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Facebook-Cambridge Analytica: raccolti dati di oltre 87 milioni di persone

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Il fondatore del social network blu ha ufficializzato il numero dei profili dei propri utenti violati da Cambridge Analytica (214mila solo in Italia) e ha annunciato nuove restrizioni di privacy per proteggere gli iscritti a Facebook.

Mark Zuckerberg chiede nuovamente scusa per lo scandalo di Cambridge Analytica

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Non si placa la bufera che si è abbattuta su Facebook dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, la società inglese che nel 2016 ha raccolto senza autorizzazione milioni di dati degli utenti iscritti al social network blu per essere poi utilizzati per influenzare le ultime presidenziali americane, favorendo Donald Trump ai danni della candidata Hillary Clinton.

Se fino a qualche giorno fa si parlava di circa 50 milioni di profili “trafugati”, il 4 aprile 2018 Facebook tramite una nuova comunicazione pubblicata nella sezione newsroom del sito ha aggiornato i dati.

“Crediamo che le informazioni di Facebook di 87 milioni di utenti, prevalentemente statunitensi, possano essere state impropriamente condivise con Cambridge Analytica", ha dichiarato Mike Schroepfer, Chief Technology Officer di Facebook:

Stiamo lavorando per l'introduzione di nuove restrizioni sul social network che proteggeranno ulteriormente gli utenti dall'utilizzo di app di terze parti.

Anche l’Italia è inserita tra i paesi dove la società inglese ha “rubato” i dati: sono 57 gli utenti che hanno installato l’app thisisyourdigitallife di Cambridge Analytica, per un totale di 214.134 profili violati. Il dato si ricava sommando il numero delle persone che hanno installato l'app e la loro lista di amici presente nel profilo.

La tabella divisa per paesi dove vengono indicati i numeri di profili Facebook violati da Cambridge AnalyticaHDFacebook

Cos'è Cambridge Analytica

Cambridge Analytica è una società britannica, fondata nel 2013 dal miliardario Robert Mercer, che si occupa di raccogliere i dati dagli utenti iscritti a vari social network (indirizzo di posta elettronica, data di nascita, nazionalità, città, post pubblici) per poi realizzare delle pubblicità mirate e altri servizi ai propri clienti, sia in ambito politico che aziendale.

Nel 2016 la società si è focalizzata esclusivamente sulla campagna elettorale statunitense e sul referendum della Brexit nel Regno Unito, anche se nessuna di queste attività sono state riportate sul sito web.

Secondo quanto riportato dal New York Times e The Guardian - i due quotidiani che hanno pubblicato a metà marzo 2018 il primo dossier su Cambridge Analytica - la società era strettamente legata con lo staff dell’allora candidato alla presidenza USA Donald Trump e dal suo futuro consigliere della Casa Bianca, Trump Steve Bannon.

Primo piano del logo di Cambrige Analytica e sullo sfondo quello di FacebookHDCNET

Nel 2016 Cambridge Analytica, sotto la direzione del ricercatore informatico e analista Aleksandr Kogan, ha creato un app chiamata "thisisyourdigitallife" che si presentava agli utenti come un semplice test sulla personalità, ma che invece ha permesso alla società di rubare i dati di tutti gli utenti di Facebook che hanno accesso all'applicazione. Cambridge Analytica, inoltre, ha assunto un vero e proprio team di professionisti per la creazione di Pagine Facebook, articoli, siti web e video con lo scopo di diffondere fake news sulla candidata Hillary Clinton e favorire in questo modo il “cliente” Donald Trump.

La società è ora accusata di aver raccolto in modo illecito dal 2014 ad oggi dati sensibili di utenti Facebook tramite la creazione di app di terze parti per poi venderli senza autorizzazione ai propri clienti.

Primo piano di Alekandr KoganHDCNN
Aleksandr Kogan

Il futuro di Mark Zuckerberg

In molti si chiedono come sia stato possibile che il CEO di Facebook in tutti questi anni non si sia accorto della presenza di app di terze parti sulla propria creatura, che violavano apertamente la privacy degli utenti.

Mark Zuckerberg, che tramite profilo personale ha chiesto già scusa per ben due volte a tutti gli utenti per lo scandalo, è stato accusato da The Guardian di essere a conoscenza della presenza della società britannica sulla piattaforma.

Il quotidiano, infatti, ha affermato che il rapporto lavorativo tra Facebook e Aleksandr Kogan era così stretto che nel 2011 Zuckerberg "regalò" a Kogan, per una ricerca accademica, i dati di ben 57 miliardi di "amicizie virtuali" intrecciate sul social network blu, seppure in forma aggregata e anonima.

Mark Zuckerberg, che in un'intervista rilasciata il 4 aprile 2018 a BBC News ha dichiarato di essere ancora "l'uomo che gestisce Fcebook", dovrà ora presentarsi il prossimo 11 aprile 2018 alla Commissione dell’Energia e del Commercio della Camera statunitensi, per spiegare l'utilizzo dei dati degli utenti da parte di Facebook.

Il presidente della Commissione Greg Walden e il membro partecipante Frank Pallone Jr hanno dichiarato che l’udienza sarà utile per capire sia il ruolo svolto da Facebook nella vicenda legata a Cambridge Analytica, sia per far capire meglio al popolo statunitense come vengono utilizzati i dati personali sul web.

Facebook: nuove regole sulla privacy

Mike Schroepfer di Facebook ha dichiarato che ben presto verranno introdotte nuove funzioni per proteggere ulteriormente la privacy e i dati sensibili degli iscritti alla piattaforma.

Di seguito, elenchiamo le sei novità in arrivo con il prossimo aggiornamento del social network, sia per la versione app che per la versione desktop:

  1. Check app esterne: Facebook avvierà un’indagine per segnalare tutte le app di terze parti che avevano accesso alle informazioni degli utenti prima che Facebook cambiasse le regole nel 2014
  2. Avvisi: Facebook avviserà nelle prossime settimane tramite mail gli utenti che hanno attivate sul proprio profilo app che hanno usato in modo improprio i loro dati
  3. Disattivazione app di terze parti: Facebook disattiverà automaticamente l’accesso a tutte le app di terze parti che gli utenti non hanno utilizzato negli ultimi tre mesi
  4. Nuovo login per le app di terze parti: Facebook cambierà l’accesso alle app di terze parti legate ai profili dei propri utenti. Ogni app potrà chiedere all’utente soltanto la condivisione dell’indirizzo di posta elettronica
  5. Nuovo News Feed: gli utenti potranno scoprire quali app di terze parti sono attualmente attive sul proprio profilo tramite un box che verrà inserito nella parte alta del News Feed
  6. Eliminazione di bug: Facebook nelle prossime settimane attiverà un programma di bug bounty per premiare gli utenti che scoveranno i bug presenti nelle app di terze parti
Facebook introduce alcune novità per proteggere la privacy dei propri utentiHDFacebook

In attesa di scoprire come si concluderà la vicenda tra Facebook e Cambridge Analytica, al momento l’unico modo sicuro per proteggere i propri dati sul noto social network blu è quello di evitare di installare app di terze di parti sul proprio account.
Oppure, in modo più drastico, cancellarsi dal social network (ecco come) o revocare l'accesso alle suddette app (ecco come).

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