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La scatola dei bottoni di Gwendy: il potere per Stephen King

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Una ragazzina grassottella, un uomo in nero e una scatola misteriosa: sono gli elementi del nuovo romanzo del maestro dell'horror.

La cover del romanzo La scatola dei bottoni di Gwendy

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Stephen King, il maestro dell’horror, l’uomo che ha venduto più di trecentocinquanta milioni di copie, il creatore di alcuni degli incubi più inquietanti della nostra infanzia (vedi It), è tornato.

La scatola dei bottoni di Gwendy (Sperling & Kupfer) è il romanzo, scritto a quattro mani con Richard Ghizmar, che si aggiunge alla lunga lista di opere che hanno conquistato milioni di lettori in tutto il mondo.

King, che ha da poco festeggiato i settant’anni, gioca ancora con le paure e le angosce che infestano la mente della gente. Stavolta però lo fa con una storia che non prevede mostri o psicopatici.

Ambientata a Castle Rock – cittadina immaginaria che ricorre spesso nei romanzi di King, a partire da La zona morta del 1979 – la storia ha come protagonista una 12enne, Gwendy Peterson. Una ragazzina sovrappeso che ogni mattina si inerpica sulla Scala del Suicidio, correndo a perdifiato decisa a dimagrire.

Accanto al vialetto della Scala uno strano tizio, con i jeans neri, un pastrano nero, una camicia bianca e un piccolo cappello nero (che apparirà alla ragazzina più volte durante la storia), le chiede di avvicinarsi.

Il suo nome è Richard Ferris ed è interessato proprio a lei, alla ragazzina grassottella presa in giro dai compagni. A lei fa dono di una stupenda scatola di mogano, una scatola dei bottoni. I piccoli bottoni all'interno sono otto e di colori diversi, sui due lati si trovano delle levette e una feritoia nel mezzo.

Un particolare della cover del libro di King

Azionando una delle levette, Gwendy riceve un cioccolatino a forma di animale, una delizia che le darà un senso di sazietà. L’altra leva regalerà una moneta d’argento (un gruzzoletto che risolverà parecchie situazioni future della ragazza). Sei degli otto bottoni rappresentano i continenti, mentre degli altri due – uno nero e l'alto rosso – non viene svelato nulla.

L’uomo affida la scatola a Gwendy, avvertendola della grande responsabilità che investe la persona che la possiede.

Da quell’agosto del 1974 passano dieci anni, durante i quali la vita di Gwendy cambia radicalmente: da brutto anatroccolo preso in giro per la sua corporatura, diventa un ammirato cigno. Nel corso degli anni dimagrisce, diventa popolare a scuola, riceve le attenzioni dei ragazzi più carini, i genitori non toccano più un goccio di alcol.

A queste splendide conquiste si contrappongono alcuni eventi drammatici, come l'allontanamento della sua migliore amica, ed eventi che hanno segnato l'intero Paese in quel periodo, come il suicidio di massa a Jonestown organizzato dal reverendo Jim Jones.

La copertina del libro La scatola dei bottoni di Gwendy
La scatola dei bottoni di Gwendy è edito in Italia da Sperling & Kupfer

La scatola creata da Stephen King è un contenitore di grandi poteri, uno scrigno che, se lasciato stare, può essere un’incredibile fonte di bene, se adoperato con cattive intenzioni ha una prodigiosa inclinazione per il male.

Possedere la scatola può pesare come una responsabilità, può migliorare la vita o generare mostri megalomani.

King è un grande scrittore che ha già segnato da tempo il mondo della letteratura. Questo libro, di cui si apprezza la scrittura semplice e la storia intrigante, non ha forse forti personaggi da incubo come Pennywise, ma insinua nella mente delle lettore una serie di interrogativi sul Male generato dalle azioni dell'Uomo, dalle decisioni dei Potenti che governano il mondo. Una paura reale, contemporanea, che coinvolge tutti.

Leggendo il libro in questi giorni, non si può non pensare alle carneficine, alle guerre, ai capi di Stato, alle mani sbagliate che stanno giocando con la scatola dei bottoni.

Voto7,5/10

Stephen King ci riporta nella mitica Castle Rock, con la storia di Gwendy e del potere di una piccola scatola. La storia è un gioiellino, una riflessione sul nostro folle mondo e su chi lo governa.

Tanina Cordaro

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