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Benvenuti al Sud, differenze fra il film italiano e quello francese

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Benvenuti al Sud è il remake in chiave tricolore di una commedia francese, Giù al Nord. Ecco quali sono le differenze tra il film originario e la versione italiana.

Collage tra Benvenuti al Sud e Giù al Nord

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È stato uno dei grandi successi della commedia italiana: Benvenuti al Sud ha raccontato in chiave comedy le differenze culturali tra una parte e l'altra della penisola. Tuttavia, non tutti sanno che la pellicola è un remake di un altro film, Giù al Nord, del 2008, diretto da Dany Boon (che interpreta il ruolo principale).

La trama di Benvenuti al Sud narra di Alberto Colombo, direttore di un ufficio postale brianzolo, che a causa di un espediente non del tutto corretto per ottenere il trasferimento a Milano, viene "punito" dai superiori nel modo che non si sarebbe mai aspettato: è costretto a spostarsi dalla Lombardia alla Campania, precisamente a Castellabate. Quella che all'inizio sarà vissuta da Alberto come una tragedia, col tempo si trasformerà in un'esperienza stupenda, che gli permetterà di conoscere nuove tradizioni e, soprattutto, nuovi amici.

Benvenuti al Sud è diviso in due parti: la prima utilizza la tecnica shot-for-shot e quindi riprende perfettamente, scena per scena, la pellicola francese. La seconda parte è ispirata più liberamente a Giù al Nord per differenziarsi in base alle specificità culturali che, dal territorio italiano, cambiano rispetto a quello transalpino.

Differenze tra Benvenuti al Sud e Giù al Nord

1. Il territorio

La prima differenza è proprio quella territoriale. Philippe Abrams, il funzionario delle poste francesi di Giù al Nord, dopo essersi finto invalido viene trasferito da Sud a Nord, ovvero dall'assolata Provenza a un paesino della Francia settentrionale e i pregiudizi dell'uomo sono praticamente speculari a quelli di Alberto Colombo: Philippe credeva di trovare un clima rigidissimo e la neve al Nord, ma poi si accorge che la differenza con la costa meridionale non è così terribile. Al contrario, Alberto è convinto di trovare un clima tropicale in Campania.

2. Il linguaggio

Philippe, quando arriva al Nord, incontra una serie di persone che parlano un dialetto incomprensibile, il ch’ti. Alberto invece conosce i colleghi che parlano il dialetto cilentino, altrettanto complesso da tradurre. In una scena di Benvenuti al Sud, un cameo di Dany Boon lo rivela come un francese, cliente dell'ufficio postale di Castellabate, che straordinariamente riesce perfettamente a intendersi con l'impiegato che si esprime in dialetto campano.

3. I pregiudizi

Nella pellicola di Boon il protagonista è molto influenzato, a proposito dei pregiudizi nelle terre del settentrione, da uno zio. Nella pellicola di Miniero questa figura non c'è ma è sostituita dalla moglie di Colombo e da alcuni amici, come il Gran Maestro delle degustazioni di cibi lombardi, interpretato da Teco Celio.

4. Le specificità

Benvenuti al Sud utilizza termini linguistici, sapori, colori, specialità culinarie che tratteggiano la provincia campana: il limoncello, il caffé, la pizza. Sono sottolineate anche alcune abitudini, come la siesta pomeridiana o il valore dell'ospitalità.

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