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Il negoziatore: la trama e la spiegazione del finale del film con Samuel L. Jackson

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Samuel L. Jackson vittima di un complotto ne Il negoziatore. Nel cast del film anche Kevin Spacey, David Morse e Paul Giamatti.

Samuel L. Jackson è Danny Roman in una scena del film Warner Bros.

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Per vivere libera ostaggi. Per sopravvivere deve catturarli. Il Danny Roman di Samuel L. Jackson è abituato a trattare con i criminali quando il caso lo richiede. Rapimenti o colpi in banca, fa lo stesso. Riesce sempre a portare a termine con successo le trattative.

Accade ne Il negoziatore, dramma a tinte action del 1998 diretto da F. Gary Gray, regista assai duttile che nel corso della propria carriera ha dimostrato un certo feeling sia con storie forti (tra i film diretti figurano Giustizia privata e, soprattutto, l'apprezzato Straight Outta Compton) che con l'azione, come dimostrano il remake The Italian Job e il blockbuster Fast & Furious 8, ultimo capitolo della saga a quattro ruote con Vin Diesel e Dwayne Johnson.

Il negoziatore, terzo lungometraggio del cineasta newyorchese, è invece un solido cop movie che parla di corruzione negli ambienti di polizia. Un topos, questo, ampiamente sfruttato a Hollywood (Serpico ha indicato la via), stavolta utile per incorniciare una formidabile gara di nervi tra il protagonista e il suo collega stimato, impersonato nel film da Kevin Spacey.

"Quando gli amici ti tradiscono, gli unici di cui ti puoi fidare sono gli estranei". Danny Roman è un abile negoziatore di Chicago, un veterano del Dipartimento. Viene ingiustamente accusato di appropriazione indebita e gli viene attribuito l'omicidio del suo collega Nathan. Nella speranza di dimostrare la propria innocenza, Danny decide di entrare nel quartier generale del Dipartimento per gli Affari Interni e prendere in ostaggio il personale dell'ufficio, deciso a smascherare i veri colpevoli che hanno complottato contro di lui.

Il suo tentativo di inchiodare chi lo sta incastrando si scontra con l'efficienza di Chris Sabian (Spacey), anch'egli negoziatore - estraneo alla vicenda - chiamato a trattare con Roman. Sabian, contattato proprio dall'ex collega che ora tiene in ostaggio alcuni dipendenti del Dipartimento, dovrà lottare contro il tempo per provare l'innocenza di Roman e individuare i colpevoli.

F. Gary Gray firma un thriller carico di tensione che annovera nel cast, oltre a Jackson e Spacey, anche David Morse, J.T. Walsh (allo splendido caratterista scomparso prematuramente è dedicata la pellicola; tra i suoi film ricordiamo anche Fuoco assassino e Codice d'onore), Ron Rifkin, Vanessa Zima, John Spencer e Paul Giamatti.

Il negoziatore: la spiegazione del finale

Samuel L. Jackson e Kevin Spacey nel finale del film

Il negoziatore si avvale di numerosi colpi di scena che finiscono per trasformare la trattativa fra Roman e la polizia in una sanguinosa partita a scacchi. Da una parte un negoziatore che si professa innocente (a cui crediamo fin da subito, se non altro per il gesto disperato), dall'altra la task force del Dipartimento, pressata dall'FBI.

Nel corso dei minuti vengono a galla diversi particolari scottanti che fanno luce sul complotto di cui è rimasto vittima il protagonista: il Fondo pensioni della polizia è stato sottratto e una serie di intercettazioni occultate potrebbero far giungere gli inquirenti alla verità. Sempre che gli stessi abbiano intenzione di scoprirla.

Il finale del film vede i due negoziatori - Roman e Sabian - collaborare per smascherare la mente dietro il complotto. Accertata la disonesta di alcuni agenti, resta da capire chi abbia architettato il complotto, uccidendo il collega di Roman, Nathan, e facendo ricadere la colpa proprio sul negoziatore. I sospettati più accreditati sembrano essere il Comandante Al Travis (John Spencer) e il tenente Adam Beck (David Morse). A sorpresa, però, scopriamo che il corrotto responsabile del piano è il Capitano Grant Frost (Ron Rifkin; per lui un altro ruolo da viscido anche in L.A. Confidential).

Tutto avviene nel rocambolesco finale: Roman riesce a fuggire dall'edificio durante l'irruzione della polizia - in una maniera che ricorda da vicino quella di Jean Reno in Léon - grazie anche all'aiuto di Sabian, ormai certo della sua innocenza.

I due si recano a casa di Niebaum (J.T. Walsh) per recuperare i dischetti che scagionerebbero Roman. Gli agenti corrotti, informati da uno degli ostaggi, si recano sul posto con l'obiettivo di eliminare lo scomodo testimone/negoziatore. Con stupore, scopriamo che Frost è la mente che sta dietro alla torbida vicenda. Ad incastrarlo è una sua confessione, captata dalla radio lasciata volutamente aperta da Roman, ferito appositamente da Sabian per depistare Frost.

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