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Io non ho paura: la trama del film e le differenze col libro di Ammaniti

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Io non ho paura è l'adattamento cinematografico del 2003 dell'omonimo romanzo scritto da Niccolò Ammaniti nel 2001. Ecco tutte le differenze tra il libro e il film di Salvatores.

Io non ho paura Medusa Film

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Una toccante storia di amicizia tra i paesaggi splendidi e rurali dell'Italia del Sud. È questo che racconta Io non ho paura, la pellicola diretta dall'acclamatissimo regista italiano Gabriele Salvatores e tratta dall'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti

Il film, uscito nelle sale italiane nel 2003, ha conquistato due David di Donatello e ha ottenuto il riconoscimento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano. Era stato scelto inoltre per rappresentare l'Italia agli Oscar, ma sfortunatamente non rientrò tra le cinque pellicole in nomination per la categoria Miglior film straniero.

Tuttavia Io non ho paura viene considerato da molti come uno dei migliori film realizzati da Gabriele Salvatores, che un Oscar l'aveva già conquistato nel 1992 con Mediterraneo. Inizialmente il libro di Ammaniti doveva essere un soggetto cinematografico, e lo scrittore avrebbe voluto farne un film a basso costo che lui stesso voleva dirigere; ma alla fine divenne un romanzo.

Riuscire quindi a trasformarlo in un adattamento cinematografico per Salvatores è stato abbastanza semplice. La sceneggiatura è stata scritta infatti dallo stesso autore Niccolò Ammaniti insieme a Francesca Marciano. 

La trama di Io non ho paura

Il protagonista Michele ed il suo amico FilippoHDMedusa Film

La storia si svolge ad Acqua Traverse, un piccolissimo borgo rurale della Basilicata, dove Michele Amitrano, dieci anni, frequenta la quinta elementare e vive con la sua famiglia. Sua madre Anna fa la domestica in un ristorante, mentre suo padre Pino è spesso fuori casa perché come lavoro fa il camionista. Durante l'estate del 1978, mentre gli adulti sono chiusi in casa per via dell'afa, Michele insieme a sua sorella più piccola Maria e al suo gruppo di amici trascorrono le loro giornate girando in bicicletta tra le stradine di campagna.

La banda di ragazzi ama sfidarsi a rincorrersi fino ad un'abitazione abbandonata tra i campi di grano e chi arriva ultimo deve pagare penitenza. Un giorno è Michele a perdere la sfida, e toccherebbe a lui pagare pegno; ma, dopo una votazione, il gruppo decide che la penitenza spetta alla loro amica Barbara. La ragazza deve abbassarsi le mutandine davanti a tutti, ma Michele interviene e decide di fare lui la penitenza e si arrampica sul muro della casa. Al termine gli amici fanno ritorno verso casa ma Michele si accorge di aver lasciato gli occhiali di sua sorella nell'abitazione abbandonata e torna indietro per riprenderli.

Il ragazzino però scopre una lastra di lamiera e si incuriosisce e decide di sollevarla, trovando un buco dove scorge un piede che esce da una coperta. Michele scappa spaventato per quello che ha visto. Alcuni giorni dopo però decide di tornare nella casa e scopre che quel piede appartiene ad un bambino come lui, biondo e quasi cieco, che è incatenato e segregato in fondo alla fossa. Michele torna a trovarlo diverse volte e gli porta da mangiare, iniziando a parlare con lui.

Una sera scopre dalla televisione che un bambino di nome Filippo è stato rapito a Milano e capisce che si tratta del ragazzino nella casa abbandonata. Intanto a casa sua arriva Sergio il milanese, un amico di suo padre molto pericoloso e violento. Michele, ascoltando di nascosto una conversazione tra Sergio e altri uomini, scopre che si tratta del capo della banda di rapitori che ha preso Filippo e tra le persone coinvolte c'è anche suo padre. I malviventi vogliono richiedere un riscatto ai genitori del bambino, che sono molto ricchi. Nel frattempo Filippo, grazie alle cure del suo nuovo amico, riesce a rimettersi in forza e riapre anche gli occhi. 

Michele decide poi di confidare il suo segreto al suo migliore amico Salvatore, ma ben presto suo padre Pino viene a sapere degli incontri tra il figlio e Filippo e gli ordina di non rivederlo mai più. Tuttavia le indagini si fanno sempre più intense, e i Carabinieri estendono le ricerche anche ad Acqua Traverse. Questo manda nel panico i rapitori che, su ordine di Sergio, decidono di uccidere il ragazzino, che nel frattempo è stato portato in un altro posto. Michele viene a scoprire il luogo dove tengono nascosto Filippo e corre in suo soccorso riuscendo a liberarlo; ma, mentre sta scappando, Michele resta intrappolato nel recinto.

Intanto, incaricato di uccidere il bambino è il padre di Michele, Pino, che pensando di sparare a Filippo colpisce alla gamba suo figlio, che sviene. Disperato, l'uomo esce dal nascondiglio portando in braccio Michele. Nel frattempo arrivano anche Filippo, tornato indietro per il suo amico, e Sergio, che tenta di uccidere il bambino. La colluttazione viene interrotta dall'arrivo dell'elicottero dei Carabinieri che arrestano il capobanda. Michele si risveglia e nella scena conclusiva del film vediamo i due amici tendersi la mano prima di essere separati. 

Io non ho paura, differenze tra libro e film

Nonostante l'adattamento cinematografico di Gabriele Salvatores sia abbastanza fedele al romanzo di Niccolò Ammaniti, ci sono tuttavia alcune differenze tra il film del regista italiano ed il libro da cui è tratto. Scopriamo insieme quali sono. 

  • Nel romanzo i due protagonisti, Michele e Filippo, hanno entrambi nove anni e sono in quarta elementare. Nella pellicola invece di anni ne hanno 10 e frequentano la quinta elementare.
  • Nel libro a Michele viene regalata una bicicletta nuova ma nel film questa scena non è presente.
  • Nella pellicola Sergio è milanese e appare solo come un uomo violento e pericoloso, che sembra non avere nessun lato umano nel suo carattere. Nel romanzo invece è romano e mostra di essere umano quando racconta le sue storie di famiglia a Michele prima di dormire.
  • Nel libro Salvatore regala a Michele la sua peggiore squadra di Subbuteo per sapere il segreto che nasconde il suo amico mentre nel film gli dà una delle sue automobili, un modello di furgoncino per l'esattezza. 
  • Nella pellicola di Salvatores la madre di Michele e Maria si chiama Anna, invece nel romanzo il suo nome è Teresa.
  • Nell'opera di Ammaniti Barbara cerca di fidanzarsi con Michele, mentre nel film tra i due bambini vi è un normale rapporto di amicizia.
  • Nel film quando Michele va in soccorso di Filippo per salvarlo arriva sano e salvo, invece nel libro il bambino si fa male alla caviglia durante il tragitto.
  • Nel romanzo di Niccolò Ammaniti la scena in cui Michele e Salvatore si riappacificano è molto più verosimile, in quanto i due mentre stanno giocando a nascondino fanno pace per poter vincere il gioco insieme. Nella pellicola invece vediamo Michele urlare a gran voce contro il suo amico dicendogli che gli avrebbe svelato il suo segreto solo a patto che poi avrebbero fatto pace. 
  • Una differenza sostanziale è rappresentata dalla figura di Melichetti al quale nel libro viene dedicato un intero capitolo ed è descritto come un uomo buono. Ma il suo modo di parlare ai suoi enormi e cattivi maiali lo fanno apparire burbero agli occhi dei bambini. Nel film invece viene mostrato come un uomo cattivo che urla contro il gruppo di amici minacciandoli di darli in pasto ai maiali. 
  • Nella scena finale del libro Sergio non è presente, mentre nella pellicola vediamo l'uomo tentare fino all'ultimo di uccidere il piccolo Filippo prima di essere arrestato dai Carabinieri.

E voi, avete notato altre differenze tra il romanzo di Niccolò Ammaniti e il film di Gabriele Salvatores?

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