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Premio Campiello 2018, Rosella Postorino stravince con Le assaggiatrici

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Ogni boccone, per loro, potrebbe essere l'ultimo: sono le assaggiatrici di Hitler e, con la penna di Rosella Postorino, hanno trionfato al Premio Campiello 2018.

Rosella Postorino, Le Assaggiatrici Feltrinelli

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Quali compromessi siamo disposti ad accettare pur di sopravvivere?

Rosa ha avuto il privilegio e la condanna di assaggiare il cibo di Hitler e la sua storia si è aggiudicata il Premio Campiello 2018.

167 (su 300) sono stati i voti assegnati dalla giuria popolare a Rosella Postorino, che ha trionfato in questa cinquantaseiesima edizione del Premio letterario nato nel 1962.

Nella sofisticata cornice del Teatro La Fenice, Venezia – dopo l’iconica Mostra cinematografica – si è ritrovata a celebrare un altro successo culturale con Le assaggiatrici.

Il romanzo, edito Feltrinelli, ha trionfato su Francesco Targhetta con Le vite potenziali, giunto al secondo posto con 42 voti, e la favorita Helena Janeczek, che con La ragazza con la Leica quest’anno si è già portata a casa il Premio Strega.

Chi è la vincitrice del Premio Campiello 2018?

Editor di casa Einaudi, calabrese d’origine e romana d’acquisizione, Rosella Postorino ha già una bella schiera di vittorie alle spalle.

Ha esordito nella narrativa italiana nel 2004 con il racconto In una capsula, collocato all’interno dell'antologia Ragazze che dovresti conoscere.

Il primo romanzo, però, è arrivato nel 2007: La stanza di sopra si è aggiudicato sia il Premio Rapallo (in qualità di Opera Prima) che il Premio Città di Santa Marinella (ed è stato tra i finalisti del Premio Strega 2007).

Prima di essere proclamata vincitrice del Premio Campiello, la Postorino ha pubblicato per Einaudi L'estate che perdemmo Dio e Il corpo docile (con il quale si è aggiudicata il Premio Penne-Mosca 2013).

Le assaggiatrici del Führer

La copertina de Le assaggiatrici Feltrinelli
Le assaggiatrici, di Rosella Postorino

La Postorino ci riporta al periodo nazista, in cui fame e paura avevano il predominio sulla vita. La prima volta che Rosa Sauer si reca alla Tana del Lupo è affamata, anche se non dovrebbe perché ogni boccone potrebbe essere l’ultimo.

Insieme ad altre nove donne, il suo compito sarà quello di assaggiare tutti i pasti del Führer, rimanere sotto osservazione per un’ora grazie all’occhio vigile delle guardie e accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato.

Ho raccontato la storia di una persona complice suo malgrado, una persona colpevole non di dolo però, perché non ha l'intenzionalità di compiere il male, ma di fatto mantiene in vita Hitler, il più grande criminale del Novecento.

Ogni giorno, Rosa e le altre nove donne vengono portate via dalle loro case e condotte alla Tana del Lupo, il quartier generale di Adolf Hitler ben nascosto nella foresta, dove il ruolo di vittima e complice inizia a mischiarsi.

È l’autunno del ’43 e nella mensa della Tana del Lupo le dieci donne combattono la paura allacciando amicizie e creando inimicizie finché, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler, un uomo che porta con sé la paura e che instaura con Rosa un legame inaudito.

Margot Wölk: la vera assaggiatrice

Rosa Sauer è una delle dieci donne che hanno ottenuto l’ingrato compito di assaggiare i pasti di Hitler. Prima di Rosa, però, c’è stata Margot Wölk, la cui storia vera è stata fonte d’ispirazione per la Postorino.

All’età di 96 anni, Margot Wölk aveva raccontato di essere stata un’assaggiatrice di Hitler presso la caserma di Karusendorf ed è da questa cruda verità che nasce Le assaggiatrici della Postorino.

Avrei voluto incontrarla. Sono riuscita a trovare il suo indirizzo di casa, a Berlino, le ho scritto una lettera, ma mentre la stessa viaggiava verso quell'abitazione, la Wölk è morta. […] Avrei voluto incontrarla perché ho pensato che non raccontò mai a nessuno questa storia perché la vedeva come qualcosa di indicibile, di inconfessabile.

Avete letto Le assaggiatrici?

Cosa ne pensate di questa vittoria?

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