FOX

Scienziati creano robot a forma di spermatozoo da usare in medicina

di -

Alcuni ricercatori del Regno Unito hanno utilizzato come base la struttura dello spermatozoo umano per mettere a punto degli efficienti “robot nuotatori”. A che scopo? Facilitare, ad esempio, la diffusione dei farmaci nell’organismo umano.

Una foto di spermatozoi umani Getty Images

23 condivisioni 0 commenti

Condividi

Il progresso scientifico non smetterà mai di raggiungere traguardi sbalorditivi. La conferma arriva da uno studio di alcuni ricercatori del Regno Unito che hanno utilizzato come base le caratteristiche dello spermatozoo umano per creare dei “robot nuotatori”.

Avete capito bene. Questi prodigiosi piccoli robot, costituiti da una minuscola testa magnetica (che ricorda un po’ la testa dello spermatozoo) e da una sinuosa coda elastica (assimilabile al flagello degli spermatozoi), sono in grado di nuotare proprio come la loro controparte biologica, ma con alcune piccole differenze.

La struttura di uno spermatozooMariana Ruiz Villarreal
La struttura tipica di uno spermatozoo

Gli spermatozoi robot sono infatti guidati da correnti elettromagnetiche controllate a loro volta dagli scienziati e, ovviamente, non sono in grado di fecondare l’ovulo.

I minuscoli nuotatori costituirebbero un mezzo efficace ed economico per la diffusione di farmaci nell’organismo umano.

A tal proposito, il ricercatore Feodor Ogrin, docente dell’Università di Exeter e coautore di un nuovo studio pubblicato il 4 settembre scorso sulla rivista scientifica Physics of Fluids, spiega l’importanza che i piccoli robot spermatozoi potrebbero avere per la medicina moderna:

I nuotatori potrebbero un giorno essere utilizzati per dirigere in modo efficiente dei farmaci verso aree specifiche del corpo umano, nuotando attraverso i vasi sanguigni. Sviluppare una tecnologia del genere potrebbe cambiare radicalmente il concetto di medicina come la conosciamo.

L’idea di utilizzare dei robot nuotatori è già stata testata in precedenti studi, ma Ogrin e i suoi colleghi pensano di essere riusciti a trovare per i propri droni un design economico (realizzabile tramite stampa di modelli 3D) e un rapporto testa-coda ottimale.

I prototipi finora realizzati dal team di scienziati presentano delle code lunghe fra 1 e 12 millimetri di lunghezza. I ricercatori hanno prima testato i prototipi in questione in fluidi di varia viscosità, e poi li hanno sottoposti a correnti elettromagnetiche di diversa intensità. Proprio come accade con i veri spermatozoi, il flagello dei robot permette loro di spingersi in avanti, seguendo gli stimoli elettromagnetici.

Dopo una serie di tentativi, Ogrin e compagni hanno visto che la lunghezza ottimale per le code dei loro robot è di 4 millimetri, una lunghezza che permette movimenti più veloci e controllabili al meglio.

Successivi test con i robot immessi in un fluido in una piastra di Petri, hanno poi confermato le supposizioni degli addetti ai lavori, cioè che gli spermatozoi da loro creati sarebbero eventualmente in grado di destreggiarsi nel torrente circolatorio.

Lo step successivo della squadra di Ogrin sarà quello di diminuire ancor di più le dimensioni dei robot, considerando che, con una coda di 4 millimetri di lunghezza, i droni sono in grado di muoversi attraverso un’aorta adulta, ma i capillari umani presentano un diametro di circa 8 micrometri (circa 3 mila volte più piccoli rispetto a un’aorta, che si attesta approssimativamente sui 25 millimetri).

Indubbiamente gli spermatozoi umani hanno ancora molto da insegnare a quelli artificiali, potendo vantare una lunghezza della coda che si attesta sui 60 micrometri circa. Ma il progresso scientifico, ne siamo sicuri, non si farà fermare da dettagli del genere.

E voi che ne pensate? Stupiti dagli spermatozoi robot?

Condividi

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.