Cannes 2018, seconda giornata tra registi agli arresti e foto di gruppo delle dive

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Le dive si divertono a posare per una foto di gruppo, mentre un regista dissidente russo rimane agli arresti in patria: le storie di giornata da Cannes 71 e i primi responsi sui film in concorso.

Jessica Chastain, Penelope Cruz e Lupita Nyong'o Gettyimages

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Dopo le forti emozioni dell'apertura, il Festival di Cannes comincia a prendere il suo abituale ritmo giornaliero, scandito dalle proiezioni delle numerose sessioni, dalle conferenze stampa e da qualche scandalo o notizia curiosa da intercettare qua e là. In attesa dei grandi eventi del weekend è stata una giornata di assestamento sulla Croisette, con pochi vip hollywoodiani sul tappeto rosso e i primi responsi "ritardatari" (vi spiegavamo ieri per qualche motivo) sui primi titoli del concorso. 

Penelope Cruz e Javier Bardem a Cannes 2018HDGettyImages
La coppia d'oro del cinema ispanico apre Cannes 2018 e rimane in Croisette

Tra le tante novità a cui abituarsi c'è anche quella della conferenza stampa del giorno dopo: solo oggi infatti abbiamo modo di aggiornarvi in maniera completa sulle dichiarazioni di Penelope Cruz e Javier Bardem, protagonisti assoluti della prima serata con il film di Asgar Fardhadi Tutti lo sanno (di cui è già disponibile il trailer).

Mentre le prime compravendite del titolo procedono bene - un'ottima notizia per il produttore italiano Andrea Occhipinti di Lucky Red - i due attori che formano la coppia più glam del cinema ispanico hanno avuto modo di commentare la loro ennesima prova attoriale congiunta.

La prima bella notizia è che lo stipendio è stato identico: nella famiglia Cruz - Bardem i coniugi hanno ricevuto lo stesso assegno. Sulle difficoltà di lavorare con il proprio compagno a un film come questo, che riflette anche sulle relazioni di coppia, Penelope chiosa serafica: 

Bisogna sempre ricordarsi di distinguere il sogno narrativo dalla realtà quotidiana, senza lasciarsi abbagliare. 

Cannes 71: la foto delle fantastiche 5 in Croisette

Se pensavate che dopo la passerella di ieri la signora Bardem fosse tornata a casa col marito o si fosse diretta a qualche party per poi rincasare, vi sbagliate di grosso. Finiti gli impegni del cartellone, l'attrice si è unita a un super gruppo di dive "in libera uscita" a Cannes, protagoniste indiscusse del glamour giornaliero della Croisette.

Penelope Cruz, Marion Cotillard, Jessica Chastain, Lupita Nyong'o e Fai Bingbing a Cannes 2018HDGettyImages
L'imrpessionata parata di "diva power" vista oggi a Cannes 2018: Penelope Cruz, Marion Cotillard, Jessica Chastain, Lupita Nyong'o e Fai Bingbing

A capitanarle c'era l'affascinante Jessica Chastain (che abbiamo appena visto in Molly's Game), che l'anno scorso fece parte della giuria che assegnò la Palma a The Square.

Per la foto di rito il livello di glamour è davvero proibitivo: oltre a Cruz e a Chastain, prendono parte allo scatto ricordo due attrici assolute icone di stile come Fai Bingbing (una vera habitué della Croisette, nota per il suo gusto impeccabile sul tappeto rosso) e l'attrice premio Oscar Lupita Nyong'o, anche lei amatissima dagli esperti e stilisti di moda per la sua eleganza sul tappeto rosso. Non poteva poi mancare la più hollywoodiana delle dive francesi, la sensuale Marion Cotillard, vera istituzione del Festival e del cinema d'Oltralpe.

Dopo le foto di rito, il gruppo delle Ocean's Five del cinema festivaliero si è concesso un giro in barca. Anche le bellissime possono sentirsi in difficoltà quando sono attorniate da colleghe tanto leggiadre: scherza così Jessica Chastain sul suo account instagram, facendo una story in cui si lamenta di non essere cool quanto le colleghe. 

Cannes 71: Putin trattiene in patria Kirill Serebrennikov

A fare scalpore sul versante festivaliero e politico è stata l'assenza di uno dei registi con un film in concorso. Come previsto ampiamente alla vigilia, Mosca non ha consentito a Kirill Serebrennikov di lascaire la sua casa - dove sconta gli arresti domiciliari - per assistere alla prima mondiale di Leto (Summer), la sua pellicola presentata nella prima giornata di concorso.

Il regista è accusato di essersi appropriato indebitamente di una quota di fondi destinati a un teatro, ma secondo molti l'accusa è pretestuosa, mossa ad arte per trattenerlo in patria e silenziarloÈ stato il presidente Putin stesso a rispondere a quelste voci e alla lettera inviata dal Festival francese, declinando ogni possibile dialogo, in nome di una giustizia indipendente. 

Il cast di Let a Cannes 71 HDGettyImages
Kirill Serebrennikov viene ricordato con un cartello dal cast di Leto, che sfila senza di lui sul tappeto rosso

Nel frattempo però le foto del cast del film sul red carpet hanno fatto il giro del mondo. Il merito è della giovane attrice Irina Starshenbaum, che insieme ai colleghi del cast del flm ha mostrato alla stampa un grande cartello con sopra stampato il nome del regista assente. Il gesto simbolico è continuato in conferenza stampa, dove i fotografi hanno immortalato la sedia vuota del cineasta. 

La conferenza stampa di Leto a Cannes 71HDGettyImages
Un posto vuoto: Serebrennikov è il primo regista ad essere trattenuto in patria e potrebbe non essere l'unico cineasta a dover rinunciare alla Croisette.

Il traguardo più importante è però il responso generalmente positivo della stampa, che ha dimostrato di gradire il bianco e nero rifinitissimo e le atmosfere malinconiche di questa storia amorosa e rock a Leningrado.

Leto infatti è un racconto musicale della scena rock nella San Pietroburgo percorsa dalle fasi finali della Guerra fredda, dove band e cantanti underground cercavano di sfondare con la loro musica. Il rock russo raccontanto dal film guarda alle influenze d'Occidente ma maniene una specificità e uno stile proprio della scena musicale e del sentito esistenziale del popolo russo. 

Una scena di LetoCannes 71
Leto è un film musicale ambientato durante la Guerra fredda e splendidamente fotografato

Niente droga e niente alcol, quindi, solo la passione per la musica politica e trascinante del rock, rivisto in chiave russa. Secondo i critici il film non è la prova più incisiva del regista, ma sa colpire al cuore con la sua malinconica visione su un mondo perduto: quello del blocco sovietico ma soprattutto quello dell'indie rock del blocco orientale. 

Responso ben più deludente ha raccolto invece il primo film francese del concorso, la seconda pellicola vista in Croisette in due soli giorni con al centro la tematica dell'omosessualità. Sfortunatamente per Christophe Honoré, il suo film ambientato durante gli anni dell'epidemia di AIDS (pur mantenendo toni da commedia romantica) ha lasciato insoddisfatta buona parte della critica. 

Una scena di Plaire, aimer et courir vite HDCannes 71
Plaire, aimer et courir vite sa parlare con leggerezza dell'AIDS, ma esaurisce troppo presto le cose da dire

Plaire, aimer et courir vite  (che potrebbe arrivare da noi con il titolo internazionale di Sorry Angel) sarebbe troppo lungo, incapace di sviluppare una trama degna di questo nome dopo aver esaurito già nella prima parte gli argomenti da trattare. La bocciatura è quasi unanime. 

Non sono mancate altre pellicola in concorso e nelle varie sezioni, ma per raccontare il responso della critica bisognerà pazientare ancora qualche ora. 

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