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Interstellar 2: un sequel (o prequel) al film di Nolan è possibile?

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Un seguito del film di Nolan che direzione prenderebbe? Ecco gli aspetti da considerare in merito ad un ipotetico secondo capitolo.

Matthew McConaughey e Anne Hathaway in una scena del film Serenity Global Road Entertainment

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È stato ribattezzato grossolanamente come il "2001 del nuovo Millennio". Niente di più falso. Non che Interstellar non sia a tutti gli effetti un capolavoro della fantascienza moderna. Però, al netto delle strizzate d'occhio allo sci-fi per eccellenza firmato Stanley Kubrick (il gioco di movimenti della mdp durante le coreografie spaziali che vedono protagonista l'Endurance, la presenza del robot TARS e così via), la pellicola di Christopher Nolan è quanto di più speculare vi sia rispetto all'odissea spaziale che uscì al cinema nel lontano '68.

Quello con Matthew McConaughey è un dramma che si consuma tra wormhole e galassie sconosciute e che, a differenza del film di Kubrick, va in cerca di risposte invece di procedere per allegorie, in un tentativo - assai meno cerebrale del precedente, questo è assodato - di operare a livello di esegesi del mistero che circonda da sempre il senso della vita.

Interstellar, nell'avventurarsi nell'ignoto spaziotemporale, si appella ai (buoni) sentimenti, mescolando cuore - l'amore di un padre per la propria figlia - e ragione (dati scientifici, leggi della fisica, verosimili più che documentabili), finendo su un'orbita assai lontana da quella percorsa dalla pietra miliare kubrickiana.

Interstellar 2? La teoria dei sequel

Il film di Nolan, al di là di alcune approssimazioni a livello di sceneggiatura, ha conquistato la stragrande maggioranza degli spettatori (e buona parte della critica), arrivando ad incassare nel mondo una cifra vicina ai 700 milioni di dollari.

Normale, quindi, sentir parlare di un seguito del film o, addirittura, di un prequel, specie dopo la pubblicazione di Absolute Zero, il fumetto prequel scritto da Nolan e illustrato da Sean Gordon Murphy, il cui focus è incentrato su uno dei personaggi chiave del film: il dr. Mann di Matt Damon, uno dei 12 astronauti della missione Lazarus ideata dalla NASA dieci anni prima del tentativo di Cooper (McConaughey).

Una tavola di Absolute ZeroHDWired

Chi ha visto il film sa che il personaggio di Damon è uno dei tre scienziati che è (almeno apparentemente) riuscito nel compito di inviare dati positivi sulla Terra circa la vivibilità di uno dei pianeti situati in prossimità del buco nero Gargantua. Scopriamo, però, che i parametri forniti da Mann sono in realtà truccati: una menzogna dell'astronauta per scampare ad una morte certa.

L'idea di un prequel di Interstellar, di conseguenza, avrebbe già un possibile nucleo narrativo, poco esplorato nel film di Nolan (molti, vedendo apparire Matt Damon in scena, avranno pensato addirittura ad un crossover con Sopravvissuto - The Martian) ma accennato nel fumetto.

Più difficile, invece, ipotizzare un sequel dello sci-fi con Anne Hathaway e Jessica Chastain. Come anticipato in apertura, Interstellar procede sì in maniera poco lineare, ma le risposte superano di gran lunga i quesiti insoluti una volta che sullo schermo appaiono i titoli di coda: nello speciale di MondoFox dedicato al film abbiamo parlato del significato del "tesseratto", abbiamo fornito una chiave interpretativa per il finale e spiegato, a grandi linee, chi sono (o sarebbero) i "loro" del film.

Un seguito della space opera di Nolan, quindi, non solo faticherebbe a trovare uno sviluppo narrativo che non si risolva solo in uno script interessato ai personaggi secondari, peraltro sempre nell'ambito di un'ottica prequel (il prof. Brand di Michael Caine, la famiglia di Cooper, il già citato Mann), ma rischierebbe anche di cadere nel déjà-vu (il futuro distopico) o, peggio, sciupare tutto con un banale dramma amoroso. A pensarci bene, infatti, l'unico sospeso di Interstellar è il ricongiungimento di Cooper con Amelia dal sapore di happy ending.

C'è infine un aspetto da considerare: difficilmente Christopher Nolan è interessato ad un sequel (l'unica eccezione è rappresentata dalla trilogia de Il cavaliere oscuro). Se fosse per il fratello Jonathan, sceneggiatore di Interstellar, già l'epilogo dello sci-fi avrebbe troncato sul nascere ogni ipotesi relativa ad un sequel: nella prima stesura, infatti, il protagonista Cooper, avventuratosi nel del ponte di Einstein-Rosen nel disperato tentativo di comunicare con sua figlia Murph, moriva a causa del collasso del cunicolo spazio-temporale. Buio. Fine. È stato Christopher a rendere più zuccheroso e strappalacrime il finale.

In conclusione, si può affermare che la teoria del tutto del cinema indica che, spesso, un film rappresenta un'esperienza unica, irripetibile. Interstellar è uno di quei film. Per i sequel ci sono sempre le missioni impossibili di Tom Cruise, i cinecomic Marvel, le saghe giurassiche. Può bastare. Forse.

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