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Il mostro di Loch Ness, la storia di Nessie tra verità e leggenda

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Avvistato per la prima volta più di mille anni fa, il mostro di Loch Ness ha attraversato la storia per arrivare fino ai giorni nostri: ma quanto di quello che sappiamo su di lui è realtà e quanto è finzione?

La prima fotografia del mostro di Loch Ness Robert Kenneth Wilson

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Noi esseri umani siamo da sempre affascinati dai misteri. Da un lato leggende e miti ci disturbano a tal punto da spingerci a trovare una spiegazione scientifica, a risolvere con la razionalità ogni componente irrazionale. Dall'altro l'eccesso di conoscenza sembra limitarci, tarpare le nostre ali, confinare la nostra componente creativa e fantasiosa. Ed è in questi frangenti che cerchiamo l'inspiegabile, alimentiamo miti e leggende, li trasformiamo in qualcosa a cui possiamo e vogliamo credere. Da un lato la razionale certezza sull'impossibilità che nei nostri oceani esista ancora un pesce preistorico come il Megalodonte, dall'altra il romantico dubbio che nella più caratteristica Scozia, tra le gelide profondità di un suggestivo lago, possa sopravvivere un vero e proprio dinosauro.

Il lago di Loch NessHDGregory J. Kingsley

Siamo parlando ovviamente del lago di Loch Ness e di Nessie, il suo preistorico abitante. 

Il mistero del mostro di Loch Ness

Siamo nelle Highlands scozzesi, una delle più suggestive regioni dell'intero pianeta oltre che una terra magica, con una storia ricca e piena di tradizioni. La città di Inverness, capitale amministrativa di questa regione (oltre che una delle location del mitologico numero uno di Dylan Dog, L'Alba dei Morti Viventi), sorge sulla foce del fiume Ness ed è proprio seguendo il corso del fiume per una decina di chilometri che si arriva a Loch Ness.

Il lago di Loch Ness è uno specchio d'acqua dalla forma sottile, lungo circa trentasette chilometri e largo poco meno di due, che raggiunge la notevole profondità di quasi duecentotrenta metri. È da queste profondità, dagli abissi del lago, dalle grotte sommerse, dalle cavità prive di luce che emerge la leggenda senza tempo di Nessie, il mostro del lago. 

Inverness è il maggiore centro delle Highlands scozzesiHDRICHARD F. EBERT

Nessie ha una storia antica. Si inizia a parlare di lui (o lei) verso la metà del sesto secolo dopo Cristo, quando Admnano di Iona riferisce della vicenda accaduta quasi cento anni prima al monaco irlandese San Columba. Columba, all'epoca di passaggio nei pressi del fiume Ness, assiste alla sepoltura di un uomo aggredito e ferito a morte da una bestia marina. Leggenda vuole che San Columba deciderà poi di affrontare la bestia attirandola in superficie usando un fedele come esca e scacciandola con queste parole:"Non andare oltre. Non toccare l'uomo. Torna indietro". Alcuni studiosi tendono a separare questa testimonianza dalla vera storia di Nessie perché Columba affrontò una creatura che viveva nel fiume e non nel lago ma altri invece considerano questo come il primo, vero avvistamento del mostro.

Il castello di Urquhart sul lago di Loch NessHDLynn Henni

Per trovare nuove tracce dell'esistenza Nessie occorrerà aspettare più di un millennio. È infatti il 1871 quando un certo Mackenzie testimonierà di aver visto tra le acque dal lago una strana massa simile a una barca rovesciata svanire tra i flutti, immergendosi in un ribollire di schiuma e onde. Da lì in poi gli avvistamenti si faranno sempre più frequenti e dettagliati.  

Le immagini e gli avvistamenti celebri di Nessie

Gli avvistamenti riprendono il 22 luglio del 1933 quando George Spicer e la moglie testimoniano di aver visto un "animale straordinario" attraversare la strada davanti a loro e poi raggiungere il lago. Spicer descrive l'essere come una creatura dal corpo lungo circa otto metri, con un collo lungo dai tre ai quattro metri e privo di arti. Nel novembre di quello stesso anno Hugh Gray dà una svolta alla leggenda del mostro scattando a Nessie la prima fotografia.

La foto di Hugh Gray che ritrae il mostro di Loch NessHDHugh Gray

L'immagine scattata da Gray mostra effettivamente qualcosa. Con un po' di immaginazione si possono notare un lungo collo e un corpo decisamente più spesso. A questi tempi le fotografie erano considerate prove inconfutabili e il pubblico degli anni '30 non aveva famigliarità con le fake news perciò anche se molti critici videro nella foto di Gray solo un cane che nuotava con un bastone in bocca, la maggior parte degli appassionati trovò in quello scatto la prova che cercava. Nessie esisteva veramente.

Il 1934 è l'anno della "foto del chirurgo". Lo scatto viene attribuito al ginecologo Robert Kenneth Wilson che mentre si trova sul lago di Loch Ness, immortala Nessie: è il Daily Mail a pubblicarlo il 21 aprile del 1934. Wilson preferisce non assumere ufficialmente la paternità della fotografia tanto che lo scatto diventa noto come la foto del chirurgo.

La famosa foto del chirurgoHDRobert Kenneth Wilson

Questa foto è destinata a restare una delle raffigurazioni più popolari di Nessie fino al 1994 quando studi congiunti la identificano in via definitiva come un falso. L'oggetto alla base di questo inganno è un piccolo sottomarino modificato in modo da assumere le sembianze del famoso mostro marino. L'ideatore del piano mistificatore è Christian Spurling, amico di Wilson con un conto in sospeso con il Daily Mail: il piano di Spurling era di trarre in inganno il famoso giornale portandolo a pubblicare una foto falsa. Foto che però resterà considerata reale per i sessanta anni successivi. 

La pagine del Daily Mail che svela l'ingannoHDDaily Mail

Il 21 maggio del 1977 il mago sensitivo Anthony Shiels afferma di aver evocato dalle acque del lago la creatura misteriosa e documenta la sua impresa con una delle più dettagliate foto scattate fino a quel momento. Shiels si riferisce alla creatura chiamandola "calamaro elefante" e afferma che la foto ritrae il tronco del calamaro con un evidente occhio alla base del corpo. La mancanza di onde e la staticità della foto la derubricano in fretta al livello di ennesimo falso.

La versione del mostro di Loch Ness fotografata da Anthony ShielsAnthony Shiels

Dal 1934 al 2014 si susseguono gli avvistamenti molti dei quali però si rivelano falsi conclamati o degni di poca attenzione perché non supportati da prove concrete. Tra rilevazioni sonar anomale (la prima nel 1954, l'ultima nel 2011), falsi organizzati ad arte e denunciati come tali dagli stessi protagonisti (come quello del 2011 di George Edwards), tra foto satellitari (quella di Apple Maps del 2014) e improbabili video verità (come quello di David Elder del 2013), il mostro di Loch Ness resta un mistero sul quale scrivere la parola fine è molto difficile. Ma che cosa potrebbe essere davvero Nessie?

L'onda misteriosa fotografata e ripresa da David ElderHDDavid Elder

L'ipotesi del plesiosauro

Nel 1933, all'epoca del primo consistente avvistamento, Nessie viene identificato come un possibile plesiosauro sopravvissuto all'estinzione negli abissi gelidi del lago di Loch Ness. L'ipotesi è di certo affascinante e le somiglianze con il rettile acquatico un invito al quale risulta difficile resistere.

Uno schizzo del plesiosauroHDMary Anning

Ma diversi elementi ostacolano la scientificità di questa teoria. Il primo è prettamente biologico: i plesiosauri erano creature a sangue freddo e il lago di Loch Ness con i suoi 5,5 gradi centigradi di media è di certo troppo freddo per consentire la sopravvivenza del dinosauro nelle sue profondità. Il secondo è un motivo bio-meccanico: per un plesiosauro sarebbe impossibile sollevare il collo fuori dall'acqua come le fotografie del mostro suggerivano. Il terzo è una questione di puro tempismo: il lago di Loch Ness ha circa diecimila anni mentre l'ultimo fossile di plesiosauro risale a più di sessanta milioni di anni fa. Il quarto e ultimo è pura opportunità: i plesiosauri necessitavano di respirare uscendo dall'acqua e questo implicherebbe un numero di avvistamenti di Nessie decisamente superiore. 

Il mostro di Loch Ness esiste davvero? Ipotesi e ricerche sul campo 

A partire dal 1934, l'anno in cui gli avvistamenti acquistarono autorevolezza grazie alla foto di Hugh Gray, il lago di Loch Ness fu teatro di dettagliate e approfondite investigazioni con l'obiettivo di svelare finalmente il mistero del mostro.

Nel 1934 l'imprenditore Edward Mountain finanziò una ricerca armando venti uomini con binocoli e macchine fotografiche e disponendoli lungo tutto il perimetro del lago. Vennero scattate molte fotografie ma nessuna di esse fu ritenuta degna di interesse. Gli studiosi conclusero che i pochi avvistamenti erano da imputare a una o più foche grigie

Dal 1962 al 1972 il Loch Ness Phenomena Investigation Bureau (LNPIB) organizzò un monitoraggio costante da parte dei volontari membri del gruppo con lo scopo di raccogliere testimonianze concrete sulla possibile presenza di Nessie: i lunghi appostamenti condotti anche a bordo di un caravan di proprietà del LNPIB non rilevarono però niente di significativo.

Alcuni membri del Loch Ness Investigation BureauHDLoch Ness Investigation Bureau

Dal 1972 al 2008 l'eclettico inventore Robert Harvey Rines si mise a capo di approfondite ricerche condotte grazie all'utilizzo di particolari sonar in grado di escludere dalle loro letture le principali interferenze. Allo strumento fu affiancata una telecamera in grado di scattare foto a ogni contatto sonar. Nel corso degli anni vennero rilevati diversi movimenti anomali tanto da spingere il naturalista Peter Scott a classificare una nuova forma di vita, il Nessiteras rhombopteryx, per spiegare i misteriosi riscontri portati dagli strumenti di Rines. Nel 2008 lo stesso Rines, dopo lunghi anni di totale silenzio sonar, teorizza la possibile estinzione della creatura a causa forse del surriscaldamento globale. 

La misteriosa creatura immortalata da Robert Harvey RinesHDRobert Harvey Rines

Nel 1987 inizia l'operazione Deepscan dove vengono impiegate oltre venti navi armate di sonar con lo scopo di scandagliare ogni parte del lago di Loch Ness. Alcuni contatti scatenano la curiosità degli analisti anche se inizialmente i rilievi vengono attribuiti a foche che potrebbero essere entrare nel lago dal mare, percorrendo le altri parti del canale di Caledonia. L'esperto sonar Darrell Lowrance però, analizzando in dettaglio i dati registrati dalle apparecchiature, si convince che c'è qualcosa nelle profondità del lago, qualcosa ben più grande di un pesce. Forse una nuova specie che aspetta di essere scoperta.

L'immagine sonar registrata nelle profondità di Loch NessHDKongsberg Maritime

Arriviamo ai giorni nostri per quella che potrebbe essere l'indagine definitiva volta a scoprire se Nessie vive ancora nel lago. Dal giugno del 2018 il professor Neil Gemmell insieme alla sua squadra sta campionando le acque dal lago e catalogando tutte le tracce di DNA ambientale in esse contenute. L'obiettivo è quello di identificare ogni forma di vita presente a Loch Ness: se un rettile preistorico dovesse aggirarsi negli abissi del lago, Gemmell lo troverà. Lo scienziato prevede di poter rendere pubblici i risultati delle sue ricerche l'anno prossimo.

Delle foche nel lago di Loch NessHDIan Bremner

Qualunque esito daranno le ricerce di Gemmell, a oggi nessuna prova è abbastanza convincente da confermare l'effettiva esistenza della misteriosa creatura. 

Il lariosauro del lago di Como

Anche in Italia, nella splendida cornice del Lago di Como (o Lario) si nasconde un preistorico mistero. Da anni si susseguono molti avvistamenti e nelle profondità del lago (il Lago di Como raggiunge i quattrocento metri di profondità) i sommozzatori hanno ritrovato caverne e anfratti con strani resti tra cui reti di pescatori e altri oggetti. Chi può averli lasciati?

Il lariosauro fossileHDCarnegie Museum of Natural History, Pittsburgh, Pennsylvania, USA

Il lariosauro è un rettile estinto ben prima del plesiosauro a cui farebbe riferimento Nessie e alcuni fossili sono stati proprio ritrovati anche nei pressi del Lago di Como. L'ultimo importante avvistamento risale al 2003 quando un gruppo di pescatori afferma di aver visto una grossa creatura marina solcare le acque del lago. 

Nessie e il lago di Molveno

Ma se il mostro non esiste, perché non crearlo su misura? Questo è quando accaduto nel nostro lago di Molveno nel luglio del 2018. Un concorso organizzato ha spinto diversi artisti a inventare la migliore creatura che potesse adattarsi alla splendida cornice del lago e, perché no, diventare il simbolo del paese. Per alcuni giorni il Nessie made in Italy realizzato sulla base delle opere degli artisti è emerso dalle acque tra l'entusiasmo dei turisti accorsi per godersi la creatura nata dalla migliore mente creativa del concorso.

Il Nessie del lago di MolvenoHDtrentotoday.it

L'uomo ama sognare e se la realtà non basta, perché non aiutarla un po'? E voi, avete mai visto il mostro del lago?

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