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Billy Elliot, la storia vera che ha ispirato il film con Jamie Bell

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Billy Elliot è esistito davvero? La risposta è sì... e no! La vicenda del protagonista dell'omonimo film è ispirata alle storie di tre artisti diversi. E forse molti di più.

Jamie Bell è Billy Elliot nell'omonimo film UIP

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Quando è uscito nel 2000 (a febbraio 2001 in Italia), Billy Elliot ha conquistato il pubblico. La storia del ragazzino che vuole diventare un ballerino di danza classica e combatte per realizzare il suo sogno, sullo sfondo degli scioperi minerari nella cittadina di Durham (nell'Est dell'Inghilterra) e contro i pregiudizi del padre e del fratello maggiore, ha incassato quasi 110 milioni di dollari in tutto il mondo (a fronte di un budget di soli 5) e ha vinto diversi prestigiosi premi.

La forza e la fragilità del giovane protagonista, la sua determinazione innocente e ribelle, sono una potente esortazione a essere sé stessi e ad affermare il proprio diritto alla felicità e parlano al cuore di tutti coloro che sono derisi, giudicati ed emarginati per le loro aspirazioni.

Il film scritto da Lee Hall, diretto da Stephen Daldry e interpretato da Jamie Bell ha scosso le coscienze. Ma la cosa ancora più bella è che è ispirato a una storia vera. Anzi, a due. Per non dire tre.

Il ballerino Philip Mosley

Il primo a rivendicare il ruolo di vero Billy Elliot è stato il ballerino Philip Mosley.

In un articolo pubblicato dal Digital Journal all'epoca dell'uscita del film, il danzatore ha ricordato di quando lo sceneggiatore Lee Hall si è presentato al Royal Ballet di Londra, domandando se tra gli studenti ci fosse qualcuno che proveniva da un ambiente minerario, e lui si è fatto avanti:

Sì, gran parte della storia di Billy Elliot è anche la mia storia.

Non è chiaro quale sia stato l'apporto di Mosley alla stesura della sceneggiatura ma, in un altro articolo dello stesso periodo, il Guardian fa riferimento ai "briefing" tra il ballerino e Hall.

A quanto pare, la scena in cui Billy danza e piroetta tra le strade acciottolate di Durham è la fedele trasposizione di un episodio dell'adolescenza di Mosley. Ma tra la storia del danzatore e quella del suo alter ego sullo schermo ci sono anche molte differenze.

Mosley è nato e cresciuto in una cittadina mineraria del Nord dell'Inghilterra, Barnsley, e diversamente da Billy ha sempre potuto contare sul sostegno della famiglia:

Intorno al villaggio dove vivevo non c'erano che miniere, ma i miei genitori mi hanno sostenuto senza esitazione.

Nel film, il protagonista finge di andare a lezione di pugilato e poi si "imbuca" a quelle di danza di Mrs. Wilkinson. Invece, Mosley non ha mai nascosto la sua passione. La madre Margaret, una ex operaia tessile, lo ha iscritto nella scuola di ballo della sorella maggiore, Anita, quando era piccolissimo:

Non aveva nemmeno 3 anni, ma è venuto da me e mi ha chiesto di andare con lei. Io gli ho detto: 'I ragazzi non vanno a lezioni di danza'. Ma lui ha continuato a insistere. Allora sono andata dall'insegnante, Rosalind Wicks, e le ho chiesto se accettassero maschi. Lei gli è letteralmente volata addosso: 'Certo che lo faremmo, se ce li portassero'.

Anche il padre Albert, che faceva l'idraulico, non si è mai opposto al desiderio del figlio di danzare. Anzi, ha fatto tutto quello che gli era possibile perché potesse realizzare il suo sogno.

Tuttavia, i pregiudizi non mancavano e Mosley ha evitato di raccontare ai compagni che prendeva lezioni di danza:

Sono sicuro che non ci fossero altri ballerini nel raggio di 100 km. [...] A scuola non l'ho detto a nessuno, mi avrebbero preso in giro.

Quando la sua inusuale attività sportiva è diventata nota, il danzatore si è ritrovato a fare i conti con piccoli e grandi atti di bullismo. Ma i 3 fratelli più grandi (tra cui Micheal, che è diventato minatore come i nonni) lo hanno sempre difeso.

All'età di 9 anni, altri due ragazzi si sono uniti a lui durante le lezioni di Mrs.Wicks e poco dopo Mosley ha vinto una borsa di studio presso la Royal Ballet School a White Lodge e si è trasferito a Londra. 

Pur ritrovandosi in un ambiente eterogeneo e meritocratico, Mosley ha ammesso di non avere mai avuto il coraggio di dire che la madre era una operaia e il padre un idraulico. Inoltre, non ha nascosto di avere incontrato molte difficoltà:

Amavo ballare, perché era quello che volevo fare. Ma ho sofferto a stare così lontano dalla mia famiglia. Avevo una enorme nostalgia di casa.

Alla fine, come Billy Elliot, anche Philip Mosley ce l'ha fatta. È diventato First Artist del Royal Ballet e poi ha ricoperto ruoli di coordinamento e gestione, fino a diventare Direttore Artistico della Royal Opera House.

Il baritono Sir Thomas Allen

Le somiglianze tra la storia di Philip Mosley e quella di Billy Elliot sono innegabili, ma c'è un'altra vicenda che a quanto pare ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione del personaggio del giovane ballerino. 

Come scrivono in due articoli BBC News e The Independent e in un comunicato stampa la National Concert Hall di Dublino, lo sceneggiatore del film, Lee Hall, ha citato la storia del baritono inglese Sir Thomas Allen come fonte di ispirazione per il suo copione.

Il campo d'azione si sposta dalla danza alla musica, ma in effetti la vicenda del famoso cantante d'opera ha molti punti in comune con quella di Billy. 

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Billy Elliot (Jamie Bell) a lezione da Mrs. Wilkinson

Sir Thomas Allen è nato e cresciuto a Seaham Harbour, una cittadina mineraria nella Contea di Durham, e come il protagonista della pellicola del 2001 è stato un outsider in un contesto artistico inusuale ed elitario:

Mi sono identificato con molti dei sentimenti [rappresentati nel film, n.d.r.], con quei personaggi che percorrono strade secondarie che conosco bene. Non ricordo nessuno della mia zona che abbia fatto quello che ho fatto io. Stavo aprendo la strada. Era un territorio inesplorato.

Per il celebre baritono, il cammino verso la realizzazione di sé e delle proprie aspirazioni è stato meno periglioso di quello Billy. Il padre di Sir Thomas Allen era un appassionato di musica e ha instradato il figlio sulla via delle note e un illuminato professore di fisica del liceo lo ha incoraggiato a coltivare il suo grande talento.

Tuttavia, l'epoca e il contesto non erano sicuramente facili per intraprendere una carriera così particolare come quella di cantante lirico. Ma ancora una volta, la determinazione e il coraggio hanno portato a un risultato eccezionale.

Lo sceneggiatore Lee Hall

C'è un filo rosso che lega le vicende di Billy Elliot, Philip Mosley e Sir Thomas Allen ed è lo sceneggiatore Lee Hall. Del resto, non potrebbe essere diversamente, dal momento che è lui l'autore della storia raccontata nel film del 2000.

Ma a quanto pare, Hall non è solo un collettore di fatti. Come ha dichiarato in una intervista di qualche tempo fa al New York Times, lo sceneggiatore avrebbe attinto alla sua esperienza personale per modellare il personaggio del giovane aspirante ballerino:

Io definisco il film una sorta di autobiografia fantastica.

Hall si è basato sui ricordi della sua gioventù a Newcastle, durante gli scioperi minerari che hanno creato un clima di grande tensione in Inghilterra a cavallo tra il 1984 e il 1985:

C'era polizia ovunque e tutti hanno subito privazioni.

Lo sceneggiatore ha raccontato che da piccolo era una vorace lettore di libri di fantascienza e poesia e che per questa sua passione è stato emarginato dai coetanei:

Ero molto strano e i bambini mi prendevano in giro. Nel film volevo rappresentare quel tipo di personaggio. [Ho scelto un giovane ballerino, n.d.r.] per trovare qualcosa di più cinematografico.

Hall ha chiarito che, quando ha conosciuto Philip Mosley, aveva già scritto una prima sceneggiatura di Billy Elliot. Ma l'incontro con il danzatore gli ha permesso di mettere a fuoco e verificare diversi aspetti:

È stato affascinante parlare con lui, perché i dettagli della sua vita che mi raccontava procedevano in parallelo con la mia storia. Il padre di Philip non era un minatore, ma proveniva da una famiglia di minatori e sono rimasto incredibilmente colpito dal fatto che lui sia uscito da quell'ambiente e sia diventato una star. Più che un modello, [Philip, n.d.r.] è stato una conferma.

Tuttavia, lo sceneggiatore non è offeso o arrabbiato con il ballerino perché ha rivendicato per sé il ruolo di colui che ha ispirato il protagonista della storia:

È davvero molto bello che lui voglia essere Billy Elliot. È un uomo meraviglioso. Sono lusingato.

Del resto, ci sono tanti, tantissimi Billy Elliot in ogni parte del mondo. La sceneggiatura di Lee Hall si ispira e rende omaggio a tutti loro.

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