Il BigFoot? Era un dinosauro: scoperto il più grande piede fossile di sempre

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La scoperta risale al 1998, ma solo grazie alle nuove tecnologie è stato possibile ricostruire il gigantesco terminale dell'arto.

Un paleontologo dell'Università del Kansas posa vicino al fossile del Wyoming nel 1998 KUVP archives

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Piedone l'americano. Sembra il titolo di un film con Bud Spencer, si tratta invece di una delle scoperte più interessanti della moderna paleontologia. Nella catena montuosa delle Black Hills, che si estende dal Sud Dakota al Wyoming, gli scienziati hanno finalmente identificato - dopo uno studio durato circa 20 anni - un resto fossile che ha del sensazionale.

Nel '98, infatti, era stata rinvenuta nella formazione rocciosa denominata Morrison Formation lo scheletro di un piede (costituito da 13 ossa) appartenente ad un dinosauro di grossa taglia. Ora, grazie alle scansioni 3D effettuate dagli scienziati dell'Università del Kansas, è stato possibile ricostruire buona parte dell'arto dalle dimensioni colossali. Il terminale della zampa, ribattezzato BigFoot vista la lunghezza di 1 metro, apparterrebbe ad un gigantesco sauropode: il brachiosauro.

Questo sito conosciuto delle Montagne Rocciose ha portato alla luce negli anni una grande quantità di fossili di dinosauri risalenti al Giurassico superiore (tra 155 milioni e 148 milioni di anni fa). Nello stesso scavo in cui è stato dissotterrato il BigFoot sono stati rinvenuti in precedenza uno scheletro completo di un esemplare giovane di brachiosauro e diversi esemplari di diplodocus. Il che ha reso estremamente difficile l'attribuzione del piede fossile ad una particolare specie, dal momento che i piedi di un sauro raramente possono essere diagnostici a livello di specie.

Gli studiosi, però, sono sicuri che l'arto in questione appartenga ad un brachiosauro di taglia adulta lungo circa 24 metri. I ricercatori hanno motivato la classificazione in un articolo pubblicato sulla rivista di settore PeerJ, sottolineando l'originale conformazione del metatarso dell'esemplare, diverso da quello di altri sauropodi con cui è stato confrontato.

Il brachiosauro, erbivoro di grandi dimensioni dal caratteristico collo lungo, è salito alla ribalta all'inizio degli anni '90 grazie a Steven Spielberg, che lo ha voluto nell'indimenticabile scena di Jurassic Park in cui i visitatori (e lo spettatore) di Isla Nublar vedono per la prima volta un esemplare del parco (nell'ultimo capitolo della saga, Il regno distrutto, è protagonista invece di una scena a dir poco struggente).

Come gli uccelli

Il piede fossile rinvenuto nel Nord America ha stracciato ogni record in termini di dimensioni per un resto fossile completo. Ciò non vuol dire, però, che esso sia il più grande in assoluto, perché già l'anno scorso a Broome, nella penisola di Dampier in Australia, venne ritrovata l'impronta di dinosauro più grande del mondo (1,75 metri). Il BigFoot delle Black Hills, però, non si limita ad un'orma, fornendo un vero e proprio resto fossile. 

È risaputo, poi, che il brachiosauro non fu il più grande dinosauro a solcare la Terra, battuto da erbivori titanosauri come l'Argentinosaurus o il Patagotitan mayorum. Ma resti fossili completi di queste specie non sono mai stati ritrovati finora.

Il brachiosauro del Wyoming, però, è interessante anche sotto un altro punto di vista. Finora si è sempre creduto che questi maxi erbivori vivessero al Sud. Tuttavia questa scoperta ribalta questa credenza e apre ora a diverse teorie: si tratta di una specie differente di brachiosauro oppure quella delle Black Hills è una scoperta che testimonia come i dinosauri fossero in grado di migrare (al pari degli uccelli)? Chissà cosa penserebbe a tal proposito l'Alan Grant di Sam Neill...

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