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Detective Pikachu, la recensione (ma senza Ryan Reynolds!)

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Un inedito Pikachu parlante indossa il tipico berretto da investigatore per guidarci in una colorata indagine sugli schermi dei nostri Nintendo 3DS. Riuscirà a sbrogliare la matassa di misteri tra le strade di Ryme City?

Pikachu nelle vesti dell'investigatore

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Quando, nel 1996, Satoshi Tajiri diede vita ai Pokémon sul primo, indimenticabile Game Boy, con molta probabilità non era consapevole della portata sociale, economica e mediatica che avrebbero avuto le sue colorate creature tascabili.

Creature che negli anni hanno fatto la fortuna di Nintendo, regalando sorrisi e avventure a grandi e piccini, e generando inevitabilmente contaminazioni in ogni media esistente - dal piccolo schermo ai touch screen. Anche solo fermandoci nell'ambito strettamente vidoeludico, la ''grande N'' non si è mai vergoganta di sperimentare, confezionando decide di spin-off per i Pocket Monsters molto distanti dal gameplay tradizionale della saga firmata Game Freak.

Ed è proprio il caso di Detective Pikachu, bizzarro esperimento ludico per Nintendo 3DS che vede l'amatissimo topo elettrico impugnare i ferri del mestiere e calarsi nei panni dell'investigatore. Per altro guidandoci nelle sue indagini con una voce profonda e vissuta, che nel film in live-action già in programma sarà sostituita niente meno che da quella di Ryan Reynolds, attore già noto per aver interpretato lo scapicollato Deadpool.

La premessa non può che generare alcune giustificate perplessità. Ecco perché, ora che Detective Pikachu è disponibile anche nei negozi italiani, abbiamo deciso di indagare anche noi di MondoFox, lanciandoci tra le strade di Ryme City.

Quando il gatto non c'è...

Ed è proprio Ryme City lo scenario in cui il giovane studente Tim Goodman incrocerà per caso strada e destino dell'atipico Pikachu parlante.

Con un ritmo molto più simile a quello di prodotti come Another Code, incentrati sull'avanzamento testuale, piuttosto che alla serie investigativa del professor Layton, il duo deciderà di unire le forze non solo per scoprire cosa sia accaduto al padre di Tim, misteriosamente scomparso, ma anche per capire cosa porti alcuni Pokémon a comportarsi in modo assai anomalo.

Noi guideremo Tim - sempre accompagnato dal chiacchiericcio di Pikachu - per svelare il complesso di misteri e complotti che circonda la tranquilla cittadina, cercando di ottenere indizi, strappare testimonianze e varie informazioni per venire a capo della matassa, che andrà a districarsi per circa 10 ore di giocato. 

Quelle che appaiono come deviazioni interessanti nella routine del franchise, sono però minate dalla natura stessa del prodotto. Ludicamente parlando, Detective Pikachu è infatti un titolo estremamente semplice, facile e guidato, pensato più per un pubblico di bambini che per i giovani Allenatori là fuori. Un'essenzialità che ci ha fatto decisamente storcere il naso, lasciandoci con un senso di scarsa partecipazione nel corso di tutta l'avventura.

Detective Pikachu arriva sui nostri Nintendo3DSHDNintendo
L'incontro tra Tim Goodman e Pikachu darà il via ad un'avventura tutta misteri e indagini

Per proseguire nelle nostre indagini, dovremo quindi limitarci a poche e ripetitive azioni.

Vistando le diverse zone di Rime City, andremo a dialogare con i suoi abitanti tramite una selezione di domande preimpostate, finché non ci daranno l'informazione o l'oggetto che ci occorre, raccolti nel menù Indizi. A cose fatte, sarà Pikachu ad invitarci ad aprire la voce Appunti, permettendoci sia di rispondere alle domande chiave superando piccole prove di deduzione logica sia di accusare il presunto colpevole di turno tra i possibili indiziati.

... i topi (non) ballano

Il topolino elettrico di Nintendo, per quanto si sforzi, non riesce purtroppo a ''ballare'' a dovere in Detective Pikachu.

Intendiamoci, la trama semplice e dai tratti leggeri è comunque affascinate e capace in qualche modo di tenerci incollati al doppio schermo del Nintendo 3DS, ma l'approccio scelto dal team di sviluppo di Creatures Inc. poteva essere decisamente più coraggioso. 

Come avrete già capito, il più grande difetto di Detective Pikachu è la cronica mancanza di sfida, che si traduce in un gameplay fin troppo elementare e nella possibilità di proseguire a tentoni nella risoluzione di un caso, così da minare alla base la stessa struttura del videogame.  

Eppure c'è tanto di buono in questa atipica produzione Nintendo, elementi legati alla caratterizzazione dei personaggi e del mondo di gioco che le permettono di non sprofondare al di sotto della sufficienza. Sì, lo stile grafico più realistico rispetto ai classici capitoli della saga funziona a dovere, ricordando in un certo modo alcuni dei più apprezzati lungometraggi animati in tre dimensioni. Allo stesso modo, il profilo dello strambo Pikachu nei panni del detective è sorprendentemente gustoso, con gag e siparietti comici piuttosto frequenti.

Il nostro aspirante Sherlock Holmes non offrirà solo un registro scenico ma visto in un titolo della famiglia Pokémon, ma anche una visione più fresca delle stesse creature tascabili, spesso utilizzate come chiave di volta nella risoluzione dei diversi enigmi.

Detective Pikachu è disponibile anche nei negozi italiani

Mettendo completamente in ombra l'anonimo Tim, Detective Pikachu riesce allora a risollevare le sorti dell'intero videogame con la sua personalità irriverente e speziata. E non stupisce che, nel 2019, Legendary Pictures prenderà per mano il Pokémon per eccellenza, accompagnandolo nelle sale cinematgrafiche di tutto il mondo.

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