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Balla coi lupi, trama e significato di libro e film

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Balla coi lupi è la storia di un uomo bianco che trova una famiglia nella tribù dei Sioux. Ecco la trama e il significato dell'epico film di Kevin Costner.

Una scena di Balla coi lupi Orion Pictures

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Balla coi lupi è un film del 1990 di genere western con Kevin Costner che figura come attore protagonista, regista e sceneggiatore. Il copione è stato tratto da un libro, scritto da Michael Blake tra il 1985 ed il 1987 per la maggior parte presso la casa dello stesso Costner.

La pellicola, che ha conquistato sette Oscar, è stata considerata molto positivamente dal pubblico come dalla critica, soprattutto per il revival del genere western, che nei primi ’90 sembrava ormai dimenticato, e per l’importante messaggio culturale di fratellanza e pace.

La storia è ambientata durante la Guerra di Secessione e racconta delle prime selvagge opere di colonizzazione americana nei territori del West, neutralizzando gli indigeni preesistenti, e della presa di coscienza di un uomo americano che si avvicina alla tribù dei Sioux arrivando a considerarli "il suo popolo" e rinnegando il proprio.

Nel ruolo del protagonista Dunbar troviamo Kevin Costner mentre Mary McDonnell interpreta Alzata con Pugno e Graham Greene Uccello Scalciante.

La trama

Una scena di Kevin Costner con i Sioux in Balla coi lupiHDOrion Pictures
Dunbar e la sua amicizia con i Sioux

Balla coi lupi parte nel 1863, durante la Guerra di Secessione.

Kevin Costner interpreta il tenente Dunbar, che fa parte dell’esercito Unionista. Dopo una brutta ferita, l’uomo si fa prendere dal panico e si lancia a cavallo in un atto suicida verso il fronte nemico. Il suo gesto, però, distrae gli avversari e consente una brillante vittoria ai suoi.

Dunbar sopravvive, viene curato adeguatamente, riceve onori e Cisco, il cavallo fortunato con cui aveva tentato il suicidio, sopravvivendo. Ha la possibilità di decidere la sua prossima destinazione e, così, dal Tennessee si fa spostare a Fort Hays, in Ohio, al limite delle praterie.

Si ritrova a Fort Sedgewick, un avanposto dimenticato e isolato, che viene completamente ignorato dopo un attacco da parte degli Indiani Pawnee contro un mulattiere.

Affascinato dalla solitudine, Dunbar si dedica a ricostruire la sua nuova casa, annotando tutto su un diario, in compagnia solo del suo cavallo e di un lupo dalle zampe bianche, che il soldato battezza Due Calzini.

L’isolamento porterà il tenente ad avvicinarsi alla tribù dei Sioux, rivali degli Indiani Pawnee e molto più tolleranti e pacifici. Dunbar conoscerà nuove persone, nuove usanze, una nuova lingua e una nuova cultura. Inaspettatamente s’innamora anche di una donna, Alzata con Pugno, di origine caucasica, adottata dai Sioux dopo l’uccisione dei suoi genitori da parte dei Pawnee.

Dunbar finalmente ha trovato una famiglia e, grazie al suo aiuto e alla sua esperienza, i Sioux riusciranno ad avere la meglio sui Pawnee.

Intanto, però, tornato al proprio avanposto, Dunbar incontra alcuni soldati del suo reggimento che lo catturano e lo condannano a morte per alto tradimento. Grazie agli amici Indiani, il tenente riesce a salvarsi ma a questo punto è costretto ad allontanarsi da loro per non metterli in pericolo, suggerendo anche di spostare l’accampamento per evitare ritorsioni da parte dei bianchi.

 L'epilogo informa che 13 anni dopo i Sioux furono completamente assoggettati dal governo americano.

Il significato

Una scena di Balla coi lupi con Dunbar con la bandiera USAOrion Pictures
Dunbar e il concetto di appartenenza culturale in Balla coi lupi

Il titolo del film, Balla coi lupi, si riferisce al nomignolo dato dagli Indiani a Dunbar, per la sua amicizia con Due Calzini.

Il film parla di un incontro e uno scontro culturale, quello tra il popolo "ospite" americano e le tribù degli Indiani, veri abitanti di quei territori.

La lingua, il sistema di valori, la religione, la cultura dei Sioux appare completamente incompatibile con quella dei coloni, eppure un militare come Dunbar, conoscendo meglio i propri "vicini di casa", scopre alcuni elementi universali che lo fanno sentire ain famiglia, più di quanto si fosse mai sentito insieme ai propri commilitoni.

Il rispetto per la natura, per i luoghi sacri, per gli animali e le comunità preesistenti non dovrebbero essere principi diversi da cultura a cultura. Per questo Dunbar trova un linguaggio comune con i Sioux, e dal momento del dialogo passa a quello della sensazione di appartenenza.

Il mio nome è Balla coi lupi. Non parlerò con nessuno. Non vale la pena parlare con voi.

In questo senso Balla coi lupi rompe e riscrive le regole della comunicazione: Dunbar non riesce a parlare con i propri simili, si trova meglio con un lupo e con la propria solitudine, finché, in un accampamento, trova qualcuno che lo capisce.

Parallelamente, Costner riscrive i punti fermi del western come "il genere dello spazio", della preminenza sull'atto performativo su quello verbale, della coabitazione con gli animali, della riflessione, del rapporto uomo-territorio e della riscoperta di sè tramite il diverso.

Cosa ne pensate? Vi è piaciuto questo celebre kolossal?

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