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Segnali dal futuro: trama e spiegazione del finale del film con Nicolas Cage

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Nicolas Cage e Rose Byrne sono protagonisti di Segnali dal futuro, un film di fantascienza dalle tinte apocalittiche e risvolti inaspettati.

Nicolas Cage e Rose Byrne in Segnali dal futuro Copyright Saturn Films

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Thriller, fantascienza, azione.
Alex Proyas è un regista che si è distinto, fino ad oggi, per un uso molto pop del genere cinematografico. Dopo i cult Il corvo (1994) e Io, Robot (2004), il regista australiano ha portato sul grande schermo Segnali dal futuro (2009) scegliendo la fantascienza profetica come tinta del suo film.

Con la storia di un uomo che ottiene la possibilità di prevenire delle catastrofi di ogni tipo in giro per il mondo, Proyas entra nel topos della fine del mondo con grande intrattenimento e risvolti inaspettati.

Quando uscì al cinema, poco meno di dieci anni fa, il film fu un successo al botteghino, guadagnando circa 183 milioni in tutto il mondo, a fronte di un budget di 50 milioni. Nonostante la critica divisa tra grande hit o pagliacciata, l'intrattenimento e lo spettacolo puro sono intoccabili dal punto di vista visivo.

L'idea di segnali che provengono dal futuro per lanciare un messaggio all'uomo non hanno ancora perso fascino al cinema.

Un’apocalisse profetica

Lexington, Massachussetts. Nicolas Cage è John Koestler, un astrofisico, un professore e, soprattutto, un padre di famiglia che ha da poco perso sua moglie. La sua vita viene completamente sconvolta da una serie di profezie che, codificate, rivelano diverse catastrofi in giro per il mondo. Si tratta, nello specifico, di codici numerici che svelano date, numero delle vittime e coordinate dei luoghi dove avvengono gli eventi, ormai da oltre 50 anni.

Tutto ebbe inizio quando una bambina inserì per un progetto a scuola, uno strano disegno sul futuro in una capsula del tempo. Lucinda, questo il suo nome, ha successivamente sofferto per tutta la sua vita. Ma quel disegno, fortunatamente, finisce nelle mani giuste.

Al fianco di suo figlio Caleb, interpretato dal giovane Chandler Canterbury, e di Diana, con il volto della splendida Rose Byrne, John assisterà inizialmente impotente, all’inizio dell’Apocalisse. La sua ricerca di una soluzione lo porterà ad una verità molto diversa da quella che lui – e il pubblico – si aspetta e ad una decisione che cambierà per sempre l'umanità.

Sapere è potere

Knowing, dall’inglese conoscere, è il titolo originale del film. Proyas e gli sceneggiatori lo hanno scelto con cognizione di causa: il sapere in anticipo cosa accadrà – il conoscere il futuro del mondo – è un potere tra le mani del protagonista. Un’arma, però, che non può dargli altro che una conoscenza fine a se stessa: in fondo, non c’è molto che lui possa fare se non prendere un’unica grande decisione.

In Segnali dal futuro, il sapere è una maledizione. La conoscenza è un potere che grava sulle spalle ma che non può essere utilizzato a proprio piacimento, ma solo secondo le regole del destino.

C'è un solo modo per usare quello che John sa. Questo modo è terribile, e la cosa non dovrebbe sorprenderci, visto che il regista è Alex Proyas. Messa da parte la riflessione incorniciata a blockbuster di Io, Robot – decisamente più leggera e divertente – già dal cult Il corvo potevamo intuire che la filmografia del regista è impregnata di un potere che tormenta, di protagonisti costretti a utilizzare le loro capacità e i loro poteri acquisiti senza la possibilità di una vera scelta.

La fantascienza di Proyas, possiamo dirlo, è decisamente poco rassicurante.

Un finale inaspettato

Un film di stampo fantascientifico spesso ha delle premesse che portano una profonda angoscia nei suoi protagonisti. Non ne è escluso nemmeno il personaggio di Nicolas Cage che, alla fine del suo viaggio, scopre di non poter evitare l'Apocalisse.

Attenzione! Possibili spoiler!

L'unico modo per permettere all'umanità di avere un futuro è quella di consegnare alle forme di vita extra-terrestre i bambini – coloro che un giorno potranno portare avanti la riproduzione e l'inizio di un nuovo mondo. Non è facile per un padre dire addio a suo figlio e rinunciare a lui per sempre. Eppure è ciò che viene chiesto a John alla fine del film.

Dopo aver lasciato andare suo figlio con gli alieni, con estremo sacrificio, John Koestler decide di vivere gli ultimi momenti della sua vita lì dove ogni essere umano vuole rifugiarsi: al fianco delle persone che ama di più al mondo. Il professore, quindi, sceglie di andare dai suoi genitori sapendo, perlomeno, di aver salvato suo figlio e, forse, il futuro dell'umanità intera.

Negli ultimi minuti del film ritroviamo Caleb e Abby, il primo figlio di John, la seconda figlia di Diana – gli unici due scampati alla fine del mondo. I ragazzini corrono in un campo di grano, una visione idilliaca, una sorta di paradiso che segna un nuovo inizio, nuova vita.

Sebbene sia inevitabile provare pena per il destino dei personaggi di Segnali dal futuro, è possibile un piccolo scorcio di speranza. 
L'umanità, dopotutto, può ancora sopravvivere. E le persone, anche nei loro ultimi istanti di vita, possono riconciliarsi con coloro che amano, ma con cui hanno smesso di comunicare.

E allora, mentre un mondo muore e un altro si prepara a rinascere, il professor John Koestler guida sulle note della Sinfonia n°7 di Beethoven e raggiunge la sua famiglia. Il suo tormento è più leggero. 
Caleb, suo figlio, è al sicuro. 

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