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MondoFox al Comicon: Paul Azaceta racconta Outcast

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Assistere alla trasformazione del tuo lavoro - quando sei un disegnatore - in persone e luoghi reali può essere spiazzante. Ma non è successo a Paul Azaceta, soddisfattissimo della trasposizione televisiva di Outcast.

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Dall'educazione cattolica che ha ricevuto al rapporto con i film horror. Dalla paura del buio di cui soffriva da bambino alle reazioni di fronte alla trasposizione televisiva del suo lavoro.

Al Comicon di Napoli Paul Azaceta ha raccontato a MondoFox di essere rimasto molto positivamente impressionato dalla visione delle prime scene della serie TV tratta da Outcast, il fumetto creato da Robert Kirkman e disegnato, appunto, da Azaceta.

Le differenze fra i personaggi a fumetti e quelli reali, scelti per il casting, non contano.

Così come gli aspetti che distinguono la casa di Kyle nel fumetto e in TV: l'importante era mantenere l'atmosfera della storia di Outcast, e la serie TV ci è riuscita.

Parola di Paul Azaceta, ma anche di chiunque abbia letto il fumetto e visto la serie.

Il poster di OutcastHDCinemax
Uno dei poster di Outcast

La straordinaria opportunità conquistata da Kirkman - che, dopo la trasposizione di The Walking Dead, ha potuto lavorare contemporaneamente al fumetto e alla serie di Outcast, sviluppandoli in parallelo - ha dato modo anche a Paul Azaceta di confrontarsi con la trasformazione dei suoi disegni in persone e luoghi reali.

Incentrata sulla storia di Kyle Barnes - che da sempre ha il potere di esorcizzare il demone, ma anche la maledizione di attirarli - Outcast ci ha regalato delle straordinarie emozioni sia nel fumetto edito in Italia da saldaPress sia nella serie con Patrick Fugit nei panni di Kyle e Philip Glenister in quelli del Reverendo Anderson.

Dopo averci introdotti nel mondo spaventoso di Kyle, incapace di capire le potenzialità del suo potere e schiacciato da un'infanzia terribile (la madre era posseduta e nessuno aveva aiutato Kyle), Outcast ci ha presi per mano per farci esplorare i segreti della cittadina di Rome, dov'è ambientata la narrazione.

Attraverso il rapporto con la sorella Megan (Wrenn Schmidt in TV) e con quello - complicato ancora una volta dal tema della possessione - con la moglie Allison (Kate Lyn Scheil) e la figlioletta Amber (Madeline McGraw), Kyle racconta la sostanza di un mondo in cui il Male agisce mentre tutti fingono di non vederlo.

Mentre aspettiamo di scoprire se Outcast vedrà una terza stagione oppure no, possiamo rivedere gli episodi dei primi due cicli e rileggere l'iconico lavoro a fumetti da cui Kirkman ha tratto un'altra serie TV ricca di suspense e di approfondimenti sulla natura umana.

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