FOX

Kathy Bates: tutto sul suo ruolo da Oscar in Misery

di -

Un'irresistibile Kathy Bates interpreta il ruolo della letale Annie Wilkes in Misery non deve morire. Ecco le scene cult e i retroscena dell'indimenticabile film.

Kathy Bates nel ruolo di Misery PENTA DISTRIBUZIONE, PENTAVIDEO, MEDUSA

65 condivisioni 0 commenti

Condividi

L’immensa Kathy Bates ha folgorato tutti con l’interpretazione di Annie Wilkes, un’infermiera psicopatica innamorata del suo scrittore preferito, al punto di rapirlo e torturarlo.

La storia è tratta da un romanzo Misery (1987), di Stephen King, vincitore del Premio Bram Stoker. Lo scrittore Paul Sheldon, coinvolto in un incidente stradale dovuto a una tempesta di neve, è stato “salvato” dall’infermiera Annie Wilkes, appassionata lettrice dei suoi romanzi e affezionata fan della sua eroina Misery. La donna lo porta a casa sua ma, invece che curarlo, si rivela insospettabilmente folle. Dopo aver letto in anteprima il manoscritto inedito che Paul aveva con sé, contenente l’imprevista morte di Misery, la donna reagisce in modo convulso, accanendo la propria furia sull’autore e arrivando addirittura ad tranciargli un piede.

Folle e geniale, tormentata e tormentosa, spietata e paffuta, l’infermiera Annie Wilkes toglie immediatamente ogni dubbio al suo prigioniero (d’amore) Paul Sheldon: la donna, un’apparentemente innocua lettrice e casalinga annoiata della middle class, è completamente pazza.

Annie Wilkes manda un bacio a PaulGiphy
Le ossessioni di Annie

Stretto in una morsa pericolosa, inchiodato al letto e impossibilitato a muoversi, lo scrittore sembra avere un solo spiraglio per sopravvivere: scrivere una storia alternativa a quella della morte dell’eroina preferita di Annie, Misery, in cui la protagonista sopravviva.

 

Scene da ricordare

Misery è morta

Una delle scene più inquietanti e ricche di pathos del film è quella in cui Annie scopre della morte di Misery, e reagisce in maniera violenta…molto violenta.

Paul cerca di giustificarsi.

Nell’Ottocento era comune per le donne morire di parto.

Ma questo non basta a placare la furia di Annie, pronta a scaraventare mobili e impugnare siringhe.

Annie senza freni

Misery inizia a liberare il proprio "istinto animale".

E Paul Sheldon, bloccato su un letto in mezzo a un paesaggio desolato, inizia ad avere seriamente paura.

Lezioni di scrittura

Annie racconta a Paul di quando, da ragazzina, andava al cinema e guardava i film a episodi, che terminavano con cliff mozzafiato. Ma, a suo parere, gli sceneggiatori spesso la ingannavano, come ingannavano tutto il pubblico.

Il piede amputato

Annie Wilkes tiene molto ai propri pazienti e vuole che si trovino bene con lei…tanto che qualcuno non vuole (o non può) più andare via. Forse per questo l’infermiera decide di amputare un piede al tumefatto (ed esterrefatto) Paul Sheldon.

 

Retroscena del film

Annie Wilkes, eletta da American Film Institute al 17esimo posto nella classifica dei 50 migliori cattivi del cinema a stelle e strisce, è uno dei personaggi preferiti di Stephen King, e non solo per il suo essere follemente fuori dagli schemi, ma anche perché il suo personaggio costituisce una metafora di un periodo molto particolare per lo scrittore. 

Per anni King si è rifiutato di parlare della genesi di Annie, ma durante un’intervista a Rolling Stone ha dichiarato che il personaggio rappresentava quella parte della sua vita in cui era stato dipendente da farmaci e sostanze psicotrope.

Di solito ero abbastanza bravo. Potevo alzarmi, preparare la colazione ai bambini e portarli a scuola. Ed ero forte: avevo un sacco di energia. Altrimenti mi sarei ucciso. Ma nei libri si è notato, dopo un po’. Misery è un libro sulla cocaina. Annie Wilkes è cocaina. Era la mia ‘fan numero uno’. 

E anche i “fan numero uno” possono portare alla distruzione...

Stephen King in primo pianoHDGetty Images
Stephen King ha rivelato che Annie Wilkes è una metafora delle sostanze stupefacenti

La scelta di Kathy Bates, per quel ruolo che le è valso il Premio Oscar nel 1991, si è rivelata vincente. 

Intervistata da New York Times nel 1991, Kathy Bates aveva parlato con amarezza riguardo ai problemi con il proprio peso e i ruoli che, di conseguenza, le assegnavano.

Ho sempre avuto problemi col mio peso. Non sono mai stato un’ingenua. Quando ero più giovane era un vero problema, perché non ero mai abbastanza carina per i ruoli in cui altre giovani donne venivano scritturate.

La Bates ha in parte sofferto per aver interpretato una lunga schiera di donne depresse, frustrate e nevrotiche. Ma la sua Annie Wilkes le batte tutte.

Ero curiosa di vedere se le persone sarebbero scappate da me al supermercato.

Kathy Bates in primo pianoHDGetty Images
Kathy Bates, l'attrice che ha dato vita ad Annie

E Kathy Bates interpreta un’Annie spaventosa proprio per il suo aspetto rassicurante, per la messa in piega anni ’80, per un doppio mento naturale e un sorriso luminoso. Non ha denti finti, parrucche voluminose o l’aspetto di un mostro: la sua mostruosità è determinata da una dolorosa deriva di sogni infranti, e la Bates ha scelto proprio questa chiave espressiva per darle vita.

L’attrice Premio Oscar è stata in grado di infondere all’infermiera orrore e pietà allo stesso tempo.

Annie non è un mostro, è un essere umano psicopatico. La sua umanità viene da sogni e speranze intimi, per quanto possano essere folli. 

La sua performance ha letteralmente stregato Stephen King, che l’ha voluta anche nella trasposizione di Dolores Claiborne, che il re del brivido ha scritto pensando proprio a lei. Lo stesso è accaduto per L’ombra dello scorpione: un personaggio maschile è stato convertito in femminile per permetterle di recitare.

 

Curiosità sull'interpretazione di Annie Wilkes

Il ruolo di Annie Wilkes nasconde più di un aneddoto da raccontare.

GIF Annie Wilkes MiseryGetty Images
Annie Wilkes, ossessiva e pericolosa
  • La storia dell’infermiera e dello scrittore fu quasi portata in scena a Broadway, con Julia Roberts nei panni della Bates. Ma King si oppose: “Annie è una donna muscolosa che può far ruotare in aria un uomo, non è un folletto”
  • Secondo il regista Rob Reiner, la storia di Annie Wilkes è vagamente ispirata a quella di Genene Jones, un'infermiera che si ritiene abbia ucciso almeno cinquanta bambini a lei affidati
  • Prima di Kathy Bates, per il ruolo di Annie era stata contattata Bette Midler. Che aveva declinato la proposta, trovando la parte troppo violenta
  • James Caan durante un’intervista riportata da Mental Floss ha ricordato di aver visto la Bates piangere prima di girare la scena della mutilazione
  • Abituata a dare ai suoi personaggi una backstory, la Bates aveva concordato con Reiner che il suo personaggio era stato molestato dal padre durante l’infanzia

Che ne pensate? Vi ha colpito l'interpretazione di Kathy Bates in Misery non deve morire?

Condividi

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.