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Yuri Gagarin, la storia del primo uomo nello spazio

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Il 12 aprile 1961, Yuri Gagarin compiva un'orbita completa intorno alla Terra a bordo della Vostok 1 ed entrava nella leggenda. Ecco la storia del primo uomo nello spazio.

Yuri Gagarin si prepara al lancio con la Vostok 1 NASA

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Il 12 aprile 1961, Yuri Gagarin è stato il primo uomo ad andare nello spazio. Con la sua impresa, il cosmonauta sovietico ha aperto la strada verso nuovi, incredibili orizzonti ed è diventato leggenda.

In occasione dell'anniversario del volo della navicella Vostok 1, noi di MondoFox vi proponiamo un viaggio alla scoperta della storia di un eroe normale, che da uno sperduto villaggio di campagna è arrivato a conquistare le stelle.

La biografia

Yuri Gagarin (Jurij Alekseevič Gagarin) nasce il 9 marzo 1934 a Klušino, un piccolo villaggio rurale nella regione (oblast') di Smolensk, nell'allora Unione Sovietica. La sua famiglia è composta dai genitori Alexey Ivanovich Gagarin, falegname e muratore, e Anna Timofeyevna Gagarina, mungitrice, dai fratelli maggiori Valentin e Zoya e dal minore Boris.

Il giovane cresce in una delle collettività aziendali sorte in Unione Sovietica alla fine del 1917 e nel 1941 si ritrova a fare i conti con l'occupazione tedesca. Un ufficiale nazista si stabilisce nell'abitazione dei Gagarin e Yuri, il padre, la madre e Boris sono costretti a vivere per quasi due anni in una minuscola capanna di fango nel loro cortile, mentre Valentin e Zoya vengono deportati in Polonia ai lavori forzati.

I due fanno ritorno nel 1945 e nel 1946 la famiglia si trasferisce a Gzhatsk, che dopo la morte del cosmonauta è stata ribattezzata Gagarin, dando il nome al distretto di Gagarinsky. Qui Yuri riprende gli studi interrotti a causa della guerra e si specializza come fonditore. Le sue qualità non passano inosservate e il giovane viene selezionato per un programma speciale nella vicina Saratov, acquisendo le ulteriori qualifiche di stampatore e tecnico trattorista

Proprio mentre si trova a Saratov, Yuri inizia ad appassionarsi al volo e si offre volontario per l'addestramento presso un club locale, imparando a pilotare i biplano e i monomotore d'addestramento Yakovlev Yak-18. Il suo eccezionale talento gli apre le porte dell'esercito. Il futuro cosmonauta viene inviato dietro raccomandazione presso la Prima scuola piloti dell'aeronautica Chkalov a Orenburg e nel 1957 diventa pilota di MiG-15.

Completato l'addestramento, il giovane viene mandato di stanza in una base al confine con la Norvegia, dove impara a pilotare in condizioni climatiche estreme e scala rapidamente le gerarchie, acquisendo il grado di tenente dell'Aeronautica sovietica nel 1957 e di tenente anziano nel 1959.

Nello stesso anno, Yuri è selezionato per il Programma spaziale portato avanti in gran segreto dall'Unione Sovietica. Il giovane ufficiale supera brillantemente le durissime selezioni e alla fine viene scelto come pilota della navicella Vostok 1. Il 12 aprile 1961, entra nella storia diventando il primo uomo a volare nello spazio e a compiere un'orbita completa intorno alla Terra.

Il successo della missione fa di Yuri un eroe nazionale e un prezioso simbolo della potenza dell'Unione Sovietica. Per questa ragione, il cosmonauta viene escluso dalle successive missioni, per timore che possa rimanere vittima di un incidente.

L'impresa di Yuri GagarinHDNASA
L'impresa di Yuri Gagarin finisce sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo

Dopo avere viaggiato a lungo per il mondo per pubblicizzare il programma spaziale sovietico, nel 1962 Yuri torna in patria e inizia a servire come deputato il Soviet dell'Unione. Intanto, continua la carriera nell'esercito. A novembre 1963 viene promosso colonnello e a dicembre dello stesso anno diventa vice direttore dell'addestramento presso la base Star City, che si occupa della formazione dei futuri cosmonauti.

La vita di Yuri finisce tragicamente il 27 marzo 1968. Mentre è in volo su un MiG-15UTI, si schianta al suolo nei pressi della città di Kiržač. Il primo uomo nello spazio muore ad appena 34 anni, lasciando la giovane moglie Valentina e le figlie Yelena e Galina.

Le missioni Sputnik e il Programma Vostok

L'epoca della esplorazione spaziale inizia ufficialmente il 4 ottobre 1957 con il lancio dello Sputnik 1. La missione è il coronamento del programma portato avanti dall'Unione Sovietica per mettere in orbita satelliti artificiali.

Lo Sputnik 1 (che in cirillico significa compagno di viaggio e per estensione satellite in astronomia) compie 1.400 orbite e 70mila km, mentre  la strumentazione al suo interno rimane funzionante per 57 giorni. Il satellite brucia andando completamente distrutto durante il rientro il 4 gennaio 1957.

Il successo e la enorme eco mediatica della missione spingono i sovietici a lanciare un secondo satellite, lo Sputnik 2, stavolta con a bordo un essere vivente, la cagnolina Laika. Dopo avere orbitato intorno alla Terra dal 3 novembre 1957 al 14 aprile 1958, il satellite fa rientro senza problemi come previsto vicino a Mosca. Invece, la povera Laika muore poche ore dopo il lancio a causa degli sbalzi di temperatura.

Il 15 maggio 1958 (al secondo tentativo), l'Unione Sovietica manda in orbita lo Sputnik 3, che pone ufficialmente fine al Programma Sputnik. Tuttavia, in Occidente vengono identificati come Sputnik anche i 6 satelliti artificiali lanciati successivamente, che invece rappresentano i prototipi delle navicelle Vostok. Facendo riferimento a tale (erronea) denominazione, lo Sputnik 9 e lo Sputnik 10 (lanciati a pochi giorni di distanza uno dall'altro, a marzo 1961), rivestono particolare importanza, perché rappresentano le prove generali per mandare in orbita un uomo. Infatti, a bordo di entrambi ci sono un cane e un manichino.

La tuta spaziale della cagnolina LaikaHDJames Duncan on Flickr/Wikimedia Commons
La tuta spaziale indossata dalla cagnolina Laika nel volo sullo Sputnik 2

Dal 1961, la corsa allo spazio dell'Unione Sovietica intraprende due strade diverse. Da un parte, viene promosso il Programma Cosmos per la messa in orbita di generici satelliti. Dall'altra, viene varato il cosiddetto Programma Vostok per lanciare nello spazio un essere umano.

Per individuare il cosmonauta da fare viaggiare all'interno della navicella, l'Unione Sovietica dà il via già nel 1959 a una eccezionale ricerca di candidati, che prevede non solo parametri stringenti in termini di conoscenze tecniche e doti fisiche, ma anche di qualità morali. In particolare, gli uomini e le donne selezionati devono avere una vita a prova di scandalo e conforme agli ideali del regime. Alla fine, da un gruppo monster di 3mila aspiranti cosmonauti, la lista si riduce a 400 e poi a 20. Tra loro c'è anche Yuri Gagarin.

Il giovane ufficiale inizia con i compagni un duro periodo di addestramento, che il 31 maggio 1960 porta all'ufficializzazione dei nomi dei 6 potenziali piloti della navicella Vostok 1. Yuri viene selezionato insieme ad Andrijan Grigor'evič Nikolaev, Pavlo Romanovyč Popovyč, German Stepanovič Titov, Anatoli Kartaschov e Valentin Varlamov. Dopo varie traversie e un tragico incidente che costa la vita a uno dei candidati, Yuri Gagarin diventa il primo pilota della Vostok 1, insieme al secondo German Stepanovič Titov (al quale sarà affidato il lancio della Vostok 2).

Il momento tanto desiderato, atteso e temuto arriva all 9:07 ora di Mosca del 12 aprile 1961. La navicella Vostok 1 viene lanciata dal cosmodromo di Baikonur, dopo che Yuri dà l'ok alla partenza con la celebre esclamazione "poechali!", ovvero "andiamo!". Il cosmonauta compie un'intera orbita intorno alla Terra e rimane in volo per 108 minuti, viaggiando lungo una traiettoria ellittica con perigeo di 169 km e apogeo di 315 km. Benché Yuri sia una eccellente pilota, la navicella è comandata da Terra, con la possibilità di sbloccare i comandi manuali in caso di necessità.

Fortunatamente, la missione si svolge senza intoppi (a parte un problema con l'apertura dei paracaduti frenanti, che tuttavia non ha conseguenze) e Yuri atterra nella steppa, nelle vicinanze del villaggio di Smelovka. Quando esce dalla Vostok 1, il cosmonauta si trova davanti Anna Takhtarova e sua nipote Rita, che stavano raccogliendo patate in un campo vicino. La donna è atterrita, invece la ragazzina è incuriosita e chiede a Yuri se arriva dallo spazio. A quel punto, il cosmonauta risponde: "Proprio così".

I cosmonauti Valentina Vladimirovna Tereškova e Aleksey LeonovHDNASA
Valentina Vladimirovna Tereškova e Aleksey Leonov: la prima donna che ha volato nello spazio e il primo uomo che ci ha camminato

Il Programma Vostok procede con altri 5 lanci e il 16 giugno 1963 segna un altro eccezionale primato storico, quando Valentina Vladimirovna Tereškova diventa la prima donna a volare nello spazio a bordo della Vostok 6.

La morte di Gagarin

Yuri Gagarin muore il 27 marzo 1968. Il cosmonauta si schianta al suolo con il suo MiG-15UTI mentre sta effettuando una esercitazione con l'istruttore di volo Vladimir Seryogin. Le cause dell'incidente non sono mai state del tutto chiarite e l'indeterminatezza ha fatto fiorire diverse fantasiose teorie complottiste. Ma seppure offrano risposte diverse, le varie indagini concordano sull'assenza di eventi e fatti "misteriosi".

Secondo l'inchiesta condotta dal KGB e declassificata nel 2003, un controllore di volo avrebbe fornito a Yuri delle informazioni obsolete sulle condizioni climatiche, mentre nella preparazione del suo aereo sarebbero stati lasciati dei serbatoi all'esterno. Questi due fattori avrebbero impedito al cosmonauta di riprendere il controllo del suo MiG-15UTI, perso per evitare la collisione con uno stormo di uccelli o un altro aereo.

Un'altra teoria suggerisce che a causare l'incidente sia stata una perdita di pressione all'interno dell'abitacolo, causata da uno sfiato lasciato aperto per errore. 

Invece, l'indagine realizzata dal Comitato Centrale del Partito Comunista offre una conclusione analoga a quella del KGB. Yuri avrebbe compiuto una manovra improvvisa in condizioni meteorologiche molto difficili per evitare un pallone sonda o un banco di nubi e avrebbe perso il controllo del MiG.

Infine, il responsabile dell'inchiesta promossa da una Commissione statale, Alexey Leonov, ritiene probabile che a causare l'incidente sia stato un jet Sukhoi, che volava a bassa altitudine senza rendersene conto a causa del maltempo. Il velivolo, molto più grosso e potente del caccia di Yuri, avrebbe abbattuto la barriera del suono, generando una turbolenza che avrebbe mandato in rotazione il MiG-15UTI, facendolo precipitare.

Le citazioni più famose

Al di là della facciata di eroe nazionale, Yuri Gagarin è un uomo di grande fascino e carisma, che non ha dimenticato le sue origini umili e che in più occasioni mostra una eccezionale sensibilità e gentilezza d'animo.

Una delle sue più celebri frasi è quella che pronuncia quando vede il mondo dallo spazio:

La Terra è blu [...] Che meraviglia. È bellissima.

In un'altra dichiarazione, parla della sua visione privilegiata per inviare un messaggio di pace:

Girando intorno alla Terra, nella navicella, ho visto quanto è bello il nostro pianeta. Il mondo dovrebbe permetterci di preservare ed aumentare questa bellezza, non di distruggerla! 

Yuri Gagarin con i cosmonauti USA Edward H. White II e James A. McDivittHDNASA
Yuri Gagarin con i cosmonauti USA Edward H. White II e James A. McDivitt al Paris International Air Show nel 1965

Il pragmatismo dell'"eroe normale" emerge nel ricordo dell'atterraggio:

Quando mi videro con la mia tuta spaziale, trascinando il paracadute mentre camminavo, iniziarono ad indietreggiare impauriti. Dissi loro di non spaventarsi, che ero un sovietico come loro, che era tornato dallo spazio e doveva trovare un telefono per chiamare Mosca.

E l'"uomo come tutti" parla in occasione di un viaggio ufficiale a Manchester, in Gran Bretagna, dopo la missione con la Vostok 1. Nella città inglese piove a dirotto, ma Yuri insiste perché la capote dell'auto su cui viaggia rimanga abbassata:

Se tutte queste persone si sono dimostrate disponibili ad accogliermi e possono stare sotto la pioggia, anch'io posso.

Invece, ci sono molti dubbi sul fatto che mentre era nello spazio il cosmonauta si sia dedicato a riflessioni di carattere teologico:

Non vedo nessun Dio quassù.

Secondo un collega e amico di Yuri, il colonnello Valentin Vasil'evich Petrov, la frase sarebbe da attribuire al leader dell'Unione Sovietica e Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica (PCUS), Nikita Sergeevič Chruščëv.

I film ispirati a Yuri Gagarin

Per quanto quella di Yuri Gagarin sia una figura leggendaria, il mondo del cinema sembra avere poco interesse a portarla sul grande schermo. Tuttavia, qualche film c'è.

Il più celebre è Gagarin. Primo nello spazio (2013), che racconta la vita del cosmonauta e celebra l'impresa compiuta a bordo della navicella Vostok 1. Il lungometraggio porta la firma del russo Pavel Parkhomenko. 

Un'altra pellicola dedicata al lancio avvenuto il 12 aprile 1961 è il documentario sperimentale First Orbit (2011), realizzato e prodotto dal regista britannico Christopher Riley in collaborazione con l'astronauta italiano Paolo Nespoli e l'Agenzia Spaziale Europea. Pensato per la diffusione digitale, il lungometraggio ripercorre passo passo (letteralmente) il viaggio intorno alla Terra compiuto dalla Vostok 1 e permette di vedere quello che ha visto Yuri nel suo pionieristico volo.

Invece, Il tempo dei primi (2017) di Dmitrij Kisseliov è una rappresentazione di fantasia della corsa allo spazio dell'Unione Sovietica (in competizione con gli USA) e del Programma Vostok.

Yuri's Night: l'evento che celebra le esplorazioni spaziali

Il 12 aprile è un giorno di enorme importanza nella corsa allo spazio. Nel 1961, Yuri Gagarin è il primo uomo a entrare in orbita intorno alla Terra. Nel 1981, avviene la prima missione dello Space Shuttle Columbia.

Per celebrare questi importanti avvenimenti (il secondo dei quali è già un omaggio al primo), dal 2001 ogni anno in questa data in tutto il mondo si festeggia la Yuri's Night.

Ideata da Loretta Hidalgo Whitesides, George T. Whitesides e Trish Garner during durante lo Space Generation Forum in occasione della UNISPACE III Conference del 1999, la manifestazione ha come obiettivo di "educare e fare emergere la nuova generazione di esploratori", attraverso un mix di incontri, dibattiti, iniziative e feste organizzati da molteplici soggetti e rivolti ad altrettanti partecipanti (dalla NASA, a scrittori e ricercatori di fama mondiale, fino a gruppi di amici).

Per conoscere gli eventi in programma nella propria città o in qualunque parte del Pianeta, basta collegarsi al sito ufficiale della Yuri's Night. Invece, per proporre un'attività è necessario registrarsi.

Siete pronti a volare nello spazio?

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