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Musica a fumetti: le vite di Miles Davis e Syd Barrett

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Due biografie a fumetti dedicate a due vite incredibili che hanno stravolto il mondo della musica.

La copertina della biografia a fumetti su Miles Davis Edizioni BD

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Le vite dei musicisti e dei cantanti sono spesso oggetto di romanzi biografici, film e serie TV. Anche il mondo del fumetto ha dedicato le sue tavole ai miti della musica e, di recente, lo ha fatto con Miles Davis e Syd Barrett.

I due fumetti sono ben sceneggiati e disegnati da giovani artisti italiani, che si sono documentati per anni sulle vite di questi due miti, e ne hanno realizzato due biografie atipiche. 

I libri sono dedicati ovviamente ai fan, ma anche a tutti i curiosi, agli appassionati di musica in generale, che scopriranno un fantastico modo di far suonare le immagini.

La copertina della biografia a fumetti dedicata a Miles DavisEdizioni BD

Miles. Assolo a fumetti

“Non è facile trovare le parole per esprimere le emozioni trasmesse dai musicisti di jazz (…) Il jazz concede al musicista di comunicare all’istante la precisa sensazione di un'esperienza di vita”. Così Wynton Marsalis, uno dei più importanti musicisti americani contemporanei, parla del jazz.

Tra i musicisti di jazz capaci di produrre uno stile e comunicare una vera e propria visione del mondo, c’è di sicuro Miles Davis. Trombettista, arrangiatore e compositore, Davis è stato un artista dal segno inconfondibile. A lui Lucio Ruvidotti ha dedicato il graphic novel Miles. Assolo a fumetti (Edizioni BD), in cui racconta la sua musica, gli aspetti più estremi e l'esperienza del suo periodo elettrico.

La scelta di Ruvidotti è quella di non raccontare in maniera lineare la vita del musicista, ma di cambiare spesso epoca e scenario. Qualcosa di simile a una improvvisazione, individuando ciò che più di tutto meritava di essere condiviso.

Troviamo un Miles giovanissimo, talentuoso e curioso intellettualmente ai suoi esordi a fianco del mitico Charlie Parker nel 1945, e poi voglioso di sperimentare e ottimo innovatore dopo un paio di anni con Gil Evans e altri giovani arrangiatori. Oltre a creare un suono suo, struggente e intenso, Miles possedeva la grande capacità di toccare l’animo delle persone. Ma come molti suoi contemporanei non riuscì a non cedere al fascino del successo e della droga. Il suo grande talento riuscì però ad avere la meglio e, alla fine degli anni '50, torna sulla scena con il suo primo quintetto importante, in cui spicca un giovane John Coltrane. Con loro realizza il suo disco più famoso, Kind of Blue, un manifesto fondamentale per l’estetica jazzistica.

La cena alla Casa Bianca in onore di Ray CharlesHDEdizioni BD

A metà degli anni '60 forma una nuova band con Harbie Hancock e altri musicisti neri giovani che lo considerano un ispiratore, una guida. Alla fine degli anni '60, Davis stupisce il mondo della musica fondendo il suo jazz al rock psichedelico. Alcuni associano questo periodo a una crisi di mezza età del musicista e una voglia irrefrenabile di far parte del giro "in" della musica. Per questo collabora con artisti amati dai giovani di quel periodo, come il chitarrista Jimi Hendrix.

Il libro apre e chiude con due episodi avvenuti negli anni'80: la partecipazione di Davis alla Cena di Stato in onore di Ray Charles alla Casa Bianca in cui rivendica l’origine nera del jazz, e la Premiazione del Léonie Sonning Music Prize, prestigioso premio di musica colta.

Nel suo fumetto Ruvidotti racconta i tanti aspetti di Miles Davis, quello appassionato di musica e impegnato a creare un suo stile, quello cool e snob attento al modo di vestire, quello ruvido nella vita familiare, quello indebolito dalla droga, quello immensamente curioso che non smette mai di sperimentare.

La tavolozza di colori utilizzata (dal blu del periodo più cupo ai colori fluo della psichedelia) e l’impostazione grafica sono elementi che caratterizzano una varietà stilistica, necessaria per raccontare i cambiamenti che hanno tenuto viva la musica di Davis.

La cover di Jugband Blues, biografia a fumetti su BarrettNPE Edizioni

Jugband Blues. A graphic trip on the tracks of Syd Barrett

L’eredità che Syd Barrett ha lasciato alla musica mondiale è impossibile da quantificare. Primo leader dei Pink Floyd, Barrett è stato il genio creativo della band e compositore del loro primo album The piper at the gates of dawn. Con le sue stravaganze ed eccentricità è stato anche uno tra i più grandi ispiratori del movimento psichedelico.

Il fumetto Jugband Blues – il titolo si riferisce all’ultimo brano scritto da Barrett per la band, incluso nell’album A Saucerful of Secrets, una sorta di testamento artistico – è il frutto del bellissimo lavoro di Matteo Regattin (al suo esordio nel mondo del fumetto) e  dello scrittore Simone Perazzone che hanno esplorato la vita del “Diamante pazzo” del rock.

Il graphic trip, così lo definiscono gli autori, è un vero e proprio viaggio nella vita di Barrett, dagli anni nella silenziosa e tranquilla Cambridge, al suo arrivo a Londra nel 1964 dove studia arte e inizia a strimpellare con l’amico Roger Waters e altri studenti di architettura.

Barrett diventa l’anima creativa dei primi Pink Floyd (il nome del gruppo è un omaggio ai musicisti blues Pink Anderson e Floyd Council), quella che indirizza il sound verso tensioni più sperimentali, tra composizioni in gran parte strumentali. Il risultato del suo lavoro è fuori dal comune, la sua musica è evocativa e fantastica, ispirata al mondo delle fairy tales della classica tradizione inglese, all’esoterismo, alla beat generation, a Bob Dylan e all’arte moderna. Barrett sperimenta suoni e atmosfere in libertà, completamente rivolto verso il “viaggio”.

Nel 1965 i Pink Floyd sono travolti dal successo, dominano la scena psichedelica londinese con le loro performance artistiche e le lunghe suite d’avanguardia.

Sul palco Syd ha il carisma di uno sciamano: le sue dita tracciano vie verso reami onirici. Ma oltre il bordo dei riflettori comincia a delinearsi un mondo d’ombra. Lo show-business è una tigre che addomestica il suo domatore.

Il loro disco d’esordio è accolto positivamente, ma all’interno del gruppo l’atmosfera non è per niente euforica. Syd comincia a perdersi nella selva psichica in cui poi avrebbe vissuto la sua intera vita, sembra non essere più connesso alla band e alla realtà, diventa inaffidabile, colpa dell’abuso di droghe, di antidepressivi e di un esaurimento nervoso. La band lo allontana gradualmente e lo sostituisce con David Gilmour. Syd diventa spettatore della band che aveva creato, band che adesso devia verso una strada più pop.

Fuori dal gruppo, Syd resta completamente solo con sé stesso e, fragile, si perde. Nel 1970 decide di tornare in studio e, dopo registrazioni complicate e lunghe, realizza due album da solista: il lunare e intimista The madcup laugh e Barrett.

Syd Barrett e il suo talento creativoHDNPE Edizioni

Dopo un lungo ricovero, nel 1975 si presenta nello studio di registrazione degli ormai famosissimi Pink Floyd. Syd è così cambiato - un uomo sovrappeso con la testa e le sopracciglia completamente rasate a zero - che i suoi ex colleghi non lo riconoscono. Waters dedica a lui e al suo genio Shine on you crazy diamond e Wish you were here, due delle canzoni più belle di sempre dei Pink Floyd.

Questa fantastica biografia a fumetti (dal quale si potrebbe trarre un potente film) non è solo un regalo ai fan di Barrett, è anche un’opera profonda e luminosa (nonostante la scelta di utilizzare nelle tavole solo sfumature di grigio) su un viaggio incredibile.

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