Venezia 75, il videoriassunto di giornata: dalla tata di Cuarón a una Emma Stone più cattiva che mai

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Seconda giornata a Venezia 75 all'insegna di ruoli femminili spiazanti: Alfonso Cuarón ricorda la sua tata d'infanzia, Yorgos Lanthimos fa diventare cattivissima Emma Stone. Il videoriassunto di giornata.

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Se l'apertura di Venezia 75 è stata una giornata all'insegna delle interpretazioni maschili forti, oggi 30 agosto 2018 il concorso propone due dei lungometraggi più attesi, che raccontano la femminità ai suoi antipodi. Da una parte Alfonso Cuarón torna in corsa per il Leone d'Oro (forse da favorito) ricordando la sua infanzia negli anni '70 a Città del Messico, dall'altra Yorgos Lanthimos presenta La favorita, un film in costume che trasforma i veleni di corte in acutissima ironia. 

Le protagoniste di La Favorita Emma Stone e Olivia ColmanHDGettyimages
Emma Stone e Olivia Colman al photocall

Alfonso Cuarón racconta la sua infanzia in Roma 

Arriva da grande favorito Alfonso Cuarón, il regista messicano di Gravity. Il sospetto che il presidente di giuria Del Toro possa favorire lo storico amico è tale che lo stesso Guillermo ci ha scherzato su nella conferenza stampa d'apertura. D'altronde già dalle prime immagini è chiaro che Alfonso Cuarón torna a girare in messicano sì, ma con il livello di maestria di sempre.

Roma, il suo nuovo progetto prodotto da Netflix, è girato in un elegante bianco e nero, ma è tutto tranne che un'elegia del passato, come ha spiegato in conferenza stampa: 

Il bianco e nero non è quello degli anni '40 o '50 dalle lunghe ombre, è una scelta che accetta e abbraccia pienamente il formato digitale, tra l’altro piuttosto avanzato: è girato 65 mm.

Per il regista premio Oscar non è solo un ritorno a casa: è anche un ritorno alle origini. Roma infatti è la rielaborazione dei suoi ricordi d'infanzia, un periodo denso di cambiamenti familiari e politici, nella Città del Messico degli anni '70.

Alfonso Cuarón al photocall venezianoHDElisa GIudici
Alfonso Cuarón rivela "volevo raccontare la tata della mia infanzia raccontandola come una donna vera"

La storia è quella di Cleo, la tata di famiglia, che fa da donna di servizio e mamma alla numerosa prole mentre la genitrice putativa tenta di tenere in piedi un matrimonio finito. La donna era entrata a fare parte del nucleo familiare in maniera così profonda da essere considerata dai più piccoli come una vera e propria madre in casa Cuarón. Su quanto sia personale questo film, il regista non lascia spazio a dubbi: 

Cleo è basata su un personaggio della vita reale: è stata la mia bambinaia quando io ero bambino, ma faceva parte della nostra famiglia. Quando cresci qualcuno che ami non metti in discussione la sua identità, mentre qui mi sono forzato e ho tentato di vederla come una donna, umile, di origini indigene.

Le due attrici protagoniste, le due governanti di casa, parlano il mitzeco, la lingua dalle tante varianti ancor oggi parlata dagli indigeni. Da attrici non professioniste, si sono dette onorate di essere state scelte dal regista e che lui abbia voluto sentirle recitare in questo idioma, portandolo all'attenzione del pubblico. 

Sesso e scandali alla corte di Yorgos Lanthimos 

Si potrebbe parlare di femminismo per Roma, dato che mette al timone due donne di umili origini, appartenenti a una minoranza, eppure capaci di essere il centro emotivo del film. A sorpresa si può fare un discorso simile per Yorgos Lanthimos, il famigerato regista greco di The Lobster e Il sacrificio del cervo sacro, noto per la sua durezza nel raccontare il lato oscuro degli esseri umani. 

Accolto da scrocianti applausi in sala stampa e sorridente come un regista che sa di avere per le mani un film prezioso, Lanthimos spiega perché abbia voluto cimentarsi con un film in costume, ambientato nell'epoca delle guerre tra Francia e l'Inghilterra, durante il regno della regina Anna: 

Ho scoperto questi tre personaggi femminili complessi e ammalianti, ma soprattutto davvero esistiti. Ho pensato fosse un’opportunità di creare un film che ruotava attorno a tre donne caratterialmente molto complesse, cosa che accade raramente al cinema.

La favorita arriva a Venezia accompagnato dall'allure di star come Emma Stone, Nicholas Hoult e Olivia Colman, ma è stato un progetto molto lungo e complesso da realizzare. Ci sono voluti nove anni al regista greco per far partire davvero la produzione. Il suo passaggio alla lingua inglese e a Hollywood lo ha aiutato?

Se troverò una storia che mi piaccia e che richieda di essere girata in greco, beh, lo farò. Il fatto è che più lavoro fuori dalla mia patria e più mi sento greco. Sicuramente questo è dovuto al fatto che ho cominciato a lavorare in Grecia in una sorta di regime solidale, con persone che pagavano le riprese o mettevano a disposizione le loro case e il lavoro praticamente gratis. Ovviamente girare a Londra un film del genere ha un approccio completamente diverso.

Londra è stata una sfida anche per Emma Stone, che catalizza l'attenzione dei presenti dopo aver stupito con il personaggio più trasgressivo e cattivo della sua filmografia recente. L'attrice ha spiegato che essere l'unica americana sul set l'ha messa sotto pressione, perché temeva di lasciarsi sfuggire qualche parola con l'accento statunitense durante le riprese. 

L'attrice Emma StoneHDElisa Giudici
Emma Stone confessa: anche a Hollywood c'è una rivalità simile a quella raccontata in La favorita

Di fronte a una domanda piuttosto cinica, Emma Stone sorprende la sala stampa tanto quanto lascerà a bocca aperta il suo pubblico abituale con una performance crudele, e trasgressiva, via via più amorale. Le viene chiesto se anche a Hollywood ci sono rivalità come quella raccontata nel film e lei non si nasconde: 

Per quanto riguarda Hollywood non parlerei proprio di rivalità, ma è innegabile che esista una sana, seria competizione. Esistono figure di potere a Hollywood come la regina Anna e per farsi strada bisogna essere risoluti. Non avevo fatto molto caso ad questa analogia tra le due “corti” ma continuano farmi domande a riguardo e ci sto pensando.

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