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Andrea Purgatori: gli anni di piombo del Deep State

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Dagli anni di piombo al caso di Ustica, Andrea Purgatori ci racconta la sua definizione di Deep State, in attesa del lancio della serie tv con Mark Strong su FOX

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Il muro di gomma. Così s'intitola il film scritto da Andrea Purgatori, e diretto da Marco Risi, che prova a raccontare il clima di segreto e ambiguità che dal lontano 1980 circonda la tragedia di Ustica. Specializzato in terrorismo nazionale e internazionale, Andrea Purgatori - classe 1953 - è diventato giornalista professionista proprio durante gli anni di piombo, che ha raccontato in diretta per il Corriere della Sera.

In occasione della partenza il 9 aprile su FOX della Serie TV Deep State, continuano i nostri incontri con alcuni giornalisti italiani per indagare a fondo il fenomeno dello Stato nello Stato: dopo Giovanni Minoli e Maria Giovanna Maglie, Andrea Purgatori ci ricorda gli anni di piombo.

Gli anni di piombo: destabilizzare per stabilizzare

La cosiddetta strategia della tensione, tragicamente inaugurata nel dicembre del 1969 dalla bomba in Piazza Fontana a Milano, presso la sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura - e protratta per tutti gli anni '70, e oltre - ha rappresentato una delle pagine più controverse della storia italiana contemporanea.

Controverse proprio perché, probabilmente per l'agire di quello che oggi conosciamo come Deep State, le responsabilità - escludendo le rivendicazioni delle organizzazioni terroristiche come le famigerate Brigate Rosse - in molti casi non furono mai individuati i colpevoli.

Gli attentati di quel periodo furono più di 130 su suolo italiano, e il più sanguinoso - dopo i diciassette morti di piazza Fontana - fu quello tragicamente passato alla storia come la strage alla stazione di Bologna, che causò ottantacinque vittime.

Nel contesto degli attentati terroristici, che presero il sopravvento negli anni immediatamente successivi alle contestazioni studentesche e alle lotte operaie, nacquero vere e proprie organizzazioni di estrema sinistra con finalità terroristiche come i Gruppi d'Azione Partigiana, i Nuclei Armati Proletari, i Proletari Armati per il Comunismo e naturalmente le Brigate Rosse. Dall'altro lato, l'estrema destra rispondeva al clima di terrore con la formazione di Ordine Nuovo, i Nuclei Armati Rivoluzionari e Avanguardia Nazionale.

La frase pronunciata da Purgatori "destabilizzare per stabilizzare" sintetizza alla perfezione il clima politico dell'epoca, che portò alla definizione di terrorismo di Stato, per indicare la volontà di servirsi degli attentati per diffondere un clima di terrore fra la popolazione in favore di una svolta autoritaria nel Governo del Paese.

La strategia della tensione, gli anni di piombo e il terrorismo di Stato (o stragismo di Stato) sono questioni molto complesse, rappresentative di un periodo storico particolarmente difficile nel quale oggi gli storici riconoscono l'azione di un deep state sul suolo italiano.

Un'immagine della strage di Piazza Fontana, dicembre 1969

Il Deep State italiano, le armi e i tulipani

Mettendo l'esperienza maturata sul campo al servizio delle indagini su alcuni dei più scottanti casi italiani - come il caso Moro e il caso, appunto, di Ustica - che costò la vita a 81 persone - Purgatori ci racconta la realtà nazionale dal punto di vista di un professionista che ha toccato con mano quello che abbiamo imparato a conoscere come deep state.

Se Minoli aveva definito la P2 il deep state italiano, Purgatori lo collega non solo agli anni di piombo ma anche a questioni così profondamente radicate nella vita pubblica da essere in grado di richiamare al cospirazionismo (come ci aveva raccontato anche Maria Giovanna Maglie).

Ci si può perdere nel deep state.

La confusione della realtà con la fantasia è così diffusa che lo stesso Purgatori ricorda come, durante la guerra fra Iran e Iraq negli anni '80, fosse il primo a non credere al traffico d'armi tramite un aereo israeliano che al giovedì portava a Teheran delle armi.

Il Medio Oriente

Se io oggi facessi l'agente segreto e dovessi scegliere dove andare per capire cosa sta succedendo, me ne andrei a Beirut.

Le ragioni che Andrea Purgatori attribuisce all'interesse sempre centrale per il Medio Oriente sono molte, a cominciare dal fatto che è sempre stato il territorio più affollato, a livello internazionale, di servizi segreti, intelligence e informatori.

A causa di conflitti permanenti, ricorda Purgatori, attorno ai quali ruotano molti fattori complessi. Inclusa, aggiungiamo, la ricchezza di terre che hanno fatto del petrolio la chiave d'accesso a molte porte altrimenti chiuse, scatenando interessi economici spesso mascherati da altro, come ci ha più volte raccontato la storia moderna.

Deep State, in prima assoluta su FOX da lunedì 9 aprile, ci racconta proprio lo scenario che maschera con politica e intelligence operazioni tese allo sfruttamento delle risorse economiche.

Una finzione narrativa che i professionisti intervistati da FOX in occasione del lancio della serie hanno ricordato essere molto poco distante dalla realtà...

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