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Le enormi corna di un cervo gigante estinto ripescate in Irlanda

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Le acque profonde regalano tanti tesori e lo sanno bene due pescatori irlandesi. Quando una battuta di pesca si trasforma in una lezione di paleontologia.

Il pescatore e il suo fossile di cervo gigante Ardboe Gallery/Facebook

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Si conoscono tante storie di ripescaggi in mare fatti di relitti, tesori e antiche statue, un po' meno comune è invece sentir parlare di teschi e fossili millenari. Questo è proprio quello che è accaduto in Irlanda a due pescatori.

Lo scorso 5 settembre Raymond McElroy e Charlie Coyle, i due fortunati pescatori, si trovavano a Lough Neagh - un lago vicino Ardboe nell'Irlanda del Nord - in cerca di pesce comune, ma invece di trovare l'ittica cena hanno pescato delle "corna giganti".

Secondo quanto riportato da BelfastLive, i due ignari paleontologi dapprima erano convinti di aver recuperato un pezzo di quercia nera nella propria rete, poi si sono trovati fra le mani il teschio e i relativi palchi di un esemplare di cervo gigante estinto da oltre 10mila anni.

Il fossile rinvenuto sarebbe potuto finire nuovamente nel fondo del lago per chissà quanto altro tempo, ma la fortuna ha voluto che l'attento Raymond McElroy facesse una veloce associazione tra le corna in suo possesso e il ritrovamento di una mascella di cervo gigante risalente al 2014 nello stesso punto del lago. 

Probabilmente i due resti appartengono allo stesso esemplare di Megaloceros giganteus e, in attesa di capire dove sarà collocato l'ultimo fossile ritrovato a Lough Neagh, Raymond McElroy conserva le corna giganti nel proprio garage.

Ma cos'è un Megaloceros giganteus?

Altrimenti noto come cervo gigante, il Megaloceros giganteus appartiene alla famiglia dei cervidi ed è, presumibilmente, vissuto nel Pleistocene in Eurasia e Africa settentrionale. 

Il maestoso mammifero si estinse più di 10mila anni fa, in seguito alla famosa Era Glaciale. Diversi resti e fossili di questi esemplari sono stati ritrovati in Irlanda, luogo in cui si spostavano i cervi giganti alla ricerca di cibo, per via delle tipiche pianure erbose dei luoghi.

Il cervo gigante deve il suo nome alle misure delle enormi corna, che potevano raggiungere anche i 3 metri e mezzo di ampiezza
Ma corna grandi comportano grandi conseguenze.

Infatti, se da un lato la grandezza dei palchi consentiva ai maschi della specie di attrarre più femmine per l'accoppiamento, dall'altro la loro eccessiva ampiezza ne impediva i movimenti tra gli alberi e, quindi, la regolare alimentazione.

Ci sono molte teorie sull'estinzione di questa specie - cambiamento climatico, carenza di calcio, mutamento della conformazione fisica - ma tutte coincidono sulla causa principale: le corna eccessivamente grandi.

Alcuni studi infatti ipotizzano che le corna in questione - essendo totalmente ossee - avessero bisogno di tanto calcio e il mutamento climatico dell'epoca ne impediva il facile reperimento in natura. Così le corna assorbivano tutto il calcio assimilato, togliendolo alle restanti ossa che avrebbero sviluppato così una forma di osteoporosi che ha indebolito l'animale e l'ha reso vulnerabile.

Altre teorie sul cambiamento climatico e faunistico della Terra affermano che, con la crescita degli alberi e l'infittirsi dei boschi, le ampie corna impedivano i movimenti dei mammiferi che non potevano nascondersi o difendersi dall'attacco di altri predatori e dalla caccia dell'uomo.

Il prezioso ritrovamento fatto in Irlanda del Nord - vista l'ottima conservazione delle ossa - consentirà di studiare ancora di più questa affascinante specie e di calcolare l'esatto momento in cui i cervi giganti si sono estinti.

Le corn probabilmente finiranno in un museo locale o verranno donate a qualche istituto universitario e saranno sicuramente annoverate tra le più strane battute di pesca di Ardboe.

Il premio per il "pescato del giorno" va quindi a Raymond McElroy e Charlie Coyle.

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