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La vera storia del Titanic: verità, teorie, supposizioni e curiosità

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Nella notte tra il 14 e 15 aprile 1912 il Titanic entrò in collisione con un iceberg, provocando la morta di circa 1500 persone tra passeggeri ed equipaggio. Scopri la vera storia del Titanic.

Il Titanic mentre affonda

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Il 15 aprile 2018 è l’anniversario di un evento che ha provocato la morte di migliaia di persone, entrando di fatto nella storia: il naufragio del Titanic. Per questo motivo abbiamo pensato di fare luce sulla vera storia del il transatlantico salpato dal porto di Southampton (Inghilterra) quattro giorni prima della tragedia, avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912.

In pochi conoscono la vera storia del Titanic ma tutti, grazie al film di James Cameron tratto dall’omonima vicenda, o leggendo libri come  Lo spettro del ghiaccio, dello scrittore e storico britannico Richard Davenport-Hines, e Titanic. La vera storia di Walter Lord (resoconto più fedele e toccante del disastro), hanno oggi un’idea chiara di quanto sia successo. O così pensano.

La vera storia del Titanic

Il Titanic, di proprietà della compagnia White Star Line e con a bordo ben 2.227 persone tra passeggeri ed equipaggio, alle 23:40 del 14 aprile 1912 si scontro con un gigantesco iceberg.

Inizialmente le persone coinvolte nel grave incidente marittimo ebbero percezioni diverse sull’accaduto: c’è chi durante l’impatto con l’iceberg sentì solo un lieve fremito del Titanic, e chi invece quel vibrare lo percepì in modo forte, violento.

In seguito all’impatto iniziò un vero e proprio passaparola, un vociferare tra le tre diverse classi della nave. I passeggeri però, convinti che il Titanic fosse una struttura inaffondabile, si mostrarono tranquilli, ignari che di lì a poco sarebbe accaduto l’inevitabile.

Con il tempo, però, tutta quella calma cessò di esistere: i vari scompartimenti del Titanic iniziarono ad allagarsi, provocando l’inclinazione dello scafo verso poppa.

A capo della nave, progettata per offrire un collegamento settimanale con l’America e garantire il dominio delle rotte oceaniche alla White Star Line, c'era il Capitano Edward John Smith. Quest’ultimo, al suo ultimo viaggio prima del pensionamento, ignorò o non diede molto peso agli avvertimenti dei telegrafisti riguardanti la possibilità di incontrare sulla propria rotta degli iceberg.

Smith, visti i danni dopo l’incidente, diede l’ordine di imbarcare sulle poche scialuppe di emergenza disponibili prima le donne e i bambini e solo dopo gli uomini. Delle 2.227 persone imbarcate, 1.517 non si sarebbero salvate, ma questo i passeggeri non potevano saperlo. Solo il Capitano era consapevole di ciò.

L’impatto con l’iceberg provocò lo squarcio della fiancata destra del transatlantico, che affondò due ore e 40 minuti più tardi, spezzandosi in due tronconi durante il suo viaggio inaugurale da Southampton a New York. Il transatlantico terminò definitivamente la sua corsa alle 2:20 del 15 aprile 1912.

L’evento portò alla convocazione della prima conferenza internazionale sulla sicurezza della vita umana in mare, tenutasi a Londra proprio nel 1912. Il 20 gennaio 1915 venne firmato un trattato che stabilì il finanziamento internazionale dell'International Ice Patrol, un'agenzia della guardia costiera americana che si occupa di segnalare la presenza di iceberg pericolosi per la navigazione nel nord Atlantico.

Foto originale del Titanic

Caratteristiche del Titanic

Disegnato da William Pirrie, presidente dell'industria navale Harland and Wolff, e da Thomas Andrews, capo del dipartimento di progettazione, il Titanic fu progettato per competere con il Lusitania e il Mauretania, transatlantici della compagnia rivale Cunard Line, di cui ora la White Star Line fa parte.

I lavori per la realizzazione del transatlantico iniziarono il 31 marzo 1909 e finirono il 31 marzo del 1912. Il Titanic era lungo 269 metri e largo 28 metri, mentre il prezzo per la traversata era di 3.100 dollari in prima classe, che corrispondono a circa 50.000 dollari adesso.

La propulsione del Titanic era a vapore ed erano 29 le caldaie a spingerlo, alimentate con circa 728 tonnellate di carbone ogni giorno. Le scialuppe presenti a bordo erano solo 20 per una capacità complessiva di 1178 persone: decisamente insufficienti per salvare passeggeri ed equipaggio in caso di evacuazione.

La velocità massima della nave era di 23 nodi (43 km/h) e poteva trasportare complessivamente 3547 persone. Inoltre, il Titanic svolgeva servizio postale e al suo interno, oltre a una piscina al coperto, vi erano un bagno turco e un campo di squash. Erano 34 gli alloggi privati con soggiorno, sala di lettura e sala da fumo al loro interno.

La vera storia del Titanic: verità, supposizioni e teorie

  • Durante la traversata, il Titanic fece una sosta in Irlanda per caricare sulla nave numerosi emigranti irlandesi.

  • Tra gli uomini presenti nella prima classe della nave vi erano personaggi illustri dell’epoca, tra cui la milionaria di Denver Margaret "Molly" Brown, personaggio presente anche nel film di James Cameron, la contessa Lady Lucille Duff-Gordon, la contessa di Rothes, il consigliere presidenziale statunitense Archibald Butt, lo scrittore Jacques Futrelle, i produttori di Broadway Henry e Irene Harris, e l'attrice di film muti Dorothy Gibson. Personaggi come Benjamin Guggenheim, Isidor e Ida Strauss, e John Jacob Astor persero la vita nella tragedia.

  • In prima classe si trovava anche il principale progettista del Titanic, Thomas Andrews, anch’egli presente nel film del 1992. Quest’ultimo, come si vede nella pellicola di Cameron, decise di affondare insieme alla sua nave.

  • La notte del 14 aprile 1912 furono molte le segnalazioni da parte dei telegrafisti sulla presenza di possibili iceberg sulla rotta del Titanic: il natante a vapore Baltic mandò un messaggio nel quale si segnalava la presenza di ghiaccio a 400 km di distanza, ma il direttore della White Star non diede peso alla comunicazione; un’altra segnalazione fu data dal piroscafo Amerika, ma non raggiunge mai il ponte di comando, insieme a quella della Mesaba, che non fu mai consegnato. Infine il Californian, che si trovava a pochi km di distanza dal Titanic, segnalò la presenza di un enorme campo di iceberg. L'operatore del Titanic però non prestò attenzione alla segnalazione.

  • Pare che le luci del Californian fossero state viste da molti passeggeri. Per questo gli ufficiali del Titanic, Boxhall e Rowe, provarono a mandare segnali di aiuto, anche lanciando dei razzi bianchi. Non servì: il capitano Stanley Lord si limitò a ordinare le segnalazioni con la lampada morse, senza riuscire a stabilire alcun contatto.

  • Si ipotizzò anche la presenza di una terza nave nelle vicinanze, ma non fu mai trovata una prova della sua effettiva esistenza.

  • Le vedette del Titanic, Fredrick Fleet e Reginald Lee, non erano munite di binocoli. Quindi l’avvistamenti dell’iceberg avvenne in forte ritardo.

  • Gli scienziati sostengono che se il Titanic fosse stato colpito frontalmente e quindi il comandante non avesse chiesto di virare a sinistra, la nave sarebbe arrivata a New York con soli due compartimenti stagni danneggiati.

  • Inoltre, se il primo ufficiale Murdoch avesse mantenuto la marcia in avanti, c’erano buone possibilità di sopravvivere alla collisione. Sarebbe comunque bastato virare di pochi metri la rotta della nave.

  • Solo in seguito, nel 1997, si scoprì che gli squarci sulla fiancata del transatlantico erano sei e non uno unico di 90 metri, come si pensò inizialmente.

  • I passeggeri della nave non presero sul serio lo schianto con l’iceberg, tanto che alcuni di loro usarono il ghiaccio per giocare a pallone o addirittura per rinfrescare il proprio drink a tavola. 

  • Il progettista del Titanic, Thomas Andrews, aveva solo una certezza: la nave avrebbe potuto resistere solo con quattro compartimenti allagati e non cinque, come invece accadde.

  • Nel pomeriggio del 14 aprile 1912 era in programma un’esercitazione nel caso ci fosse stata qualche emergenza, ma fu annullata. Quella stessa notte i passeggeri del Titanic, convinti fosse un’esercitazione, si lamentarono dell’orario. Non avevano ancora capito di essere in pericolo di vita.

  • Gli operatori marconisti Jack Phillips e Harold Bride inviarono ininterrottamente il segnale morse SOS, ma tutte le navi che risposero alla richiesta d’aiuto erano troppo lontane per arrivare in tempo, compreso il Carpathia che era distante ben 50 miglia dal Titanic.

  • Tra i testimoni dell’accaduto si vociferava che il capitano della nave si fosse gettato in mare dopo aver salvata la vita di un bambino.

  • Secondo alcune testimonianze, l’ultima canzone suonata dall’orchestra - nessuno dei suoi membri si salvò - al bordo del Titanic fu Neare, My God To Thee (Più presso a te, Signor).

  • La temperatura era di circa 0 gradi: le persone in mare avrebbero potuto resistere al massimo 10 minuti prima di morire per congelamento.

  • Solo la scialuppa 14 del Quinto Ufficiale Lowe tornò sul luogo dell’affondamento per verificare se ci fossero dei sopravvissuti, ma ormai era troppo tardi. Ci volle troppo tempo per trasferire i sopravvissuti da una scialuppa all’altra. L’ufficiale infatti fece ritorno solo un’ora dopo. Quattro persone furono ritrovate vive, ma tra queste un uomo morì circa un’ora dopo il recupero in mare.

  • Dopo l'affondamento, giunse sul posto dell’affondamento il Carpathia, che riuscì a recuperare i naufraghi sopravvissuti. A bordo del Carpathia si tenne una cerimonia religiosa per i dispersi. La nave giunse a New York il 18 aprile con 705 superstiti.

  • Dei 1517 morti, solo 388 corpi furono ritrovati dalla nave Mackay-Bennett, incaricata dalla White Star Line di recuperare i cadaveri.
L'orchestra del Titanic

Il Titanic: curiosità e leggende

Nel 1898 lo scrittore Morgan Robertson pubblicò la novella Futility, Or the Wreck of the Titan (Il naufragio del Titan). La storia raccontata era simile a quella del Titanic, senza contare la somiglianza con il nome: il transatlantico Titan, la più grande nave mai realizzata e di dimensioni vicine a quelle del Titanic, colpisce un iceberg nel Nord Atlantico e affonda. Le scialuppe, anche sul Titan, sono insufficienti per tutti i passeggeri.

La novella fu scritta 14 anni prima che il Titanic venisse progettato. Entrambe le navi affondarono dopo aver colpito un iceberg nel Nord Atlantico e non avevano sufficienti scialuppe di salvataggio per i passeggeri. Lo stesso Robertson, inoltre, definì il Titan “inaffondabile” nella sua opera.

Tra le maledizioni riguardanti il Titanic (tutte ipotizzate) ne ricordiamo tre:

  • La White Star Line decise di non "battezzare" le sue navi, mentre per tutti era un rito propiziatorio perché i marinai affidavano ai costrutti le loro vite.

  • Il numero della nave era 390.904, che letto al contrario ricorda la dicitura “NOPOPE”. Queste lettere rappresentavano lo slogan dei protestanti estremisti di Belfast (luogo dove è stato costruito il Titanic) contro i cattolici.

  • Dopo la scoperta della Mummia di una sacerdotessa di Amon-Ra nel 1890 in Egitto, l’acquirente di essa ha vissuto nella disgrazia. La mummia, donata al British Museum, fu poi acquistata dal giornalista William Thomas Stead, che non credette alle voci sulla maledizione. La leggenda narra che il giornalista nascose la Mummia nella sua auto per evitare problemi al momento dell’imbarco.

Secondo lo scrittore Robin Gardiner, invece, la nave che affondò non fu il Titanic ma la sua gemella Olympic. Pare infatti che i lavori del Titanic non fossero stati ancora conclusi il giorno del viaggio inaugurale. Il transatlantico venne sostituito con la Olympic, la quale aveva già subito ingenti danni dopo uno scontro precedente con la nave Hawke della Marina britannica.

Secondo lo scrittore, l’impatto con l’iceberg fu voluto per ripagare i lavori dell’Olympic con l’assicurazione, ma nessuno si sarebbe mai immaginato un epilogo simile.

Le testimonianze dei superstiti

Tra le testimonianze dei sopravvissuti per quanto riguarda l'affondamento del Titanic si ricorda quella di una coppia spagnola (Julián Padró Manent e la moglie Florentina Durán):

La confusione prendeva sempre più il sopravvento. L’orchestra io non l’ho mai sentita suonare, che mi perdonino quelli che hanno riferito il contrario. I secondi sembravano secoli, l’acqua non si fermava e non c’erano più scialuppe a disposizione. Alcuni uomini si buttarono nel vuoto, altri non riuscivano a decidersi. Caddi in una delle scialuppe che stava per essere calata in mare, dove erano quasi tutti marinai. L’imbarcazione si allontanò rapidamente dal Titanic che sembrava una balena sul punto di affondare.

Da lontano guardavo la nave affondare lentamente, ma allo stesso tempo sempre più in fretta, presto si spensero tutte le luci, le caldaie esplosero, c’era gente che urlava, un vortice nell’acqua e, all’improvviso, l’oscurità. La nave era affondata nel giro di un’ora. Passammo la notte sulla scialuppa, fino a quando arrivò il transatlantico Carpathia a trarre in salvo noi superstiti. Arrivammo a New York la sera del giovedì. Non dimenticherò mai la gente che aspettava sul molo, le famiglie dei sopravvissuti e di quelli che invece non sarebbero mai più tornati.

Un’altra testimonianza è quella di Neva Casata, figlia dell’unica superstite italiana, Argene Genovesi:

Mia mamma era incinta di due mesi di mia sorella. Forse è per questo che il marito riuscì a trovarle posto su una scialuppa. Le salvò la vita e fu l’ultima volta che la vide.

Sebastiano (il marito della madre di Neva) sentì un gran colpo e corse da mia madre. “È successo qualcosa, ma nulla di grave”, le disse. Tornò all’aperto, per capire e quindi ritornò in cabina, prese mamma tra le braccia e insieme raggiunsero il ponte lance. Nel caos indescrivibile, Sebastiano riuscì a farsi largo tra la gente e a parlare con un membro dell’equipaggio, convincendolo a farla salire su una scialuppa. Mia madre mi ha sempre detto che era la numero 11, ma pare fosse invece la 12.

Il testimone oculare Jack Thayer, a bordo di una lancia, disse:

Il ponte era leggermente girato verso di noi. Si vedevano mucchi dei quasi 1500 passeggeri rimasti a bordo che si affastellavano come sciami d’api, ma solo per ricadere a gruppi, a coppie, da soli, mentre circa 80 metri di scafo si alzavano formando con la superficie un angolo di circa 70°. Poi la nave, e con essa il tempo stesso, sembrarono fermarsi. Infine, gradualmente, il ponte si girò, come a voler nascondere l’orrendo spettacolo alla nostra vista. Improvvisamente, tutta la struttura del Titanic sembrò rompersi in due, abbastanza chiaramente sulla parte anteriore, una parte s’inclinava e l’altra si ergeva verso il cielo.

Lawrence Beesley, sopravvissuto al naufragio, aggiunse:

Prima che il ponte fosse completamente sommerso, il Titanic s’innalzò verticalmente per tutta la sua lunghezza e, forse per 5 minuti, vedemmo almeno 150 piedi della nave alzarsi sopra il livello del mare, diretta contro il cielo; poi precipitando obliquamente disparve sott’acqua.

D’improvviso un fiotto di luce dal castello di prua e un razzo s’innalzò sibilando verso il cielo, là dove le stelle ammiccavano sfavillanti sopra di noi. Salì sempre più in alto, mentre un mare di volti lo seguiva con lo sguardo e una pioggia di scintille riscesero lentamente scomparendo ad una ad una. E con un sospiro affannoso una parola sfuggì dalle labbra della folla: ‘Razzi!’.

Il colonnello Gracie, sopravvissuto alla tragedia, scrisse:

Nella zona di cui parlo, fin dove riuscivo a vedere, salivano al cielo le grida più atroci mai udite da uomo mortale, se non da chi sopravvisse a quella terribile tragedia. I gemiti e i lamenti dei feriti, le urla di chi era in preda al terrore e lo spaventoso boccheggiare di chi annegava, nessuno di noi lo dimenticherà più fino al giorno della sua morte.

Il capitano Rostron del Carpathia scrisse:

Non galleggiava nemmeno un frammento del relitto, forse un paio di sedie a sdraio, qualche cintura di salvataggio, molto sughero, ma niente di più di quei resti che spesso vengono trascinati dalla marea sulle spiagge. La nave era affondata trascinando tutto con sé. Ho visto un solo cadavere in acqua, nessuno era riuscito a sopravvivere in quel mare gelido.

Il Titanic affonda nelle acque

Il ritrovamento del relitto

Il primo tentativo per ritrovare il relitto del Titanic fu fatto l’1 settembre 1985 grazie a una spedizione che lo localizzò a 3.800 metri di profondità, a sud est di Terranova.

Con il ritrovamento alcuni dubbi scomparvero: fu provato che la nave si ruppe in due parti. Inizialmente infatti si pensò che la nave fosse affondata intatta.

Sul luogo del ritrovamento fu deposta una targa metallica in memoria dei deceduti nel disastro marittimo. Nonostante ciò, nel 1994 furono assegnati i diritti di proprietà e di recupero sul relitto alla RMS Titanic, Inc.

Oltre ad alcuni oggetti (6000 per la precisione), fu recuperata anche una parte della fiancata della poppa. Gli oggetti recuperati sono tuttora esposti in tutto il mondo.

La vera storia del Titanic è molto più intricata di quanto si possa immaginare, almeno più del film Titanic di James Cameron con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet.

È un evento che in qualche modo, per la sua straordinarietà, ha segnato la storia e l'intera umanità. Un disastro che poteva essere evitato, un avvenimento per il quale sono morte centinaia di persone e, proprio per questo, viene ricordato ancora oggi. 

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