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Sì, i serpenti usano gli aerei per spostarsi (purtroppo): lo studio

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I serpenti viaggiano in aereo? Sembrerebbe proprio di sì. Ecco gli incredibili studi condotti dai ricercatori dell'università del Queensland (USA) sui serpenti bruni arrivati volando sull'isola di Guam.

Un esemplare di pitone Pixabay

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Se avete sempre pensato che il film del 2006 Snakes on a plane avesse una trama alquanto ridicola, con i suoi serpenti velenosi capaci di viaggiare in aereo e attaccare tutti i passeggeri a bordo, potreste ricredervi.

Un team di scienziati dell'università del Queensland ha scoperto che il serpente bruno, che sta progressivamente annientando la popolazione di uccelli nativi di Guam, è arrivato nell'isola del Pacifico grazie ad un "autostop" sugli aerei. E da Guam, il serpente bruno sembra ora diretto alle Hawaii. Ovviamente, i serpenti non sono arrivati a Guam viaggiando in business class su un normale volo di linea.

Secondo lo studio, che è stato pubblicato sul Journal of Molecular Evolution, diversi esemplari di serpente bruno sarebbero saltati a bordo di aerei da trasporto militare da qualche parte in Australia durante la Seconda Guerra Mondiale. Bryan Fry, professore associato della School of Biological, ha dichiarato:

Il serpente ha fatto "l'autostop" dall'Australia e da allora ha portato all'estinzione più specie di uccelli nativi, con solo tre specie ora presenti sull'isola. I serpenti possono entrare nell'aereo strisciando sul carrello o trasportati all'interno del carico in cui sono entrati. Una volta all'interno sono protetti.

Ma non è solo l'Australia ad aver accidentalmente fatto viaggiare i serpenti con l'autostop. Lo hanno fatto anche gli Stati Uniti, almeno in apparenza, portando involontariamente "serpenti clandestini" da Guam alle Hawaii.

Fry ha infatti aggiunto:

Il governo degli Stati Uniti sta ancora pilotando aerei militari da Guam alle Hawaii e i serpenti continuano a fare l'autostop. Sono regolarmente intercettati negli aeroporti delle Hawaii, quindi se questi voli diretti continueranno, è solo una questione di tempo prima che arrivino alle Hawaii e spazzino via gli uccelli come hanno fatto a Guam.

I serpenti bruni rappresentano un problema incredibilmente grande per Guam, con circa due milioni di rettili che trovato la propria casa su un'isola lunga 50 chilometri e larga 10 chilometri. Questo serpente, inoltre, rappresenta una delle poche specie di rettili al mondo capace di provocare un effetto davvero devastante una volta introdotto in un luogo. 

Fry ha ancora aggiunto:

Il governo degli Stati Uniti, per esempio, ha speso milioni per cercare di sradicare il problema del serpente bruno. Nel 2015, l'US Air Force ha lanciato duemila topi morti pieni di antidolorifici su Guam col paracadute come parte di un programma da 8 milioni di dollari per uccidere i serpenti.

I ricercatori Daniel Dashevsky e Jordan Debono, insieme ad altri studiosi della Florida State University, hanno indagato sul motivo per cui i serpenti bruni sono così efficaci nel polverizzare la popolazione di uccelli nativi di Guam. In particolare hanno esaminato la tossina del serpente bruno, piuttosto velenosa per gli uccelli, tanto da essere 100 volte più tossica che per i mammiferi (gli umani, invece, non ne sono particolarmente colpiti).

Di certo la soluzione non è semplice, anzi è quasi inesistente. Il professor Fry ha, infine, dichiarato:

La strategia più efficace sarebbe quella di fermare i voli da Guam alle Hawaii, mettendo in quarantena le Hawaii. Tuttavia entrambe le isole sono strategicamente importanti e quindi è improbabile che ciò accada.

Via: Mashable

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