FOX

Deadpool 2, a spasso nel tempo: la recensione del film con Ryan Reynolds

di -

Torna il mercenario irriverente e politicamente scorretto di Ryan Reynolds nel sequel Deadpool 2. Azione e risate in salsa pulp.

Il poster del film con Domino, Deadpool e Cable 20th Century Fox

352 condivisioni 0 commenti

Condividi

Il primo Deadpool aveva scosso l'establishment Marvel, deriso le linee temporali degli X-Men e tagliuzzato cattivi come non si vedeva dai tempi di Kill Bill. Il sequel rincara la dose, cancellando le (poche) ingenuità del primo capitolo e irrobustendo uno script spartano - un misterioso e addestrato figuro venuto dal futuro intende uccidere un ragazzino mutante (Terminator ha fatto scuola) - con new entry azzeccate - Cable, Domino, Peter - e un utilizzo chirurgico dell'action, mai invadente ma neppure latitante.

Difficile restare entro i confini di una tradizionale recensione quando di mezzo c'è l'antieroe cazzuto (e un po' cazzone) col volto deturpato dai postumi di una cura anti-cancro di Ryan Reynolds. Sarebbe come sparare a salve, per giunta addosso ad un superscemo che ha dalla sua il fattore rigenerante.

Deadpool 2, scemi scemi in modo assurdo

Rieccolo, Wade Wilson. Logorroico, puerile, sboccato. Eppure incredibilmente romantico, innamorato pazzo della sua Vanessa (Morena Baccarin). Ritroviamo il nostro eroe impegnato ad affettare gang, eliminare mafiosi siciliani (!!!) e a decimare la Yakuza. Contemporaneamente collabora "freelance" con i soliti X-Men Colosso e Testata Mutante Negasonica (una "figata" di nome, concordiamo con Deadpool), assieme ai quali viene a contatto con un ragazzino in carne che si fa chiamare Firefist e che vomita fuoco con la stessa frequenza con cui Wade impreca.

A dare la caccia al giovane mutante "esplosivo" non sono solo le autorità ma anche il potente Cable (Josh Brolin), soldato bionico venuto apposta dal futuro per eliminarlo. Intenzionato a difendere il ragazzo, Deadpool decide di fondare la X-Force, un ca#*o di super mega gruppo di cui faranno parte Domino, Bedlam, Shatterstar e il medio-man Peter (lo amerete). Sulla resa della X-Force e sul trattamento riservato dai creativi di Deadpool 2 alla leggendaria formazione è impossibile sbottonarsi. Indovinate cosa c'è inevitabilmente in agguato? Lo spoiler. Proprio lui, il nemico numero uno sulla lista nera dei supereroi al cinema.

Il sequel diretto da David Leitch era chiamato ad un compito davvero arduo: replicare l'irresistibile fascino del primo film dedicato al mercenario logorroico e caffeinico, un loop continuo di brillanti dialoghi seguiti da sanguinosi combattimenti seguiti da altri brillanti dialoghi. Come bissare la ricetta senza mostrare il fianco al fastidioso effetto déjà-vu?

La sceneggiatura di Reese, Wernick e dello stesso Reynolds dà vita ad una pellicola per certi aspetti più matura rispetto alla precedente, in grado di focalizzare l'attenzione verso il tema della famiglia - cos'è quella che muove Wade Wilson, se non la responsabilità tipica del ruolo paterno? - senza perdere mai di vista volgarità (solo verbali stavolta) e humour caustico.

Deadpool 2 devia inoltre dal primo capitolo optando per la non reiterazione dello schema one-man-show. Deadpool, ovviamente, è il solito: ammicca, vomita parole, flirta con la macchina da presa e fa largo uso di doppi sensi. Per decifrare la sua raffica di battute occorre conoscere a fondo il mondo dei supereroi, incluse le due precedenti incursioni di Reynolds nel genere - il fiasco Lanterna Verde e X-Men le origini: Wolverine, e le dinamiche relative ai diritti di sfruttamento cinematografico degli stessi.

Ma quello di Reynolds - più a suo agio con la maschera che senza - non è un assolo. La sua performance ruba l'occhio, certo, ma somiglia a quella del frontman di una band che, generoso, decide di dividere la scena con gli altri del gruppo, concedendogli il giusto tributo. Ed è proprio questo lo spirito di Deadpool 2: un concerto rock (il finale, del resto, fa molto "We Are The World") che mischia l'action comedy di Shane Black - da Arma Letale a The Nice Guys - e le movenze tarantolate del Jim Carrey di The Mask con un "bis", ovvero la scena post-credit, da buttarsi per terra dal ridere. Il "massimo sforzo" per un sequel? Se non lo è, ci siamo davvero vicini.

Siete ancora qui? È finita la recensione. Andate, andate...

Voto7,5/10

Deadpool 2 si dimostra un sequel adrenalinico - dietro le riuscite sequenze action c'è lo zampino di David Leitch, regista di John Wick - e maturo, con un Reynolds in gran forma. Non solo lui.

Emanuele Zambon

Condividi

Commenta

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.