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Deep State, la doppia vita di Max Easton nel primo episodio

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L'episodio pilota di Deep State, Vecchi fantasmi, ruota attorno ai segreti. Segreti che, una volta scoperti, vorremmo poter dimenticare. Come Max Easton vorrebbe dimenticare la sua vecchia vita. Ma non può...

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Un uomo si sveglia, si alza, prepara la colazione alle sue bambine. Abita in una splendida casa, nel bel mezzo del nulla, in Francia. Esce per accompagnare a scuola le sue bambine. Dall’altra parte del mondo, in Iran, un altro padre fa le stesse cose: si alza, bacia le sue figlie che fanno colazione, ed esce per andare al lavoro. Entrambi gli uomini, una volta fuori di casa, sono seguiti da una moto. La moto in Iran piazza qualcosa sull’auto dell’uomo che segue: una bomba, che poi fa esplodere. La moto che seguiva il primo uomo, invece - nonostante l’evidente preoccupazione - se ne va dopo l’attraversamento di un gregge: non stava seguendo nessuno.

La prima sequenza dell’episodio pilota di Deep State è costruita appositamente per raccontarci come, indipendentemente da dove ci si trovi, non ci si possa considerare mai davvero al sicuro. Per mostrarci come una giornata qualsiasi può trasformarsi in un incubo e come, nell’attentato in Iran, siano implicate delle persone che parlano inglese. Inglese, come Max Easton: un uomo che teme per l’incolumità delle sue figlie di fronte alla semplice presenza di una motocicletta. 

Persecuzione

L’azione in questo primo episodio si svolge su due fronti: in Francia, Max riceve un messaggio che decide di ignorare. Ma sappiamo già, perché l’abbiamo visto nella sequenza analizzata qui (pezzo da recuperare, perché ci racconta come è strutturata la sceneggiatura della serie), che a chi lo contatta non piace essere ignorato. Ecco quindi che i conti bancari di Max vengono bloccati e la corrente di casa sua staccata. Una scena ricca di suspense ci dice che Max sa bene chi lo sta cercando, e lo teme.

In Iran, intanto, ci raccontano la storia di un gruppo di agenti che lavorano sotto copertura. Uno di quegli agenti si chiama Harry Easton, ed è il primogenito di Max. Il ragazzo ha voluto seguire le orme di suo padre, entrando nell’agenzia governativa inglese MI6 - i servizi segreti - ed è stato ucciso perché tradito dal suo caposquadra, Alexander Said. Un uomo che George White, pezzo grosso del MI6, definisce un “protetto” di Max. Abbiamo già visto come questa sequenza sia studiata per darci preziose informazioni sui personaggi, ma mancava qualcosa. Qualcosa che ora sappiamo: in Deep State, nulla è come sembra.

Max - costretto a presentarsi a Londra dopo una persecuzione che arriva a minacciare la sua famiglia - ha l’ingrato compito di dire alla sua ex moglie, la giornalista Olivia Clarke, che Harry è morto. La donna rappresenta la sua vita passata: era al corrente del suo lavoro e sa che, in un modo o nell’altro, la responsabilità dell’accaduto pesa sulle spalle di Max.

La nuova moglie di Max Easton, invece, Anna, non sa nulla. Crede che Max lavori per un istituto bancario: sposando lei, trasferendosi in Francia e ricostruendosi una famiglia, Max ha completamente tagliato i ponti con il passato. Un passato che, ora, torna a perseguitarlo.

Meglio non sapere?

Il tema centrale di questo primo episodio, che ha il compito di presentarci ambientazione, premessa narrativa e personaggi, sono i segreti. Persuasa - e non a torto - che Max le nasconda qualcosa, Anna inizia a frugare fra le sue cose. Finirà, con l’aiuto del fratello, per accedere a una cassetta di sicurezza e vedere un video che le fa crollare il mondo addosso: suo marito non è l’uomo che credeva di conoscere.

Siamo di fronte a un grande classico della spy-story: le spie celano a tutti, perfino alle persone che più amano, la vera natura del loro lavoro. Lo fanno per una questione di sicurezza ma prima o poi - e Deep State ce lo dice senza giri di parole - l’illusione di essere al sicuro finisce in frantumi. Perché se sei una spia, sai per esperienza diretta cos’è il deep state. E se lo sai, non potrai mai più essere al sicuro. Mai più.

Forse, per Anna Easton sarebbe stato meglio non sapere. Per noi, invece, gli autori hanno già scelto: ci dicono subito che è stato George White a fare il doppio gioco. Ha manovrato la squadra in Iran perché Harry venisse ucciso. Perché? Per richiamare Max in servizio? Per manipolare anche lui, in favore dei propri scopi? Lo scopriremo nei prossimi episodi. Così come abbiamo scoperto che Harry - a cui Said ha in realtà risparmiato la vita - stava indagando sulla pista giusta. Una pista che George non vuole venga seguita.

Fra MI6, CIA, Teheran, Londra, Beirut e la campagna francese, Deep State ci dice due cose

La prima: siamo circondati da molti segreti, insospettabili segreti, ma alcuni di essi finiscono per venire a galla.

La seconda: i giochi internazionali del deep state sono così grandi e complessi che sì, forse è meglio non sapere.

Perché se sapessimo, vorremmo solo tornare indietro e rimanere all’oscuro di tutto…

Nel prossimo episodio di Deep State...

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