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La ragazza che hai sposato diventa un film: parola all'editor di Piemme

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Alafair Burke vedrà La ragazza che hai sposato diventare film. Quale migliore occasione, se non questa, per confrontarci con l'editor della casa editrice Piemme?

La panchina con il foulard rosso

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Alafair Burke ce l'ha fatta: il suo romanzo, La ragazza che hai sposato, molto presto diventerà un film.

Ad accaparrarsi i diritti cinematografici è stato Amazon Studios, che ha dovuto combattere a spada tratta e condividere l'interesse del romanzo – come riportato da Deadline – con altri ben cinque corteggiatori.

Dal libro al film: qual è la trama?

Angela ama molto la sua famiglia, tanto quanto la sua noiosa routine di madre casalinga. Una routine che ha costruito con il tempo e che viene improvvisamente distrutta dall'arrivo di uno scandalo: suo marito Jason Powell viene accusato di molestie, e in seguito stupro, attirando una drastica attenzione su di sé e, di conseguenza, su quel terribile segreto che Angela custodisce dall'adolescenza.

Copertina de La ragazza che hai sposato
La ragazza che hai sposato, l'ultimo romanzo di Alafair Burke

Jason è uno stimato professore della NYU, uno scrittore di modesto successo, protagonista di un podcast e fondatore di una società di consulenza. La fama della famiglia Powell diventa pane per i media affamati e la pressione dello scandalo, unita alle menzogne e ai conseguenti dubbi, iniziano a soffocare Angela, spingendola a chiedersi quale sia la verità... e se sia davvero necessario conoscerla.

La storia narrata ne La ragazza che hai sposato (in lingua originale è intitolato The Wife) è molto vicina alla realtà del movimento Me Too, che si oppone alle molestie e alle violenze sulle donne a partire dallo scandalo Weinstein dello scorso anno.

Chi è Alafair Burke?

Alafair Burke seduta su una panchina con le mani incrociateHDAlafairburke.com
L'autrice Alafair Burke

Giunta al suo tredicesimo romanzo, la Burke sarà protagonista dell'adattamento cinematografico in chiave d'autrice poiché si occuperà della stesura del copione.

Classe 1969, Alafair Burke nasce come avvocato penalista ed è autrice bestseller del New York Times grazie a due serie di successo, le cui protagoniste sono Samantha Kincaid ed Ellie Hatcher.

I suoi romanzi sono tradotti in più di dieci lingue e in Italia è approdata in casa Piemme con La ragazza del parco (la cui protagonista Olivia Randall rispunta anche ne La ragazza che hai sposato), a cui è seguito Una perfetta sconosciuta.

L’intervista con l’editor

L’amore per Alafair Burke - e le sue appassionanti vicende thriller - è stato ampiamente dimostrato dalla casa editrice Piemme, la cui editor Giulia De Biase (che, dopo aver lavorato per Rizzoli e in Sperling & Kupfer, si occupa di Fiction Straniera per Piemme dal 2014) si è intrattenuta con noi di MondoFox per una breve intervista.

MondoFox: Quando ha letto questa storia per la prima volta, avrebbe mai pensato di vederla presto tramutata in film?

Giulia De Biase: Devo ammetterlo: è una delle prime cose che ho pensato. Innanzitutto per il ritmo: proprio come avviene per i film, o per gli episodi di una serie TV, ne La ragazza che hai sposato sei “catturato” fin dalla primissima scena: una poliziotta bussa alla tua porta, e tu sai già che tuo malgrado dovrai mentirle… C’è già tutto in quest’unica situazione, sei già lì a chiederti: perché la poliziotta è lì? Chi è la donna che apre la porta, e soprattutto perché dovrà mentire? Proprio come al cinema o in TV, dove in un paio di inquadrature lo spettatore è subito dentro la storia. Quando questo avviene sulla pagina scritta, è sempre un po’ una specie di magia.

Non solo: anche dialoghi e ambientazioni sono tutti al tempo stesso veloci e dettagliati, pennellate sicure che ci fanno “vedere” ciò che l’autrice sta raccontando. Per non parlare dei due mondi che Alafair Burke conosce bene e ci fa sempre riscoprire nei suoi romanzi: la polizia e i tribunali, di cui sa raccontarci lati oscuri e dinamiche come pochi altri (e qui vengono in mente anche serie TV come Suits, Law & Order o Billions…). E infine, c’è il tema delle molestie: nonostante il libro sia stato scritto subito prima del caso Weinstein e di tutto ciò che è seguito, l’autrice sembra aver indovinato qualcosa che era nell’aria, aver colto lo zeitgeist. E quando un libro coglie il momento, il cinema di solito non si fa scappare l’occasione…

MF: La vostra casa editrice è affezionata alla Burke. Cos'è che vi ha convinti a portare l'autrice nella vostra linea editoriale?

GDB: Alafair Burke è un’autrice perfetta per Piemme. In una linea editoriale le cui punte nell’ambito del thriller sono Michael Connelly e Paula Hawkins, Alafair coniuga splendidamente alcuni degli elementi principali della narrativa di entrambi: il “poliziesco” di Connelly, e la tensione psicologica al femminile della Hawkins. È per questo che crea trame dai meccanismi delicatissimi che funzionano a perfezione, in cui non manca mai un avvincente aspetto legal/poliziesco, ma con protagoniste femminili complesse, alle prese con bugie, segreti e con i propri, spesso contraddittori, desideri.

E, tornando agli incipit fulminanti e “da film”, ricordo quanto mi colpì l’inizio de La ragazza nel parco, il primo thriller di Alafair che abbiamo pubblicato: un uomo fa jogging all’alba in un parco di Manhattan, e vede una ragazza ancora vestita da sera, con un lungo abito rosa, seduta sul prato… Chi è quella ragazza? E perché lo saluta come se lo conoscesse? Quando poco dopo l’uomo viene accusato di omicidio, l’unico alibi potrebbe fornirlo proprio lei… che adesso è scomparsa nel nulla. Con un inizio così, era difficile non continuare la lettura e non voler pubblicare a tutti i costi quest’autrice.

MF: La bugia in questo romanzo è un’arma di difesa o di attacco?

GDB: Questa è una domanda fantastica, che già in sé presuppone tutti i conflitti e la tensione narrativa dei thriller psicologici in generale – e che vale ancora di più per questo romanzo in particolare. Perché qui, effettivamente, ci sono più livelli di bugie: Angela, la protagonista, non solo fa i conti con le bugie del marito, bugie di cui è vittima e che non sempre sa riconoscere come tali, ma anche con le proprie. Le bugie che non avrebbe voluto dire (ad esempio trovandosi costretta a difendere il marito dalle accuse di molestie sessuali), quelle che la aiutano a sopravvivere allo scandalo (e che spesso racconta anche a se stessa), e quelle che non può fare a meno di dire (le bugie sul suo passato, su quel suo segreto che fino alla fine non indoviniamo ma che è ancor più scandaloso di quelli del marito). Dunque la bugia è sia difesa che attacco, e Angela è sia vittima di bugie che bugiarda a sua volta. Ma alla fine, come si vedrà nel corso del romanzo, la verità sulle bugie è soprattutto questa: che una tira l’altra, e a volte una bugia detta bene è la cosa più pericolosa… per chi la dice.  

MF: Quante probabilità ci sono che La ragazza che hai sposato abbia un seguito?

GDB: Se ci fosse sarei molto, molto curiosa di leggerlo… ma credo che al momento solo Alafair Burke possa saperlo!

Cosa ne pensate di questo adattamento? Avete già letto il romanzo della Burke o guarderete soltanto il film?

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