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Ride: il Ready Player One con la GoPro che piacerebbe a Spielberg

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Abbiamo intervistato il regista Jacopo Rondinelli e il protagonista di Ride, Lorenzo Richelmy, tra Spielberg, innovazione e le oltre 20 GoPro utilizzate per girare il film scritto, co-prodotto e supervisionato da Fabio Guaglione e Fabio Resinaro

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Da Mine a RideFabio Guaglione e Fabio Resinaro alzano nuovamente l'asticella verso un cinema italiano sempre più innovativo e sperimentale. Nel film, in uscita il 6 settembre e distribuito dalla Lucky Red, il duo cura la sceneggiatura (co-scritta con Marco Sani), oltre a rivestire il ruolo di produttori e supervisori artistici del film.

Interamente girato in Trentino, Ride vanta un cast italiano e internazionale con la partecipazione di Lorenzo Richelmy, Simone Labarga, Ludovic Hughes e Matt Rippy. La storia in apparenza è lineare: due amici che amano il brivido si dilettano nelle imprese più impervie come riders acrobatici. La loro vita cambia quando ricevono l'invito a partecipare a una misteriosa gara di downhill, premio in palio 250.000 dollari. 

Dal film RideHDLucky Red
Quando una GoPro non basta...

Ride: Quando una GoPro non basta

Perché girare un film sugli sport estremi con una sola GoPro quando se ne possono utilizzare più di 20? Non è stato semplice ovviamente realizzare questa impresa, ma il team guidato da Fabio e Fabio c'è riuscita, con un meccanismo molto particolare. Ci racconta Fabio Guaglione che in primis la difficoltà è stata quella di far partire in simultanea tutte le camere, senza considerare la mole di lavoro ingente che si sono ritrovati successivamente in sala montaggio. Uno schema efficace di pianificazione gli ha permesso di completare il montaggio in meno di un anno.

L'impresa è stata epica, ma la scommessa è stata vinta, anche se Fabio Resinaro non ha negato che, al termine del lavoro, ha capito perché un film del genere non fosse ancora stato realizzato!

Tra Ready Player One e Duel

Un omaggio sincero alla cinematografia anni '80 e al mondo videoludico. Ride contiene anche questo aspetto insieme a un vaso di Pandora che va via via ampliandosi ad ogni minuto del film. Un thriller a tinte horror che si fonda su un gioco, quello dei riders, che si trasformano i players, i cui progressi vengono costantemente monitorati attraverso droni, telecamere e app.

Il loro obiettivo non è solo correre, ma risolvere anche i vari livelli di difficoltà che si ritroveranno ad affrontare per concludere il gioco. Un gioco che diventa uno scontro a due, proprio come nel film Duel. "Gli piacerebbe a Spielberg" scherza con noi nella video intervista  Lorenzo Richelmy, uno dei due duellanti del film. 

Quella citazione a Lost che non passa inosservata

Senza fare spoiler possiamo dirvi che tutti gli amanti della serie tv Lost non rimarranno delusi. Tra varie sfumature e riferimenti, ce n'è uno nel film di Rondinelli che risulta essere  un chiarissimo riferimento alla serie  creata da J. J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber. Volete sapere quale? Dovrete andare in sala per scoprirlo!

Ride nasce già come progetto cross-mediale, abbracciando tanti ambiti diversi, fondendosi ad esempio con un fumetto che è stato realizzato e che andrà ad arricchire la trama del film. Una trama così corposa che il regista ci ha confidato di avere già il materiale per almeno tre film. E se non fosse un prodotto cinematografico un possibile sequel di "Ride"? 

Se il pubblico chiederà più dosi di questa "droga" noi siamo pronti, nel senso vero del termine, abbiamo computer pieni di idee e progetti. Abbiamo tantissime cose da dire, se ce le faranno dire tutte, sarebbe fantastico.

Questo il commento di Marco Sani e Fabio Guaglione riguardo la possibilità di un ulteriore livello, tutto da giocare, di Ride, un film innovativo e inaspettato, in cui il downhill è solo l'inizio del gioco...

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