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Il talento di Mr. Ripley: la spiegazione del finale del film

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Un giovane impostore che ruba le identità altrui ha il viso pulito di un giovane Matt Damon. La spiegazione del finale de Il talento di Mr. Ripley.

Jude Law, Gwyneth Paltrow e Matt damon in una scena del film Paramount Pictures

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Meglio essere un falso qualcuno che un'autentica nullità. È ciò che spinge il giovane Tom Ripley ad ingannare, uccidere e depistare, rincorrendo vanamente l'agiatezza e il prestigio sociale, agguantati di riflesso rubando l'identità altrui.

Nel '99 il regista Anthony Minghella, reduce ai tempi dal successo ottenuto grazie a Il paziente inglese, realizza Il talento di Mr. Ripley adattando l'omonimo romanzo di Patricia Highsmith, già portato sullo schermo nel 1960 con Delitto in pieno sole, diretto da René Clément ed interpretato da Alain Delon.

Protagonista del thriller drama è Matt Damon, lanciato a quel tempo da Will Hunting - Genio Ribelle, che impersona un impostore dalla faccia pulita e dal sorriso smagliante che cela però una personalità fragile. Nel cast stellare figurano Jude Law, Gwyneth Paltrow, Cate Blanchett e Philip Seymour Hoffman mentre in piccoli ruoli si segnalano gli italiani Sergio Rubini, Stefania Rocca, Fiorello e Ivano Marescotti (complice le riprese effettuate tra tra Roma, Ischia, Anzio e Venezia).

Le vicende del film - ambientato negli anni '50 - ruotano, come anticipato, attorno alla figura di Tom Ripley, giovane di modesta estrazione sociale che ad un party si finge uno studente dell'Università di Princeton. Conosce l'armatore Herbert Richard Greenleaf (lo interpreta James Rebhorn) che, convinto che Ripley frequenti davvero l'istituto, spedisce dietro compenso il giovane in Italia per fargli rintracciare suo figlio Dickie (Jude Law), rampollo viziato ed edonista che vive ormai da troppo tempo lontano da casa.

Per Ripley, desideroso di infiltrarsi nell'alta società, l'occasione è davvero propizia. Giunto a Mongibello, fa la conoscenza del figlio dell'imprenditore Greenleaf e della fidanzata, Marge Sherwood (Gwyneth Paltrow).

Le cose, inizialmente, sembrano andare per il meglio: avventure, trasferte a Napoli (dove in un locale Fiorello, Law e Damon improvvisano "Tu vuò fa l'americano" di Carosone), Roma e Sanremo, divertimento sfrenato, gite in barca.

Poco alla volta, però, viene fuori la personalità ambigua di Ripley, il quale matura pure un'attrazione per Dickie. Al contrario, il giovane benestante si stufa dell'amico comparso dal nulla, intuendone anche l'omosessualità latente e arrivando persino a considerarlo come una presenza invasiva nella propria vita fatta di scappatelle e divertimento senza freni.

Durante una discussione, che sfocia in una colluttazione, Dickie rimane ucciso, ferito a morte da un Ripley ormai completamente fuori controllo. Questi decide, in quello che è un atto di "lucida follia" di rubare l'identità dell'amico, iniziando a mentire ad amici e conoscenti conducendo di fatto una doppia vita. La spirale criminale lo porterà ad eliminare lo scomodo testimone Freddie (Philip Seymour Hoffman) e a sviare le indagini della polizia italiana e quella parallela di un detective privato assunto nel frattempo dal padre di Dickie. L'unica che sembra non credergli è proprio Marge, fidanzata del giovane ucciso in barca.

Il talento di Mr. Ripley: la spiegazione del finale del film

Nel finale de Il talento di Mr. Ripley il protagonista non fa altro che reiterare la propria condotta. Messo alle strette (stavolta è Peter a scoprire la sua fitta rete di inganni e menzogne dalla cabina di una nave diretta in Grecia), a Ripley non resta altro che sfoggiare il proprio duplice talento: non è, infatti, solo un abile truffatore ma pure un freddo omicida che non esita ad uccidere il (nuovo) compagno di avventure che nutre per lui un vivo sentimento.

È troppo più forte per il protagonista il richiamo del prestigio sociale. Non resta quindi che soffocare Peter (l'uccisione, stavolta, non viene mostrata da Minghella se non attraverso le parole della vittima).

La pellicola si chiude in un apprezzabile gioco di specchi (metafora delle identità multiple assunte da Ripley) propiziato dal rollio dell'imbarcazione. Cala il sipario su un personaggio davvero sgradevole.

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