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Michael J. Fox sul Parkinson: 'Sono fatto per superare gli ostacoli. Per sopravvivere'

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Michael J. Fox, lo straordinario attore di Ritorno al futuro, ha parlato del morbo di Parkinson, malattia che gli è stata diagnosticata a soli 31 anni. Ecco le sue dichiarazioni.

Michael J. Fox Getty

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Diventato celebre grazie alla sua interpretazione di Marty McFly nella trilogia cinematografica di Ritorno al futuro, Michael J. Fox affronta, sin da quando era molto giovane, una vita di luci ed ombre.

Il grande successo raccolto in campo cinematografico e televisivo si contrappone ad una salute purtroppo precaria e che lo ha costretto a ridimensionare, nel corso degli anni, drasticamente la sua carriera di attore. Nel 1991, infatti, all'età di soli 31 anni a Michael J. Fox è stato diagnosticato il morbo di Parkinson.

Il Parkinson, un disturbo del sistema nervoso progressivo che colpisce il movimento ed è caratterizzato da tremori, rigidità muscolare e cambiamenti nel linguaggio, così come una serie di altri sintomi debilitanti, viene tipicamente diagnosticato in pazienti intorno ai 60 anni.

Delle circa 6 milioni di persone malate in tutto il mondo (di cui un milione nei soli Stati Uniti), solo a meno del 10% è stata diagnosticata la malattia in età inferiore ai 50 anni. Michael J. Fox rappresenta ancor più un'eccezione, considerata la giovanissima età in cui ha scoperto di essere malato.

Intervistato da Variety, che l'ha nominato Filantropo dell'Anno, Michael J. Fox ha ammesso di aver cercato di annegare le sue paure nell'alcool fino a quando non ha deciso di affrontare la sua malattia:

Ho ricevuto questa diagnosi, mi ha spaventato e sono scappato. Ho bevuto per cancellarla, per farla andare via. Poi sono arrivato ad un punto in cui ho deciso di provare ad affrontare la malattia, chiedendomi: 'Perché non provo solo a capire cosa mi sta dicendo, che cosa vuol dire?' Mi sono detto: 'Ho bisogno di saperne di più su questo.' E dopo che ho pensato a quanto fosse allarmante, strano, spaventoso e da incubo, sono stato in grado di accettarlo, di accettare la verità. Ma l'accettazione non significa rassegnazione: significa accettare e poi andare avanti.

Nel 1998, mentre era intento a recitare nella sitcom di successo Spin City, Fox ha rivelato al mondo il suo dramma ed è diventato il volto di una malattia che era stata fino ad allora tenuta nell'ombra, considerata dalla società come una "malattia da vecchi". L'attore ha parlato davanti al Congresso statunitense, esortando il governo a stanziare più fondi per la ricerca sul Parkinson. 

Passando dalla convinzione che la sua vita fosse finita ad un impegno crescente nel far conoscere la sua malattia, Michael J. Fox, nel 2000, ha lasciato Spin City (dopo aver vinto il suo quarto Emmy come attore protagonista) e si è dedicato al suo ruolo di attivista.

In seguito ha fondato la Michael J. Fox Foundation per la ricerca sul Parkinson. Ad oggi, l'attore, con partnership in Europa, Asia e Nord America, ha finanziato oltre 800 milioni di dollari in borse di ricerca e progetti in tutto il mondo, più di quanto ogni altra fondazione del genere sul Parkinson abbia mai fatto.

Con uno staff composto da esperti neuroscienziati, ricercatori, esperti di politiche pubbliche e genetisti, J. Fox ha lanciato e sostenuto una miriade di iniziative rivoluzionarie che hanno cambiato radicalmente il volto della ricerca sul morbo di Parkinson, spingendo le comunità mediche e scientifiche a cercare una cura. 

Michael J. Fox impegnato sul setHDGetty
L'attore Michael J. Fox

Uno dei programmi più recenti e innovativi dell'attore è la sua Progression Markers Initiative of Parkinson, uno studio clinico di riferimento per identificare i biomarcatori del morbo di Parkinson. E anche se la situazione di Michael J. Fox non è priva di sfide, non manca una vena di bellezza. Lo dimostrano non solo il successo della fondazione, ma anche i suoi tre libri, diventati veri e propri best seller e la sua carriera, piena di riconoscimenti, come attore. 

Dal momento in cui ha scoperto di essere malato, Fox ha conseguito diversi premi. Ha vinto un Emmy per il suo ruolo ricorrente come tossicodipendente su una sedia a rotelle per la serie TV Rescue Me di FX. Non solo. Ha interpretato un avvocato manipolatore con discinesia (un disturbo del movimento simile a quello di Parkinson) nella serie drammatica di CBS The Good Wife (guadagnandosi l'ennesima nomination all'Emmy) e, tra le altre cose, ha interpretato l'avvocato Ethan West in Designated Survivor dell'emittente ABC.

L'attore ha dichiarato:

Amo mostrare che le persone con disabilità, che le persone con il Parkinson, sanno essere stro**e. E questo è importante. Rappresento la comunità dei disabili e mi sento parte di quella comunità. Siamo persone a tutto tondo, abbiamo solo questo problema da affrontare. 

La vita di Fox è colma di gioia e in un certo senso la malattia ha contribuito, almeno in parte, ad essa. Ogni anno, Michael suona la chitarra al gala di raccolta fondi della sua fondazione, strimpellando "Johnny B. Good" di Chuck Berry (come in Ritorno al futuro) con artisti del calibro di Chris Martin e Brad Paisley. Gioca a golf e sta lavorando a un quarto libro. Di certo, come ha affermato, trova ispirazione e sostegno nella sua grande famiglia, di cui fanno parte la moglie Pollan e i suoi 4 figli.

Ma come affrontare al meglio la malattia? Secondo Michael J. Fox non c'è una risposta del tutto precisa:

Non c'è una buona risposta su come affrontare il Parkinson. Se sei ossessionato dallo scenario peggiore che possa accaderti, allora è come se fosse successo due volte. Quindi resta il più positivo possibile, perché potrebbe fare la differenza! 

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