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Romolo + Giuly, tutte le citazioni degli episodi 5 e 6

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Quinto e sesto episodio non cambiano rotta: Romolo + Giuly continua a prendere in giro le abitudini e i pregiudizi degli italiani, mescolandoli con tante celebri citazioni.

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Il nostro viaggio attraverso la prima stagione di Romolo + Giuly: la guerra mondiale italiana, continua e si arricchisce di un momento che vale l'episodio intero. Mi riferisco all'impagabile sequenza in stile Street Fighter, apertamente dichiarata come omaggio al videogioco dagli autori, in cui Roma e Milano si sfidano a suon di monumenti e calciatori. La cifra stilistica non cambia: attualità, italiche abitudini e citazioni a volontà continuano a condire la narrazione.

Ecco, in particolare, le più rilevanti negli episodi numero 5 e 6.

Le citazioni del quinto episodio di Romolo + Giuly

Le crisi di astinenza dai social network sono il punto forte del primo dei due episodi, insieme alle parodie esplicite delle idee di Donald Trump (fino ai messaggi espliciti per Copulati: Make Roma Nord great again) e, naturalmente, ai luoghi comuni su Milano e i suoi abitanti.

Ancora una volta, però, i film rappresentano il piatto principale di ciò che ci servono Romolo e la sua amata Giuly:

  • Reclusa e privata dello smartphone, Giuly incide la propria follia con una lima per unghie sul muro della propria prigione. E qui, da Le ali della libertà a Fuga da Alcatraz e Fuga di mezzanotte, le citazioni si sprecano. Con una spruzzata della pazzia in stile American Horror Story: Asylum. Sempre in versione parodistica, s'intende.
  • Il primo piano di Giuly attraverso l'oblò della sua prigione mi ha fatto pensare alla scena in cui Charlie si scrive Not Penny's Boat in Lost, per comunicare. Mi aspettavo una scena simile, ma non è arrivata. Il richiamo, però, va segnalato.
  • Come Elliot di Scrubs, anche Giuly è una bella ragazza bionda e di famiglia ricca... E come lei, è stata cresciuta dalla tata (pardon: dalla filippina). I flashback della sua infanzia sono identici a quelli dell'infanzia di Elliot, raccontati nel corso della serie di Bill Lawrence.
  • Arancia meccanica viene citato esplicitamente, durante il lavaggio del cervello inflitto a Giuly per farla diventare una milanese d.o.c.
  • Romeo e Giulietta viene omaggiato con la consegna del biglietto a Giuly, con l'aggiunta della messaggera che scompare nel nulla.
  • Batman entra nella narrazione con tanto di bat-caverna e colonna sonora originale.
  • Il narratore, vista la stupidità dei protagonisti, decide d'intervenire direttamente, rivolgendosi ai personaggi per spiegar loro il complicato messaggio in codice... Anche qui, le citazioni sono moltissime. Da Il grande Lebowski ai film dei Muppet, dal Rocky Horror Picture Show a Santa Claus. Per non parlare di Moonlighting, la serie di culto degli anni '80 in cui spesso veniva interrotta l'illusione del racconto mostrando la troupe o facendo rivolgere direttamente al pubblico il protagonista, Bruce Willis.
  • Per dissimulare la propria omosessualità, Don Alfonso si veste come i gangster nei film: in tuta da ginnastica firmata (cinema e TV ne sono davvero pieni, da Quei bravi ragazzi a I Soprano) e sputa per terra come faceva la signorina Silvani sullo specchietto dopo aver dato del poeta al ragionier Fantozzi...
  • La preparazione degli uomini di Fumagalli richiama i film militareschi statunitensi, capeggiati dal capolavoro di Stanley Kubrick: Full Metal Jacket, in cui i soldati cantano ritmicamente mentre corrono e fanno esercizio.
  • Zoolander è la fonte d'ispirazione del filmato con cui Tciu condiziona Giuly per uccidere Romolo. Ma al posto della canzone Relax dei Frankie Goes to Hollywood si usa il coro da stadio "un capitano, c'è solo un capitano": ci si adatta al contesto...

Le citazioni del sesto episodio di Romolo + Giuly

In Italia, si sa, si mangia bene. E a un piatto di amatriciana come si deve non si può dire di no. Nemmeno se si rischia un infarto, come succede a nonno Montacchi - prontamente rianimato a turno dai suoi famigliari. Le abitudini degli italiani emergono prepotentemente: sognare tanti figli quanti ne basterebbero per mettere su una squadra di calcetto, riunire le due anime di Roma grazie al simbolo universale della città, un (finto) inconfondibile Antonello Venditti, e naturalmente le regole fondamentali per sembrare di Roma Sud. Senza trascurare la capacità di Giorgio Mastrota di paragonare qualsiasi situazione della vita a una televendita...

Sul fronte cinematografico e televisivo, anche in questo episodio il menu è variegato:

  • Legati e pronti per essere cucinati, Romolo e Giuly stanno per finire in un pentolone di risotto alla milanese, in sostituzione dell'ossobuco. Come nei vecchi film in cui i cannibali catturavano i protagonisti e si preparavano a cucinarli. Uno su tutti: 2022 - I sopravvissuti, con Charlton Heston.
  • Il tipo di "barbaro" che circonda Fumagalli, invece, è un evidente derivato da un'altra celebre parodia, italianissima: Attila flagello di Dio.
  • La velocità supersonica con cui Romolo conduce Giuly in camera da letto ricorda l'esilarante scena di Scrubs in cui Turk si toglie i vestiti in un secondo non appena Carla glielo ordina.
  • La festa del patrono, scelta per informare Arfio della relazione del figlio con una Copulati, viene citata così come lo sposalizio della figlia di Don Corleone ne Il Padrino. L'occasione perfetta - una delle rarissime occaisioni - per ottenere qualcosa dal boss locale.
  • Lo stile documentaristico adottato mentre Giuly racconta nel suo diario la sua permanenza a Roma Sud, in versione antropologa, fa riferimento ai programmi di divulgazione scientifica che hanno fatto la storia dell'Italia, come quelli condotti da Piero Angela.
  • Roma Sud, quarto giorno di Giuly: i primitivi abitanti della casa mangiano senza usare le posate. Come gorilla e scimpanzé alle prese con le ossa in 2001: Odissea nello spazio (con tanto di colonna sonora).
  • Quando Romolo le porta il sushi, commuovendola, Giuly indossa un paio di pantaloni che richiamano quelli della famosissima tuta gialla di Uma Thurman in Kill Bill.
  • Il giro per Roma con Antonello Venditti che canta prende in giro i momenti in cui i protagonisti di Vacanze romane viaggiavano per la città, scoprendone le bellezze.

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