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I mangaka giapponesi che hanno lasciato un segno nella storia

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Da Go Nagai ad Akira Toriyama, i 17 mangaka giapponesi più importanti di sempre.

Go Nagai, uno dei più importanti mangaka di sempre Getty Images

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Disegnare manga è un'arte. In molti cercano di raccontare storie tratteggiando linee con la matita, ma sono pochi quelli che riescono a farne un lavoro vero e proprio.

Se però hai questo dono, puoi essere ricordato nel tempo. Ci sono disegnatori che hanno fatto la storia dei manga con le loro opere, che siano shonen, seinen, shojo o appartenenti ad altre categorie. Abbiamo dunque voluto rendere omaggio ad alcuni dei mangaka giapponesi più importanti di sempre con un articolo, per ricapitolare quanto di buono hanno realizzato con le loro mani d'oro.

Attenzione: non sono soltanto elencati coloro che hanno prodotto dei masterpiece, ma anche i disegnatori che hanno in qualche modo contribuito a rendere famosi i fumetti nipponici pur senza vendere decine di milioni di copie nel mondo.

INDICE

Buona lettura!

Hiro Mashima

Un mangaka che, sin dalla tenera età, sa di voler fare il disegnatore. D'altro canto suo padre è un artista, vera fonte d'ispirazione per lui. Un uomo creativo, che muore quando Hiro è ancora giovane.

La passione del figlio però non si spegne e, anzi, lo spinge a iscriversi a un'accademia di manga dopo aver terminato le scuole superiori. Poco dopo smette di frequentare le lezioni: afferma che, mentre studiava le basi, percepiva che quello non gli sarebbe stato utile per diventare un professionista.

A soli 21 anni pubblica la sua prima opera: Rave - The Groove Adventure, manga che diventa uno dei maggiori best seller nipponici di fine anni '90 (nonostante un debutto tutt'altro che roseo). Al fumetto di Mashima non solo viene dedicata una serie anime, ma anche diversi videogiochi e gadget.

Non è qui che la carriera del mangaka si ferma, comunque: nel 2006 nasce infatti Fairy Tail, shonen di genere fantasy che vende più di 60 milioni di copie nei suoi oltre dieci anni di serializzazione.

I protagonisti di Fairy TailHDStar Comics

Rumiko Takahashi

Nasce a Nigata nel 1957. Sebbene mostri scarso interesse per i manga durante l'infanzia, le capita di disegnare dojinshi mentre frequenta le superiori. La carriera professionale della Takahashi comincia nel 1978 con Katte na Yatsura, noto principalmente per contenere molti dei temi presenti in Lamù, partorito poco dopo.

Quello incentrato sulla "ragazza dello spazio" non è il solo manga di successo nei primi anni della carriera di Rumiko: nel 1987 vengono pubblicati Maison Ikkoku (conosciuto in Italia come Cara dolce Kyoko) e Ranma 1/2, forse la sua opera più conosciuta.

Ranma termina nel 1996, ma l'attività della disegnatrice prosegue brillantemente: nello stesso anno comincia infatti Inuyasha, famoso dalle nostre parti soprattutto per l'anime trasmesso su MTV dal 2001 al 2011, in prima serata.

La Takahashi è una dei mangaka più ricchi del Giappone e lo scorso anno (2017) i suoi lavori hanno oltrepassato quota 200 milioni di copie vendute (non a caso è la disegnatrice che ha venduto più di ogni altra nella storia).

Akane abbraccia RanmaStar Comics

Takehiko Inoue

Prima di debuttare professionalmente, Inoue fa l'assistente di Tsukasa Hojo, al lavoro su City Hunter. La sua prima pubblicazione arriva nel 1989 con Chameleon Jail, di cui però si occupa soltanto delle illustrazioni (la storia è infatti scritta da Kazuhiko Watanabe).

Nel 1991 viene pubblicato il manga che gli dà la fama internazionale: Slam Dunk, un fumetto che racconta la storia di una squadra di basket liceale, in un mix di avvincenti partite, humour e vicende amorose del protagonista. L'opera diventa un vero e proprio modello per le nuove generazioni di mangaka e ha un forte impatto sulla cultura giapponese.

La passione di Inoue per la pallacanestro si materializza anche nel suo lavoro successivo, Buzzer Beater, incentrato su un team terrestre alle prese con un torneo intergalattico. Poi è il turno di Vagabond e Real: il primo reinventa la storia del ronin Musashi Miyamoto, il secondo tratta il basket in carrozzina dando enfasi più al lato umano che allo sport vero e proprio.

I lavori di Inoue, soprattutto Slam Dunk, hanno contribuito a dare popolarità alla pallacanestro nel Sol Levante.

Rukawa in Slam DunkPanini Comics

Akira Toriyama

Noto ai più come "il papà di Dragon Ball", nasce a Nagoya nel 1955. Disegna sin da bambino ispirandosi ad anime e manga, insieme ai suoi compagni di classe, non avendo tante altre alternative per intrattenersi. La sua abilità si affina facendo ritratti ai suoi amici, e già da giovane riesce a portarsi a casa un premio locale.

La sua popolarità raggiunge un livello internazionale con la pubblicazione di Dr. Slump, dove l'esuberante personaggio di Arale riesce a conquistare i cuori dei lettori nipponici. Chiaramente è Dragon Ball, nel 1984, che rende Akira Toriyama uno dei mangaka più celebri di tutti i tempi.

Il fumetto dedicato a Goku e compagnia è tra i più influenti della storia e contribuisce persino ad aumentare le vendite di Shonen Jump, rivista su cui viene pubblicato.

Di lavori minori ma pur sempre da ricordare ce ne sono parecchi: nel 2006 pubblica insieme a Oda (autore di One Piece) un crossover autoconclusivo tra Dragon Ball e One Piece intitolato Cross Epoch; insieme a Masakazu Katsura, creatore di I''s e Zetman, si occupa invece di Sachie-chan's goo! (storia sempre autoconclusiva).

Meritano inoltre di essere menzionati Oishi shima no U-sama, manga per un'organizzazione impegnata in campagne di sensibilizzazione su tematiche ambientaliste, e Jaco the Galactic Patrolman, un prequel/spin-off di Dragon Ball.

Goku e Vegeta a confronto HDStar Comics

Hiromu Arakawa

Il vero nome di Arakawa è Hiromi e deve il suo successo a quel capolavoro di Fullmetal Alchemist. Da giovane frequenta corsi di pittura a olio e lavora nella fattoria di famiglia.

La sua prima pubblicazione è Stray Dog, manga incentrato su un guerriero che si guadagna da vivere saccheggiando villaggi e su un cane dall'intelligenza supersviluppata; Fullmetal Alchemist la rende poi famosa in tutto il Mondo, grazie alla sua storia avvincente che tocca il tema del profondo legame tra fratelli.

Nel 2006 è il turno di Hero Tales, ma torna a far parlare di sé solo cinque anni dopo, con il fumetto dedicato al mondo agrario Silver Spoon (di cui la trasposizione animata ha avuto un gran successo).

Edward Elric, protagonista del fumettoPanini Comics

Eiichiro Oda

Qualcuno potrebbe pensare che Oda abbia avuto tempo soltanto per One Piece nella sua vita, tanto è lunga la sua epopea piratesca. Ebbene, più o meno è così.

Sin da giovane si ispira ai lavori di Toriyama e comincia la sua carriera con Wanted!, che gli permette di aggiudicarsi vari premi. Nel 1999 fa capolino su Weekly Shonen Jump la sua opera magna, che ben presto diventa uno dei fumetti più apprezzati in Giappone.

Le avventure di Rufy e la sua ciurma raggiungono vette mai toccate prima: grazie a One Piece, Oda diventa l'autore del manga più venduto nella storia, con oltre 430 milioni di copie nel mondo.

Rufy, protagonista del fumettoHDStar Comics

Ai Yazawa

Ai è un altro importante esempio di come le donne sappiano farsi largo nel panorama fumettistico. Da giovane studia presso una scuola di moda a Osaka, che tuttavia abbandona presto per potersi dedicare al disegno (la passione per la moda è palpabile nei suoi manga, sempre dettagliati nella riproduzione dell'abbigliamento).

Tra i suoi lavori più famosi spiccano sicuramente Gokinjo monogatari (meglio noto a noi italiani come Cortili del cuore), il suo seguito Paradise Kiss, e Nana - sopra ogni altro.

Lo shojo, che racconta la storia di Nana Komatsu e Nana Osaki, due ragazze totalmente opposte che si incontrano casualmente durante un viaggio in treno, ha ricevuto una calorosa accoglienza e ha ispirato una serie animata, live-action e videogiochi.

Le due Nana in un abbraccioPanini Comics

Osamu Tezuka

Passato a miglior vita nel 1989 (all'età di 61 anni), è da molti considerato "il padre dei manga". Inventa lui, infatti, gli occhi grandi caratteristici di molti fumetti giapponesi.

A diciotto anni pubblica la sua prima opera, Maachan no Nikkicho, ma il successo arriva l'anno seguente con Shin Takarajima (ispirato a L'isola del tesoro di Robert Louis Stevenson), che getta le basi del manga moderno.

Nel 1950 viene pubblicato Jungle Taitei (conosciuto da noi come Kimba, il leone bianco), mentre due anni più tardi è il turno di Astro Boy, il più famoso personaggio delle sue produzioni nonché manga-simbolo della storia del fumetto made in Japan.

Il progetto più ambizioso di Tezuka è tuttavia Hi no Tori, una serie di racconti che dipingono la storia dell'uomo e del suo costante desiderio di ottenere l'immortalità. Come simbolo sceglie la fenice, l'uccello di fuoco ("hi no tori" in giapponese, appunto).

Tra i lavori di Tezuka da ricordare c'è anche Ribbon no kishi (da noi noto come La principessa Zaffiro), che molti ritengono il primo shojo moderno.

Astro Boy in una scena del fumettoPanini Comics

Masashi Kishimoto

Nasce a Nagi, nel 1974. Cresce guardando gli anime di Doraemon, Mobile Suit Gundam e Dr. Slump & Arale; con il passare del tempo si accorge che la passione per il disegno non può rimanere soltanto un hobby.

Prende spunto da Katsuhiro Otomo (l'autore di Akira) e Akira Toriyama, tratteggiando brevi manga da far leggere a suo fratello e a suo padre (che talvolta giudicano negativamente). Il primo successo arriva con Karakuri nel 1995, un fumetto autoconclusivo sugli androidi che lo porta a vincere un importante premio.

Gli viene chiesto di trasformarlo in una serie ma, dopo appena due capitoli, questa finisce per essere interrotta a causa dello scarso interesse del pubblico. Nel 1999 comincia la pubblicazione di uno dei manga più seguiti di sempre, Naruto: l'opera, che racconta le gesta di un giovane ninja con il sogno di diventare il capo (Hokage, per essere precisi) del suo villaggio, lo rende uno dei fumettisti più conosciuti della sua generazione.

Naruto è uno dei pochi fumetti a raggiungere le 100 milioni di copie vendute soltanto in Giappone. Diventa con il tempo un vero e proprio franchise, ispirazione per videogiochi, gadget e giocattoli.

L'esuberanti ninja protagonista del mangaHDPanini Comics

Yoshihiro Togashi

Esordisce nell'universo dei manga nel 1988, con Tonda Birthday Present. Il successo arriva due anni dopo, nel '90, grazie a Yu yu hakusho (in Italia noto come Yu degli spettri): la storia ruota attorno a un giovane - Yusuke Urameshi - che, morto in un incidente stradale, ha la possibilità di tornare in vita a patto che si metta al servizio del Dio dei morti per sconfiggere i demoni.

Lo shonen riscuote un gran successo, tanto da ricevere una trasposizione animata e diversi videogiochi dedicati. Concluso Yu degli spettri, nel 1994, si dedica a Level E ma non replica lo strabiliante risultato del fumetto precedente.

Ci pensa però Hunter × Hunter a puntare nuovamente i riflettori su Togashi: il manga è ancora in fase di pubblicazione dal 1998, intervallato dalle numerose pause prese dall'autore. Racconta la storia di Gon, un ragazzino con il sogno di seguire le orme del padre: vuole diventare un Hunter, combattenti specializzati che possono portare avanti le loro ricerche girovagando per il mondo e svolgendo (talvolta pericolose) missioni.

Curiosità: Togashi è sposato con Naoko Takeuchi, autrice di Sailor Moon, da cui ha avuto due figli.

Gon, giovane protagonista del fumettoHDPanini Comics

Gosho Aoyama

Si iscrive a una scuola per diventare insegnante d'arte dopo essersi diplomato: i genitori di Gosho non vogliono infatti che intraprenda la carriera di mangaka e lui li accontenta (inizialmente).

Presto però, lavorando come assistente di Yutaka Abe, torna sui suoi passi. Nel 1988 esce Kaito Kid, il cui protagonista è chiaramente ispirato a Lupin: Aoyama si afferma, tanto da continuare la pubblicazione del fumetto negli anni a venire (è tuttora in corso). Kaito Kid è un ladro gentiluomo, che nonostante la giovane età riesce a compiere importanti furti: il personaggio compare anche nell'opera più importante del caro Gosho, Detective Conan.

Il fumetto dedicato al piccolo detective vede la luce nel 1994 e riscuote immediatamente un gran successo: è considerato uno dei fumetti appartenenti al genere giallo più famosi di tutti i tempi (se non IL più famoso!), e ha ispirato oltre 20 videogiochi, film live-action e gadget - oltre alla serie animata, chiaramente.

Conan, il detective con gli occhialiStar Comics

CLAMP

Il gruppo CLAMP è composto da quattro autrici: Nanase Ohkawa, Mokona, Tsubaki Nekoi e Satsuki Igarashi. Il team produce inizialmente dojinshi, ma poi inizia a dedicarsi a veri e propri manga. Il successo arriva con X, produzione incompiuta che racconta l'apocalisse intesa come scontro tra due gruppi di personaggi che combattono con poteri ESP (basati sulle percezioni extrasensoriali).

Nel 1996 viene pubblicato il majokko Card Captor Sakura, presto trasposto a serie animata (distribuita anche in Occidente), che conferisce loro la fama internazionale: al fumetto vengono dedicati videogiochi, film, libri e artbook.

Tre anni dopo è il turno di Angelic Layer, opera rivolta perlopiù a un pubblico di minori; mentre nel 2001 arriva Chobits, seinen di genere fantascientifico ambientato in un futuro molto prossimo dove i computer sono stati inseriti in automi dalle sembianze umane. Conosciuti come perscom, vengono utilizzati dalle persone come semplici macchine. Il manga tocca temi importanti come la diversità, e la serie anime, sebbene in Italia sia ancora inedita, in Giappone ha trovato terreno fertile.

Nel 2003 sono infine giunti xxxHOLiC e Tsubasa RESERVoir CHRoNiCLE: il primo è un seinen che racconta le vicende di un giovane con il "dono" di vedere gli spettri, il quale si ritrova a svolgere l'umile compito di domestico nella casa di una strega pur di liberarsi dalla sua maledizione; il secondo è invece uno shonen incentrato sulla principessa del Regno di Clow, Sakura, e della ricerca intrapresa dall'archeologo Shaoran, nonché suo amico d'infanzia, per salvare i suoi ricordi.

Sakura, protagonista del mangaHDStar Comics

Fujiko Fujio

Anche qui, un nome dietro cui si cela più di una persona: Fujiko Fujio è lo pseudonimo adottato da Hiroshi Fujimoto e Motoo Abiko. Un duo che ha indubbiamente scritto la storia dei manga negli anni '60.

Dopo aver pubblicato qualche lavoro separatamente, infatti, iniziano a collaborare a Obake no Q-taro, fumetto che racconta la storia di un fantasma dispettoso e della sua permanenza in casa Ohara. I successi più grandi dei mangaka vengono però pubblicati negli anni successivi: Nino, il mio amico ninja e Carletto, il principe dei mostri deliziano bambini e adulti nella seconda metà degli anni '60, portando su carta (prima) e su schermo (poi) produzioni tutt'oggi apprezzate da appassionati di tutto il mondo.

La ciliegina sulla torta viene messa nel 1969, con la nascita di Doraemon: il gattone blu non solo riscuote un successo straordinario, ma diventa una vera e propria icona pop per il Giappone.

Doraemon e Nobita, che coppia!Star Comics

Machiko Hasegawa

Una dei primi mangaka donna di sempre. La sua carriera professionale parte nel 1946 con Sazae-san, striscia in formato yonkoma (letteralmente "quattro vignette") pubblicata sul quotidiano Fukunichi Shinbun. Dal manga - che è lo specchio della famiglia giapponese media - viene tratta la serie anime più lunga della storia: entra infatti nel Guinness dei primati con oltre 7.500 puntate all'attivo.

Merito del suo successo è anche del giornale Asahi Shimbun, sul quale inizia a pubblicare dal '49. I suoi fumetti vengono raccolti in libri e, a metà anni '90, la Hasegawa raggiunge quota 60 milioni di copie vendute solo in Giappone.

Sazae-san in una delle sue vicissitudini Asahi Shinbun

Shigeru Mizuki

Mizuki è considerato da tutti il maestro del genere yokai (che narra di mostri, spiriti e creature mitologiche).

Si arruola nell'Esercito imperiale giapponese a vent'anni (nel 1942) e vive sulla propria pelle gli orrori della guerra: perde persino il braccio sinistro, ed essendo mancino ci mette parecchio ad adattarsi a destrorso.

L'opera per cui è maggiormente conosciuto è Kitaro dei cimiteri, che nel corso degli anni ispira anime, film e videogiochi. Il fumetto racconta la storia del giovane Kitaro - uno yokai, appunto - e dei suoi sforzi di unire il mondo degli umani e degli spettri.

Kitaro, il protagonista del mangaWeekly Shōnen Magazine

Go Nagai

Ultimo della lista, ma non di certo per importanza, Go Nagai. I suoi fumetti segnano la storia dei manga (e ovviamente degli anime) moderni: in primis perché è lui a creare il genere mecha, ovvero quello caratterizzato da giganteschi robot guidati dall'interno; e poi perché, con La scuola senza pudore, introduce l'erotismo nei manga dedicati ai ragazzi.

Il suo primo fumetto pubblicato è Meakashi Porikiki, ma è con Devilman che diventa famoso a livello internazionale (in realtà l'opera nasce come serie televisiva, solo in un secondo momento Nagai ne fa un manga). Il suo periodo di gloria prosegue negli anni '70, quando sfrutta le tematiche supereroistiche per creare il primo fumetto con robot di grosse dimensioni: Mazinga Z. È il capostipite di un genere molto gettonato in seguito, basti pensare a Gundam, Neon Genesis Evangelion o al più recente Tengen Toppa Gurren-Lagann.

Nagai passa una vita intera a disegnare robot: negli anni seguenti dà alla luce Il Grande Mazinger, seguito di Mazinga Z, e altri famosissimi mecha come Jeeg robot d'acciaio e Ufo Robot Goldrake. Il fumettista apporta interessanti innovazioni al genere con queste ultime due produzioni: nella prima, è il pilota stesso a trasformarsi in robot; nella seconda, il robot utilizza un disco volante come mezzo di trasporto. Svincola dunque il mecha dalla cabina di guida interna alla macchina.

Mazinga, che robottone!HDd/visual

E voi, quali altri importanti mangaka ricordate?

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