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Closer, il significato del film di Mike Nichols

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Due coppie, verità, bugie, affetto e desiderio. Closer indaga la complessità dell'animo umano e dell'amore e offre un ritratto lucido e impietoso della vita e delle relazioni.

Julia Roberts, Jude Law, Natalie Portman e Clive Owen nel poster di Closer Columbia Pictures

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Cos'è l'amore? Nei rapporti di coppia, la verità assoluta è un bene o un male? Alcune persone cercano ostinatamente... l'infelicità?

Mike Nichols, il regista de Il laureato (per il quale ha vinto l'Oscar nel 1968), ha provato a rispondere a queste domande in Closer. O per meglio dire, ha offerto agli spettatori una serie di spunti su cui riflettere per trovare una risposta. Se esiste.

Basata sull'omonima opera teatrale del drammaturgo inglese Patrick Marber, la pellicola è ambientata a Londra e conta su un cast stellare, composto da Julia Roberts, Jude Law, Natalie Portman e Clive Owen. I 4 interpretano rispettivamente l'ex spogliarellista americana Anna, l'autore di necrologi e aspirante scrittore Dan, la fotografa di successo Alice e il rude dermatologo Larry, due uomini e due donne che nel corso degli anni intrecciano una serie di relazioni tra di loro, costellate di tradimenti, rappacificazioni, menzogne, rivelazioni e compromessi.

Il significato del film sta proprio nel tentativo di rappresentare la sciarada della vita e dell'amore e per questo non è univoco, ma cambia a seconda del vissuto e della sensibilità di chi guarda. 

Amore vero e immaginato

Closer è arrivato in sala nel 2004, accompagnato da una tagline che è una cinica, amara constatazione della debolezza dell'animo umano e della fragilità dei sentimenti:

Chi ama a prima vista, tradisce a ogni sguardo.

Il destino (e in un caso, una perversa ironia della sorte) fa incontrare e scattare il colpo di fulmine tra Dan e Alice e Anna e Larry. Ma l'amore che lega ciascuna delle due coppie si rivela ben presto una illusione. 

Dan non conosce realmente Alice, che fin dall'inizio della relazione è reticente a raccontare del proprio passato e mente sul proprio nome. Alice ignora (o sembra ignorare) la frustrazione di Dan, la sua mancanza di talento e la ossessiva, stanca rincorsa a un sogno irrealizzabile. Entrambi sono sfuggenti, ripiegati su sé stessi, incompiuti. Ma fingono di essere felici. Mentono sapendo di mentire oppure no?

La storia suggerisce che forse Alice non è ignara come appare, ma anzi ha sempre interpretato consapevolmente una parte, cercando quasi con disperazione di creare quel rapporto d'amore perfetto, la cui illusione spinge uomini e donne ad annaspare e arrabattarsi in una ricerca senza fine di un imprecisato "qualcosa" che dia un senso alla loro esistenza e colmi il vuoto che sentono dentro.

La relazione tra Dan e Alice è come un muro pieno di buchi e di crepe, in cui il (nuovo) colpo di fulmine tra Dan e Anna e la catena di eventi che ne segue è l'acqua che erode i mattoni e mangia la malta, fino al crollo che travolge i due amanti e i loro partner. 

Del resto, la storia tra Anna e Larry nasce da una menzogna di Dan e si sviluppa con il suo fantasma sempre sullo sfondo. Larry intuisce che la compagna e poi moglie non è completamente sua e instaura con Alice un rapporto che oscilla pericolosamente tra sentimento e lussuria, bisogno d'affetto e desiderio di vendetta.

Alla resa dei conti, Larry e Alice sembrano quelli più consapevoli del gioco d'amore che hanno vissuto, inflitto e subito. Cinici, bugiardi, opportunisti, spregiudicati, ma mai rassegnati. E infatti, alla fine ottengono quello che all'apparenza volevano. Larry torna con Anna e Alice (forse) trova sé stessa. 

Verità, mezze verità e menzogna

Il gioco d'amore tra Dan, Alice, Anna e Larry è scandito dall'ossessione dei 4 per la verità. Mentre Dan, Anna e Larry vogliono sapere se i loro partner li hanno traditi e sembrano non potere fare a meno di conoscere i dettagli dei loro incontri, Alice preferisce ignorarlo e continuare a fingere che tutto vada bene. Il grande dilemma di Closer, la domanda senza risposta dell'amore, ruota proprio intorno alla posizione della giovane nei confronti della verità, ovvero che ciò di cui non si parla, non esiste.

Quando Dan le confessa di averla tradita con Anna, lei lo lascia. E una volta tornati insieme, quando lui le chiede se è stata con Larry, lei chiude definitivamente la loro storia. Anche Dan non riesce ad accettare la sincerità di Anna, quando la donna gli rivela che è stata a letto un'ultima volta con il marito per ottenere il divorzio. Però perdona (o sembra perdonare) Alice, nel momento in cui lei ammette la relazione con Larry. 

L'unico che appare in grado di gestire la verità è proprio Larry. Pur soffrendo, infuriandosi e vendicandosi, l'uomo sembra trovare nella conoscenza dei fatti una pacificazione, un equilibrio, che - almeno stando a quello che dice e mostra - gli permettono di perdonare, voltare pagina e andare avanti.

Alla fine, la domanda se in amore è meglio essere del tutto sinceri o tenere segrete alcune cose, non trova risposta. O meglio, ne trova tante diverse, una per ogni amante, per ogni relazione, per ogni momento della vita.

La ricerca della... infelicità

Nella commedia della vita e dell'amore di Closer, mentre Dan, Alice e Larry agiscono, Anna subisce le azioni degli altri protagonisti.

Quando inizialmente rifiuta le avances di Dan e nel momento in cui dice a Larry di averlo tradito, sembra essere lei a decidere. Ma in realtà, tutto ciò che sceglie e che fa è la conseguenza di qualcosa detto e fatto dalle persone che le gravitano intorno.

Anna ha un atteggiamento passivo, che è la causa e la conseguenza della sua esistenza nel segno dell'infelicità.

Quando Dan chiede a Larry di lasciarla andare perché possa essere felice, l'uomo gli risponde che la moglie non vuole essere felice. E quando il giovane ribatte che tutti vogliono essere felici, Larry è lapidario:

I depressivi no. Vogliono essere infelici per confermare la depressione. Se fossero felici non potrebbero essere depressi. Dovrebbero uscire nel mondo e vivere. Il che può essere deprimente.

L'imprecisato "qualcosa" che muove e giustifica l'esistenza di Anna è una volontaria, continua, totale immersione nella sofferenza e nel senso di colpa mascherata da amore e ricerca di amore.

Una distorta interpretazione delle emozioni e dei sentimenti, che mostra impietosamente la fragilità e la fallibilità della natura umana e pone un grande interrogativo sulla capacità di uomini e donne di vivere, amare ed essere felici.

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