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Catch-22: Comma 22, la recensione del romanzo di Joseph Heller

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Infarcito di figure retoriche e fondato sul nonsenso, Comma 22 ha varcato i confini letterari per diventare la rappresentazione di un paradosso. Il paradosso che ci impedisce di scegliere.

Comma 22: una vignetta ispirata al comma del romanzo di Heller

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Seconda Guerra Mondiale. Il capitano Yossarian, di stanza in Italia con l'aviazione statunitense, si destreggia fra la burocrazia militare, la follia della guerra e l'inettitudine dei suoi superiori.

Il Comma 22 [...] dice che devi sempre fare quello che l'ufficiale superiore ti ordina di fare.

Comma 22, pubblicato per la prima volta nel 1961, nasce in un contesto storicamente non molto lontano dalla Seconda Guerra Mondiale che vuole raccontare. Soprattutto, nasce dall'esperienza di vita vissuta dallo stesso Joseph Heller, aviatore di stanza in Italia con l'esercito degli Stati Uniti e quindi profondo conoscitore dei luoghi in cui è ambientato il suo romanzo.

Portato al cinema dal grande Mike Nichols nel 1970, nella sua versione più celebre, con un cast di star (Alan Arkin, Martin Balsam, Art Garfunkel, Anthony Perkins, Orson Welles, Martin Sheen, Jon Voight...), Comma 22 è in lavorazione per una miniserie televisiva intitolata semplicemente Catch-22 e fortemente voluta da George Clooney (nei panni del colonnello Cathcart), al quale si affiancano Christopher Abbot (Yossarian) e Hugh Laurie (Maggiore ...de Coverley).

Relativamente al romanzo, si è discusso a lungo dei personaggi reali, commilitoni e superiori di Heller, che potrebbero aver ispirato i personaggi di Comma 22, ma le discussioni si sono rivelate sterili: non conta sapere quali e quanti fatti o persone descritti nel romanzo corrispondano alla realtà, conta solo cogliere - nello stile basato sulle figure retoriche, il sarcasmo e il nonsense - la verosimiglianza di tutto ciò che leggiamo.

Apparentemente semplicistico nel suo umorismo interamente fondato sul nonsense (che ritroviamo, in parte, in opere ambientate in guerra come Il dottor Stranamore, Gli eroi di Hogan o M.A.S.H.), sugli ossimori e sulle iperboli, in realtà siamo di fronte a un romanzo molto complesso e articolato.

Il pregiudizio razziale è una cosa spaventosa, Yossarian. Davvero, è una cosa spaventosa trattare un indiano fedele e perbene come se fosse un negro, uno sporco italiano, un ebreo o un messicano.

Joseph Heller, autore del romanzo Catch-22
Joseph Heller con la copertina del romanzo Catch-22

La stessa descrizione dei capitoli che, con l'eccezione di quello più significativo, La città eterna, sono intitolati a determinati personaggi e luoghi, finisce per fuorviare parzialmente: quegli stessi personaggi e luoghi sono, di fatto, protagonisti solo in parte. Qualcun altro o qualcos'altro prende sempre il sopravvento.

Anche in questo, Heller vuole raccontarci qualcosa che ogni cosa, nella realtà - del mondo e della narrazione - prenda una piega inaspettata, si lasci deviare da coincidenze, casualità o piani elaborati da persone che spesso e volentieri mascherano le loro vere intenzioni e la loro stessa natura.

Per non parlare dei nomi dei personaggi: dal Maggiore Maggiori (nome completo: Maggiore Maggiore Maggiori) al colonnello Scheisskopf (dal tedesco: scheiß, stronzate e kopf, testa), e via dicendo. 

Il colonnello Cathcart era presuntuoso perché era diventato colonnello con funzioni di comando all'età di trentasei anni, ed era scoraggiato perché sebbene avesse già trentasei anni, era ancora soltanto un colonnello.

Fondato sulle contraddizioni insite nella stessa natura umana, e in particolare in quella degli inetti che Heller pone al comando del battaglione di cui fa parte Yossarian, Comma 22 è un capolavoro che incarna in un gruppo di personaggi tanto variegato quanto unito dalla follia - perché la guerra non può che trasformare tutto e tutti in pura follia - mentre ci intrattiene con geniali conversazioni in cui l'unico, profondo significato sta nella volontà di ammonirci.

La guerra fa impazzire tutti. La guerra è una follia. La guerra, perfino nei romanzi, non ha un lieto fine. Nemmeno per chi vince.

La guerra causa solo morte, povertà, distruzione e disperazione. La guerra è condotta da uomini che non si sporcano le mani e si guardano bene dall'avvicinarsi al fronte, mandando a morire i loro sottoposti per acquisire prestigio.

Su tutto questo, Heller ci mette in guardia: la guerra - qualsiasi guerra - porta alla ribalta chi trova il modo di sfruttarla per arricchirsi e fa sparire, letteralmente, i poveri diavoli che credevano di combattere per la loro patria.

Certo che c'è un comma - rispose il dottor Daneeka - Il Comma 22: "Tutti quelli che desiderano di essere esonerati dal volo attivo non sono veramente pazzi".

Joseph Heller: Comma 22
Il romanzo Comma 22 di Joseph Heller

La patria

In tutto il mondo, da una parte e dall'altra della linea di fuoco, dei ragazzi sacrificavano la loro vita per quella che gli avevano detto che era la loro patria.

Proprio la patria, concetto fondamentale per ogni soldato e nozione centrale in ogni discorso ufficiale, è uno dei centri nevralgici di Comma 22. Perché la patria stessa, alla fine, diventa il comma 22: la definizione di qualcosa che si contraddice, che non ha più veramente senso e che si trasforma nella giustificazione per qualsiasi genere di orrore e di decisione scellerata.

La patria, la guerra, l'esercito: tutto, in definitiva, non è che un aspetto di quel Comma 22 che governa il mondo quando è incapace di riconoscere le proprie priorità e mette la smania di conquista e gli interessi economici - perché di questo, in fondo, si tratta - davanti a tutto il resto.

Il mondo raccontato da Joseph Heller, per quanto paradossale, è lo stesso mondo in cui abbiamo vissuto a lungo. E in cui, in forme e modi diversi, purtroppo continuiamo a vivere.

Il paradosso del comma 22

Il Comma 22 del romanzo di Heller ha varcato i confini letterari per trasformarsi in una frase fatta, una citazione che indica la completa assenza di scelte o possibilità.

Il paradosso del Comma 22, in sostanza, ricorda la gerarchia militare nella sua stessa essenza: gli ordini si eseguono, punto e basta. Non si discutono, non si contestano, non si interpretano. Anche - anzi: soprattutto - quando si contraddicono e non presentano alcuna logica.

Il celebre fumetto Sturmtruppen di Bonvi, nato nel 1968 e ambientato nell'esercito, ne ha fatto un ampio uso: il Comma 22 è riportato in diverse vignette e ha contribuito a diffondere la definizione stessa del paradosso che rappresenta.

Ma anche molti altri scrittori e autori se ne sono serviti: Michael Ende, per esempio, lo cita sia ne La storia infinita che ne Lo specchio nello specchio, mentre il gruppo Meshuggah ha intitolato uno dei suoi album Catch Thirtythree (da Catch-22), raccontando storie fondate interamente sul paradosso.

Sturmtruppen: il Comma 22
Il Comma 22 in una vignetta di Bonvi per Sturmtruppen

Le donne

Le figure femminili hanno un ruolo volutamente difficile in Comma 22.

Tutte le donne che vengono nominate si dividono in tre categorie: infermiere, prostitute e opportuniste.

Le donne - in particolare quelle italiane, vista l'ambientazione, ma ci sono anche le infermiere dell'esercito USA - vengono denigrate, ridotte a meri oggetti sessuali, trattate con violenza, stuprate e perfino uccise. A un primo sguardo, quella di Heller sembrerebbe una semplificazione della società dell'epoca, in cui le donne (in Italia, per esempio) non avevano nemmeno il diritto di voto. In realtà, come tutti gli altri argomenti trattati da Comma 22, anche quello della condizione femminile ha lo scopo di denunciare una disparità ingiusta che dipinge gli uomini, di fatto, come mostri.

Con la sola eccezione di uno di loro: il protagonista, Yossarian, che prova pietà per la fine tragica di una ragazza. Yossarian è, di fatto, l'unico a riconoscere che la vita di una donna ha lo stesso valore di quella di un uomo.

Consapevolezza

Yossarian [...] aveva deciso di vivere eternamente, o comunque di morire nel tentativo di riuscirci.

Tutti gli argomenti che l'intero romanzo tratta con apparente superficialità, grazie al tono sarcastico ma soprattutto alla logica del nonsense che l'ha reso una pietra miliare della letteratura - nonché primo romanzo ufficiale del genere postmoderno statunitense - vengono trattati dall'autore con grande consapevolezza nella parte finale del romanzo.

L'orrore della guerra, le sue contraddizioni, il ruolo delle donne, la crudeltà degli uomini e la loro cordardia emergono prepotentemente, abbandonando di punto in bianco lo stile che Heller usa per tutta la storia, fino all'inevitabile presa di coscienza da parte del lettore del feroce atto di denuncia compiuto dall'autore.

Il vero Comma 22, il vero paradosso, la vera insensatezza - ci dice Heller con con tutta la parte finale - è soltanto una. E si chiama guerra.

Voto10/10

Varcando i confini letterari per diventare un'espressione di uso comune, Comma 22 denuncia la follia della guerra con il suo stile basato sul nonsense. Perché la guerra non ne ha: non ha mai senso.

Chiara Poli

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