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Loro 1, la recensione: Paolo Sorrentino cambia pelle per raccontare Silvio Berlusconi

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Divertente e davvero spiazzante, Loro 1 è l'inizio di una metamorfosi del cinema di Paolo Sorrentino: ecco la recensione del suo film su Silvio Berlusconi.

Toni Servillo e Elena Sofia Ricci

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C'è stato un momento preciso, prima dell'inizio della proiezione di Loro, in cui il muro di diffidenza e scetticismo che si era costruito attorno a questo film per molti versi misterioso ha visto aprirsi una profonda crepa. Trailer ridotti all'osso fatti della sostanza del nulla, la decisione all'ultimo di dividere il film in due parti, un lungometraggio di cui il minutaggio è ignoto a poche ore dall'uscita in sala. Poi eccoli lì, i 104 minuti dichiarati di Loro 1, che mandano in crisi tutte le aspettative di un film che - bello o brutto che sia - ci conferma quanto Paolo Sorrentino sia ancora in grado di sorprenderci.

Paolo Sorrentino le nostre aspettative le conosce alla perfezione e ci gioca. Loro 1 si apre con la scena più tardo sorrentiniana del film, che torna sporadicamente ad indulgere nel suo strano feticismo per gli animali in CGI che se ne vanno in giro tra una scena e l'altra senza motivo apparente. Di fronte alla lunga, tediosa e saccente inquadratura di una pecorella che entra nella lussuosa villa sarda di Berlusconi viene da mettersi le mani nei capelli, ma è solo un abile irriderci e schernirsi di un regista in grado di tirar fuori dal cappello un film in cui è irriconoscibile, qualcosa che non gli avevamo davvero mai visto fare. Né a lui né a nessuno dei comici, scrittori e registi che si sono confrontati col mito dell'uomo del fare di Arcore.

Loro 1: viaggio nel mito di Berlusconi

Prima di diventare un film sul personaggio del Cavaliere, Loro 1 è per lungo tempo un film sul suo mito. Siamo nel 2006, il 70enne imprenditore e politico lombardo è costretto dalla sinistra parlamentare e dalla magistratura a rimanere in panchina, la sua vita affettiva è sull'orlo del precipizio e chi lo conosce lo descrive con il cuore e la prostata a pezzi.

Eppure per tutto il resto del mondo è Lui, il suo potere e la sua allure sono tali che non può che essere il protagonista di ogni discorso, senza neanche bisogno di citarne il nome. Anche in quel di Taranto, dove un faccendiere truffaldino e sguaiato di nome Sergio sogna di lasciare lo squallore della città. Mentre fa sesso con l'ennesima prostituta del suo circolo di favori sessuali e mazzette, dal coccige della ragazza gli sorride un tatuaggio di Lui. L'illuminazione arriva dal sedere di un'ex ginnasta divenuta escort e qui sta tutta la genialità di Loro, capace di incapsulare in scelte simili lo spirito di un'epoca ormai conclusa: quella della morale a fattore zero. Si va quindi a Roma, a replicare più in grande il fiume di droga e sesso che permette a Sergio di sopravvivere come un pezzente a Taranto, nella speranza di svoltare, di arrivare a Lui.

Toni Servillo sul set di LoroHDIndigo
Toni Servillo è una maschera perfetta di un personaggio farsesco, volutamente sopra le righe

Il vero protagonista di Loro 1 è infatti Riccardo Scamarcio, in quella che è la performance della sua carriera: il suo Sergio è impermeabile all'esempio retto del padre, è immerso nel vizio e nella volgarità, ha modi animaleschi di cui va fiero e ambizioni che fatica a non lasciar trasparire, rimanendo irrimediabilmente grezzo, popolano. Eppure, con la sua altrettanto disinibita amante al fianco (una che dichiara orgogliosamente di saper fare la troia e che riesce contemporaneamente a tirare di cocaina e scaldare la cena ai figlioletti in soli trenta secondi) e un codazzo di sgallettate reperite qua e là, riesce davvero a farsi strada nella Roma che conta.

La distanza dalla Grande Bellezza e dalla Roma decadente e immortale di tanta cinematografia recente non potrebbe essere più ampia. Se con il suo film da Oscar Sorrentino sembrava aspirare ad essere la reincarnazione di Fellini, qui dimostra che era una fase o una maschera. Roma - o per meglio dire l'Italia - non è raccontata da chi ne è intimamente complice e soffre per il suo iluridirsi, è appena sfiorata da uno sguardo sempre divertito e mai giudicante, che ne racconta l'animo basso, che si muove prepotentemente tra rozzo e genuino. Tanto Il Divo (l'ultimo grande capolavoro di Sorrentino) è cerebrale e algido come il suo protagonista politico, tanto Loro 1 è intriso di passione, sesso e sentimento, ma tragicamente, irrimediabilmente ancorato al basso.

Loro 1: tra rozzo e genuino, ecco il Sorrentino che non ti aspetti

L'unica a tenere in mano un libro nel film è Veronica Lario, una donna apatica, capace di guizzi di rabbia e ingegno solo se c'è da sferzare il suo uomo. Per entrare in casa Berlusconi bisogna però tornare in Sardegna, dopo un lunghissimo corteggiamento di Sergio, che tenta di attirare l'attenzione del Cavaliere in ogni modo. Raccontando le sue gesta Sorrentino rivela una freschezza e una velocità spiazzanti: ci sono montaggi alla Edgar Wright che riassumono scambi sessuali e di tangenti, ci sono party a base di droghe sintetiche che sembrano spezzoni di Spring Breakers con una spruzzata di Legion. Nomi e film che fino a poche ore fa sarebbe stato impensabile accostare a un regista neoclassico come Sorrentino, la cui stella sembrava un po' appannata.

Uno dei protagonisti di LoroHDIndigo
A ricordarci la grandezza del personaggio farsesco di Silvio c'è tutto il codazzo di subalterni più ridicoli di lui

Loro 1 dimostra che forse Sorrentino non sa ancora dove lo porterà la sua rotta, ma è riuscito ad uscire da una situazione di stallo, cambiando pelle, rinnovando sé stesso e il suo sguardo in maniera funzionale alla storia che vuole raccontare. Certo la forma utilizzata ha i suoi limiti: Loro 1 sembra un episodio pilota, un trailer, un prequel (tutte forme non a caso molto contemporanee) del film vero e proprio che verrà. C'è un senso di vuoto, una mancanza di incisività, come se Paolo Sorrentino dimostrasse di poter fare qualcosa di sorprendente, ma si fermasse subito prima di provarci davvero.

È però un film dannatamente divertente e sorprendentemente accessibile, che sa sfruttare alla perfezione una sceneggiatura ricolma di battute fulminanti, passaggi paradossali, quando non da applausi a scena aperta (complimenti vivissimi a Umberto Contarello e al regista, tra i pochi in Italia capaci di scrivere scene che entrano nell'immaginario collettivo). Sorrentino non annichilisce il suo pubblico né il suo personaggio, così rielaborato e presentato nei toni della farsa che non impensierirà il Cavaliere, quello vero.

L'operazione è furbissima, perché Toni Servillo - che ha la tendenza a strafare - qui non può matematicamente esagerare, nemmeno volendolo: quella che interpreta è già una maschera, il personaggio di una farsa studiatissima, in cui lui sa sapientemente far scivolare un paio di monologhi potentissimi. Sorrentino del Cavaliere riesce a cogliere una dimensione di eterna indecisione che genera il giudizio ponderato sul personaggio: un politico geniale come il Divo predecessore o lo specchio di un'Italia irrimediabilmente impoveritasi nella sua qualità? La risposta è chiara: questo Silvio-icona è entrambe le cose, un personaggio che comincia a perdere di smalto ma che dimostra in un attimo di essere fatto di una pasta non comune, esattamente come il regista che lo racconta.

Elena Sofia Ricci nei panni di Veronica LarioHDIndigo
Elena Sofia Ricci è la moglie apaticamente arrabbiata, che vorrebbe aver sposato un Agnelli e si ritrova al fianco di un Sergio

L'aspetto più sorprendente di un film che è innanzitutto spiazzante e poi dannatamente divertente è la comparazione finale scelta da Sorrentino. Sergio e Silvio sono due facce della stessa medaglia, sono il medesimo uomo in più, solo che si muovono in due campionati diversi. Loro 1 è infatti una storia d'amore che va ben oltre il legame fisico: tutti scopano con tutti, ma Sergio e Silvio sono devoti e innamorati della loro metà in maniera profonda e sentimentale. Anche quando Veronica legge Saramago solo perché annichilisce il marito, che è così sicuro di sé dall'inorgoglirsi di essere sminuito da un premio Nobel. Eppure è così insicuro senza la sua dolce metà dal subirne l'aggressività passiva, dal schernirne la cultura da Rai3 continuando ad aggiornarsi in merito, dal tentare di replicarla all'infinito senza poter fare a meno di lei.

Loro 1 nella sua forma più bassa e più alta è l'ultimo giorno felice prima della fine di un amore, raccontato con una commedia che spesso si trasforma in farsa. Di sesso e malaffare se ne vede tanto, di politica da statisti davvero poca. Quale specchio migliore di quell'Italia che fu?

Loro 1 sarà nelle sale dal 24 aprile 2018.

Voto7,5/10

Sorrentino diverte ma soprattutto spiazza con un film che è profondamente contemporaneo e lontanissimo dalle sue prove precedenti: rimane però sospeso, quasi un prequel in attesa di compimento.

Elisa Giudici

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