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Apocalypse Now Redux: le differenze tra film originale e versione restaurata

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Apocalypse Now Redux è la versione restaurata ed estesa del capolavoro di Francis Ford Coppola. Nel nuovo montaggio, il regista ha apportato significativi cambiamenti al film.

Il colonnello Kurtz in una scena del film American Zoetrope/Miramax Films

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Quando Apocalypse Now viene presentato al Festival di Cannes del 1979, il film si aggiudica la Palma d'oro ex aequo con Il tamburo di latta di Volker Schlöndorff ed è una vera e propria sorpresa. La giuria presieduta dalla scrittrice francese Françoise Sagan decide di premiare la visionaria pellicola di Francis Ford Coppola sulla guerra del Vietnam e sulla natura umana anche se la versione portata in Croisette non è definitiva.

Dopo una lavorazione estenuante (a dire poco) sia dal punto di vista psicologico che economico, il regista sembra incapace di trovare un montaggio che lo convinca e continua a rimaneggiare il materiale a sua disposizione. Alla fine, trova una quadra apparente in una versione della durata di 153 minuti, scandita da un ritmo onirico e allucinato.

Ma 22 anni dopo, Coppola decide di rimettere ancora una volta mano alla sua opera. Il regista modifica alcune sequenze e soprattutto aggiunge 49 minuti di scene inedite, portando la durata del film a 202 minuti. Il risultato è Apocalypse Now Redux.

La pellicola estesa e restaurata viene presentata in anteprima fuori concorso al Festival di Cannes del 2001 e ottiene un buon riscontro da parte degli addetti ai lavori e del pubblico. Tuttavia, il nuovo montaggio non manca di suscitare perplessità e critiche. Per i detrattori, Redux presenta elementi che spezzano il ritmo della narrazione e a tratti la rendono quasi didascalica. E soprattutto, tradisce l'atmosfera folle e paranoica dell'opera del 1979.

Ma quali sono le differenze tra il film originale e la versione restaurata?

Il tenente colonnello Kilgore

In Apocalypse Now Redux, quando il capitano Benjamin L. Willard (Martin Sheen) incontra per la prima volta il tenente colonnello William "Bill" Kilgore (Robert Duvall), viene mostrata una inedita versione umana e rassicurante del comandante della "cavalleria dell'aria". 

Mentre i soldati di Kilgore stanno sgombrando il villaggio dopo l'attacco, una donna vietnamita corre incontro al tenente colonnello tenendo tra le braccia il figlio gravemente ferito. L'uomo prende il bambino e si dirige con lui verso uno degli elicotteri che stanno lasciando la zona per mandarlo in ospedale. Ma quando i suoi soldati cercano di trattenere la madre, torna indietro e ordina di fare salire anche lei sul mezzo.

Il cenno all'umanità di Kilgore viene controbilanciato in una nuova scena aggiunta dopo il bombardamento al villaggio controllato dai vietcong che ne mostra il lato più folle.

Nel montaggio originale, il tenente colonnello recita la celebre frase "Mi piace l'odore del napalm di mattina... profuma di vittoria" ed esce di scena. Nella versione estesa, rimane protagonista ancora per alcuni minuti e viene mostrato mentre si dispera perché l'attacco ha fatto cambiare il vento e le onde non vanno più bene per fare surf. Willard ne approfitta per sganciarsi, dicendo che per un campione come Lance (Sam Bottons) sarebbe imbarazzante cavalcare onde così basse. Poi chiede al giovane se voglia salutare Kilgore o andare via e Lance vota per levare le tende. I due corrono verso la loro imbarcazione, mentre Kilgore grida nel megafono che nell'arco di 20 minuti ci saranno di nuovo condizioni ideali per surfare. Prima di salire in barca, Willard riesce a sottrarre da un elicottero la tavola preferita del tenente colonnello.  

Le conigliette di Playboy

Nella versione estesa del film di Francis Ford Coppola, le conigliette di Playboy tornano in scena altre due volte dopo lo spettacolo alla base di rifornimento.

Dopo lo show, Chef (Frederic Forrest) continua a ripensare alla sua playmate preferita, Miss dicembre, e mostra ai compagni il paginone centrale del numero con la donna. L'ossessione dell'uomo offre lo spunto a Clean (Laurence Fishburne) per raccontare un aneddoto surreale, la storia di un ufficiale americano di una brigata mista che ha ucciso un pari grado vietnamita perché aveva rovinato un Playboy della sua collezione.

Le conigliette tornano in carne e ossa in una lunga sequenza aggiunta prima dell'arrivo di Willard e dei suoi uomini al ponte che segna il confine con la Cambogia. Mentre risale il fiume, la squadra si imbatte in un campo di rifornimento allo sbando. Il capitano scende a terra in cerca del comandante e scopre che nell'avamposto è atterrato l'elicottero delle playmate, rimasto senza carburante. Willard scambia due bidoni di gasolio con alcune ore insieme alle conigliette per i suoi uomini. In realtà, gli unici a godere della compagnia di Miss maggio (Colleen Camp) e della playmate dell'anno (Chynthia Wood) sono Chef e Lance, perché il comandante dell'imbarcazione, George Phillips (Albert Hall), dice di non essere interessato e Clean è troppo giovane. I due incontri hanno contorni assurdi. Chef cerca di fare assomigliare Miss maggio a Miss dicembre, facendole indossare una parrucca e mettendola in posa, mentre la donna gli rivela di essere un'addestratrice di pappagalli. Lance trucca la giovane playmate dell'anno, mentre lei racconta come in trance quanto le è costato e le costa essere il sogno erotico di milioni di uomini.

Apocalypse Now Redux: scene aggiunte con le playmateHDAmerican Zoetrope/Miramax Films
La coniglietta dell'anno con Lance in una delle scene aggiunte di Apocalypse Now Redux

Il giornale con Charles Manson

Quando arrivano al ponte tra Vietnam e Cambogia, Willard e i suoi uomini si fermano in un avamposto in balia dell'anarchia, dove c'è ad aspettarli un soldato con della posta per loro.

In Redux, tra le lettere c'è anche un giornale con un foto di Charles Manson e un articolo dedicato alla strage di Cielo Drive, che induce l'equipaggio a un'amara e surreale riflessione sulla follia che sembra essersi impadronita del mondo.

I coloni francesi

L'aggiunta più consistente di Apocalypse Now Redux rispetto alla versione originale sono i quasi 24 minuti dedicati all'incontro tra Willard e i suoi uomini e i coloni francesi.

Dopo avere lasciato il ponte al confine con la Cambogia ed essere rimasti vittima di un'imboscata in cui ha perso la vita Clean, il capitano e la sua squadra navigano nella nebbia, quando scorgono sulla riva una costruzione. L'equipaggio si avvicina e sente delle grida in francese. Chef risponde che sono americani e dalla bruma emerge Hubert De Marais (Christian Marquand), insieme ad altri uomini e donne vestiti da combattenti. Il francese invita Willard e la sua squadra a rifocillarsi e riposare nella sua tenuta e organizza il funerale di Clean.

Terminata la cerimonia, il capitano, Chef, Lance e il comandante Phillips cenano con i De Marais. Willard siede al tavolo principale e, dopo avere ascoltato una poesia recitata da due bambini, viene coinvolto in una discussione sul colonialismo e sul fatto che gli americani stanno ripetendo in Vietnam gli stessi errori commessi dai francesi in Indocina. L'argomento accende e divide i presenti, ma Willard sembra più interessato a una affascinante commensale, Roxanne Serraut-De Marais (Aurore Clément), che aveva già notato al suo arrivo. Alla fine della cena, la donna gli rivela di essere vedova e beve con il capitano del cognac. Dopo, i due si spostano nella camera da letto della donna e lei accende per Willard la pipa d'oppio che era solita preparare per il marito. Poi, si spoglia e scioglie le tende del baldacchino, lasciando intendere che passerà la notte con il capitano.

Apocalypse Now Redux: le scene aggiunte con i francesiAmerican Zoetrope/Miramax Films
La cena di Willard con i De Marais e Roxanne Serraut-De Marais in Apocalypse Now Redux

La lunga divagazione nella proprietà terriera dei De Marais è la parte di Redux su cui è più acceso il dibattito. In molti trovano il soggiorno di Willard e dei suoi uomini nell'avamposto francese un'aggiunta inutile, che rompe il ritmo della narrazione e la tensione. Ma per altri, si tratta un passaggio cruciale per comprendere le motivazioni del colonnello Kurtz e di una sorta di "quiete prima della tempesta" dall'effetto dirompente.

Il colonnello Kurtz

La versione estesa di Apocalypse Now presenta alcune variazioni e aggiunte anche nella parte di cui è protagonista il colonnello Walter E. Kurtz (Marlon Brando).

Nel film del 1979, dopo avere rinchiuso Willard in una gabbia, Kurtz si presenta da lui di notte con il volto truccato. Lo guarda senza dirgli una parola e se ne va. Poi una mano mette in grembo al capitano la testa mozzata di Chef, lasciando il dubbio se sia del colonnello o di qualcun altro. In Redux, viene mostrato chiaramente che è Kurtz a gettare la testa tra le gambe di Willard.

In seguito, il capitano si risveglia in una specie di container, che presenta delle fenditure nella parte superiore da cui si vedono i volti e le mani di alcuni bambini. Dopo un po', tra quelli dei piccoli appare anche il viso del colonnello Kurtz. L'uomo sparisce brevemente e ricompare a figura intera quando apre la porta della prigione di fortuna. Kurtz si siede sulla soglia e legge un articolo del Time che racconta della guerra in Vietnam. Quando finisce, il colonnello dice al capitano che è libero di andare dove vuole nell'accampamento, ricordandogli che è sorvegliato.

Apocalypse Now Redux: il colonnello Kurtz in piena luceHDAmerican Zoetrope/Miramax Films
Il colonnello Kurtz apre la cella di Willard in Apocalypse Now Redux

Il finale di Apocalypse Now 

Per molti, la decisione di Coppola di mostrare Kurtz in piena luce e non in penombra in Apocalypse Now Redux toglie all'uomo la sua aura di divinità primordiale. E forse, la scena del colonnello che legge il Time è il vero, grande difetto della versione estesa. Ma questo non toglie che anche il finale di Redux conservi la potenza del film originale.

Apocalypse Now non è solo una critica della guerra e della guerra in Vietnam, ma anche della natura umana e della società. Come il suo alter ego Marlow in Cuore di tenebra, il romanzo di Joseph Conrad al quale il film è liberamente ispirato, il capitano Willard intraprende una discesa nell'oscurità in cerca di un uomo che l'oscurità ha consapevolmente scelto di abbracciarla.

Dopo l'ennesimo orrore (avere visto i Vietcong amputare il braccio vaccinato dagli americani ai bambini di un intero villaggio), Kurtz ha un'illuminazione, che lo colpisce come "una pallottola di diamante in piena fronte". Il colonnello capisce che gli uomini possono avere senso morale e allo stesso tempo essere capaci di utilizzare il loro primordiale istinto di uccidere "senza emozioni, senza passione, senza discernimento".

Kurtz si eleva, diventa una sorta di dio che persegue il proprio obiettivo (vincere la guerra) libero dalla debolezza e dalla fallacia del giudizio. Per questa ragione, dice a Willard che può ucciderlo, ma non giudicarlo, criticando la falsa morale del capitano ("un garzone di bottega che è stato mandato dal droghiere a incassare i sospesi") e dell'America, che cela la sua brama di potere dietro la scusa di portare progresso, libertà e democrazia e intanto perpetra morte e distruzione.

Il colonnello ha visto in faccia l'orrore, suo e del mondo, e l'ha accettato. Ed è pronto a morire perché la morte non è un giudizio, ma un destino ineluttabile.

Il finale è una allegoria delle diverse maschere che l'Occidente indossa per giustificare di volta in volta i propri interessi e obiettivi: il sacerdote sacrificale Willard uccide la divinità Kurtz e la sostituisce con la divinità America.

E l'oscurità continua a perpetrarsi:

L'orrore... l'orrore...

In una versione alternativa, Coppola aveva pensato di fare prendere a Willard il posto di Kurtz. Ma alla fine ha scelto di rappresentarlo come un emissario, un esecutore, e di lasciare al capitano l'onere del confronto con sé stesso e con le proprie azioni. 

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