte non è la soluzione

William è spaventato. Forse non riesce a controllare il proprio potere, o forse non vuole farlo davvero. Non vuole finire in un laboratorio a farsi studiare. Non vuole sopravvivere. La morte gli sembra una via d’uscita, ma il finale ci racconta che la morte non lo è mai. Non è mai la soluzione.

Sappiamo già - benché un dubbio sulle informazioni di cui dispone ci tenga in tensione - che quello a cui spara l’Uomo che Fuma non è il vero Mulder. Lo sappiamo perché conosciamo già i poteri di William. Eppure, vederlo cadere in acqua con un colpo in testa lascia il segno. Così come scoprire che William riemerge: ci aspettavamo anche questo, che fosse tutta un’illusione, eppure vederlo riemergere ci segna.

Per un motivo molto semplice: William potrebbe non comparire mai più nella storia di Mulder e Scully, o potrebbe tornare a esserne il centro. Perché una sola certezza è ciò che questa undicesima stagione vuole lasciarci: il nostro destino è nelle mani di Chris Carter. E X-Files, anno dopo anno, resta sempre fedele a se stesso.

In fondo… Questa storia lunga oltre 25 anni, non è sempre stata solo una questione di fede?

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