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The Walking Dead 9x01, la recensione di Un nuovo inizio

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Certe cose non cambiamo mai. E la natura umana appartiene a questa categoria. Per quanto Rick si sia sforzato di costruire un mondo nuovo, le uniche regole che funzionano sembrano essere quelle vecchie: occhio per occhio…

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Un salto temporale piuttosto lungo. Abbastanza da mostrarci il figlio di Maggie e Glenn. E la relazione - seria, tanto da arrivare a una proposta di matrimonio - fra Carol ed Ezekiel. Ma non è questo a colpirci più di tutto, nel primo episodio di The Walking Dead 9. Non sono la collaborazione fra le comunità o il sistema di coltivazioni, o i trasporti con i carri a cavallo, a rappresentare il nuovo inizio del titolo.

Il vero, nuovo inizio di TWD

Il nuovo inizio, come spesso accade, è il germe della ribellione. Ci sono nuovi legami, nuove interazioni. Jadis fa parte del gruppo, Carol parla liberamente con Daryl della sua relazione con Ezekiel - confermando la profondità del loro affetto - vengono introdotti nuovi personaggi e nascono amicizie inedite.

Nell’era in cui Rick Grimes ha graziato Negan e i Salvatori, i primi dissensi vengono espressi da Daryl (che non vuole più tornare al Santuario, dove compaiono scritte pro-Negan e ci sono ricordi strazianti), da Michonne (che si chiede, e chiede a Rick, se abbiano preso la decisione giusta: è passato del tempo, evidentemente però i dubbi non sono stati fugati) e soprattutto da Maggie.

La sua pazienza è giunta al termine: a lungo i Salvatori, che hanno di fatto perso la guerra e si sono arresi, hanno goduto dei privilegi voluti da Rick. Sono stati nutriti e aiutati, perdonati e supportati. Con le scorte di cibo prodotte in gran parte da Hilltop.

E il nuovo inizio sarà quello dettato da Maggie.

Occhio per occhio

La regola occhio per occhio l’aveva fatta da padrone per tutte le prime stagioni della serie: chi cercava di uccidere, veniva ucciso. Semplice, lineare, senza ripensamenti. Il perdono concesso a Negan e a tutti i suoi uomini, però, aveva riscritto quella regola basilare: niente più vendetta. In una società produttiva c’è bisogno del contributo di tutti e si deve dimostrare che si è pronti a perdonare in nome di un bene più grande: la sopravvivenza dell’uomo contro il nemico comune, gli zombie.

Gregory è un personaggio spregevole, lo è sempre stato. Vigliacco, bugiardo, inaffidabile: ha venduto i nostri a Simon per salvarsi la pelle, salvo poi tornare a chiedere perdono in ginocchio pur di avere salva la vita. In più di un’occasione, Gregory aveva tramato contro Maggie. Ma sfruttare la disperazione del padre di Ken è stata la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso.

Determinata a dimostrare che anche nel nuovo mondo la punizione sarà commisurata al crimine - cosa che Rick, di fatto, ha risparmiato a Negan - Maggie fa impiccare Gregory davanti a tutti. Perfino davanti ai bambini, la cui presenza non è sufficiente a fermarla.

Il codice morale

La decisione di Maggie non lascia spazio ai dubbi: si torna ai vecchi metodi. Ciascuno dovrà fare i conti con le proprie azioni, com’è sempre stato, secondo il codice morale di una volta. Ripristinato, come tutto il resto. Il mondo frenetico, tecnologico e ricco di comfort che conoscevano i protagonisti non esiste più.

Insieme a lui, anche il senso di giustizia è cambiato. Rick Grimes si era illuso di poterlo rendere più civile - con le celle al posto dei patiboli e delle esecuzioni sommarie - ma si sbagliava. Può aver messo fine alla guerra e aver risparmiato la vita di Negan, ma non può dettare il codice morale della nuova società.

Un sogno destinato a fallire

Le cose cambieranno. Il salto temporale è servito a mostrarci come, per un certo periodo, il piano di Rick abbia funzionato. Tutti insieme - a prescindere dalla comunità d’appartenenza - e al lavoro per il bene comune. Come al museo, nella sequenza iniziale in puro stile zombie movie.

Ma le comunità sono fatte di persone. Indipendenti, ribelli, carismatiche. I Salvatori auspicano il ritorno di Negan. Maggie fa allestire un patibolo. Gregory non ci mancherà affatto, ma se Maggie l’avesse giustiziato prima non avrebbe fatto tutto questo clamore (e noi avremmo fatto il tifo per lei senza porci alcun dubbio).

Ora, però, è tutto diverso.

Il nuovo inizio non è quello in cui si combatte tutti uniti per ricostruire il mondo. Il nuovo inizio è quello che dimostra come questo progetto, per quanto voluto e condivisibile, sia destinato a fallire. Perché dipende dal peggiore dei mostri mai esistiti: l'essere umano.

C'è da scommettere che Negan se ne saprà approfittare...

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