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Chocolat: le frasi più belle tratte dal libro e dal film

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Una raccolta delle frasi più belle tratte dal libro di Joanne Harris e dal film con Johnny Depp.

Frame del film Miramax

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Era il 1999 quando in Italia veniva pubblicato per la prima volta Chocolat, e solo un anno dopo è stato trasformato in un film di successo. Nel romanzo, così come in tutte le opere dell’autrice Joanne Harris convoglia la sua particolare storia personale: i nonni avevano un negozio di dolciumi, la bisnonna era invece una guaritrice e a detta di alcuni una strega.

Magia, amore per il cibo e cura verso il prossimo: questi gli ingredienti del romanzo di successo del quale vi riproponiamo qui le frasi più belle. E visto che nel film recita anche uno splendido Johnny Depp in compagnia della splendida Juliette Binoche e di della bravissima Judi Dench, a seguire troverete anche le frasi e i dialoghi più belli tratti dal film.

  

Chocolat: le frasi tratte dal libro

Un pezzo di cioccolato può curare l’anima, coccolare, risvegliare i sensi o essere visto come un imperdonabile peccato. Tutte queste sono le diverse reazioni che la cioccolateria di Vianne deve fronteggiare nel piccolo e devoto paese in cui si ferma insieme alla figlia Anouk. Ecco le frasi più belle tratte da questo godibilissimo romanzo.

Un frame del filmHDMiramax

La cosa buffa è che sto cercando di ricordare come doveva essere quando l'amavo, ma c'è il nulla. Ho un vuoto. Il nulla assoluto.

 

Le cose proibite hanno sempre il gusto migliore.

 

Mi sorprendo a guardare il sole e a chiedermi come sarebbe se lo vedessi sorgere sullo stesso orizzonte per cinque - o dieci, o venti - anni. Il solo pensiero mi fa venire una strana vertigine, un sentimento di paura e desiderio.

 

C'è un alone di stregoneria in tutta la cucina: la scelta degli ingredienti, il modo in cui vengono mescolati, grattugiati, sciolti, le infusioni e come si insaporiscono, le ricette prese da vecchi libri, gli utensili tradizionali - il pestello e il mortaio - gli stessi con cui mia madre preparava l'incenso, adibiti a uno scopo più domestico, le spezie e gli aromi che perdono la loro raffinatezza e lasciano il posto a una magia più primitiva e sensuale. È quella specie di fugacità di tutto questo ciò che mi delizia: tanta cura amorevole, tanta abilità e esperienza riposte in un piacere che dura solo un momento, e che pochi apprezzeranno davvero.

Ognuno di noi ha bisogno di un piccolo lusso, di qualche piccola concessione di tanto in tanto.

 

Ho provato una pena improvvisa per mia figlia, che si immagina amici invisibili per popolare lo spazio che la circonda. Egoista pensare che una madre possa riempire completamente quello spazio. Egoista e cieca.

 

La mia fantasia sulla permanenza così ben costruita è come i castelli di sabbia che un tempo costruivamo sulla spiaggia, aspettando l'alta marea. Se non è il mare, li erode il sole e, di qui a domani, non ci saranno quasi più. Anche così provo un pizzico di rabbia, un piccolo dolore. Ma l'odore del carnevale mi guida malgrado tutto, il vento che gira, il vento caldo da... dov'era? Il Sud? L'Est? L'America? L'Inghilterra? È solo una questione di tempo.

 

I dialoghi e le citazioni dal film

Il film tratto dal libro Chocolat fu ben accolto dal pubblico: intrigante, voluttuoso e irriverente, riesce a dare vita all’atmosfera avvolgente che si respira nel romanzo quando viene descritta la cioccolateria. Ecco alcune della frasi e dei dialoghi più belli del film.

Narratore: “C'era una volta un piccolo e silenzioso villaggio nella campagna francese; gli abitanti credevano nella Tranquilité, la tranquillità. Se vivevi in questo villaggio, sapevi ciò che ci si aspettava da te. Conoscevi il tuo posto nello schema delle cose. E se ti capitava di dimenticarlo, qualcuno ti avrebbe aiutato a ricordarlo.”

 

Padre Henri: “Non possiamo andare in giro a misurare la nostra bontà in base a ciò che non facciamo, in base a ciò che neghiamo a noi stessi, a ciò a cui rinunciamo e a chi respingiamo. Credo… forse... che dobbiamo misurare la bontà in base a chi abbracciamo, a ciò che creiamo e a chi accogliamo.”

 

Armande: La tua cannella sembra rancida. 
Vianne: Non è cannella, è uno speciale tipo di peperoncino.
Armande: Peperoncino nella cioccolata calda? 
Vianne: Mm-hm, ti tirerà un po' su.

 

Vianne: E queste sono per tuo marito. Noci di cacao grezzo del Guatemala, per risvegliare la passione.
Yvette: Psshh, chiaramente non hai mai incontrato mio marito.
Vianne: Chiaramente non hai mai provato queste.

  

Vianne: “Sono brava a indovinare i gusti delle persone.”

  

Vianne: Ti piacerebbe comprare qualcosa di speciale per la tua "amica"?
Guillaume: Amica.
Vianne: Sì, l'adorabile signora da cui il tuo cane è così attratto.
Guillaume: Oh, no. Non devo. La signora audel è in lutto per suo marito.
Vianne: Oh, mi dispiace. Quando è morto?
Guillaume: La guerra. Una granata tedesca.

Vianne: Oh, capisco. Be', sono passati 15 anni dalla guerra, così...
Guillaume: No, non quella guerra. Il signor Audel è stato ucciso il 12 gennaio 1917. È stato un brutto colpo per la signora Audel.
Vianne: Così sembrerebbe.

  

Roux: Probabilmente dovrei avvertirti che se diventi nostra amica, ti inimicherai gli altri.
Vianne: È una promessa?
Roux: È garantito.

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