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Il curioso caso di Benjamin Button: le frasi più belle dal libro e dal film

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Dalla novella di Francis Scott Fitzgerald al film con Bradd Pitt e Cate Blanchett, una raccolta di frasi e citazioni emozionanti e intense.

Frame del film Warner Bros.

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L’incredibile storia di un bambino nato vecchio, che ringiovanisce a mano a mano che il tempo passa: Il curioso caso di Benjamin Button racconta una vicenda dolceamara, dove amore, tempo, estraneità e accettazione si mescolano. Ecco una raccolta delle frasi più belle tratte dal libro e dal film.

Citazioni dal libro

Il curioso caso di Benjamin ButtonGuanda

La novella di Francis Scott Fitzgerald è, rispetto al film, più drammatica: l’autore calca la mano sull’estraneità di Benjamin alle esperienze legate agli anni della sua vita: quando è giovane è in realtà troppo vecchio per calarsi con entusiasmo nei giochi dei bambini e quando è vecchio è troppo infantile per fare il nonno. Ecco una raccolta delle frasi più belle tratte dall’opera dell’autore de Il grande Gatsby.

“Il sangue scorreva con nuovo vigore nelle sue vene.”

“Gli alti dei della medicina hanno stabilito che i primi pianti del giovane debbano essere emessi nell’aria anestetica di un ospedale, preferibilmente alla moda.”

“Da allora in poi Benjamin cercò di rompere qualcosa ogni giorno, ma lo faceva solo perché ci si aspettava che lo facesse, e perché era premuroso di natura.”

“Però indubbiamente il sonaglio lo annoiava, e quando rimase solo scoprì divertimenti più appaganti. Per esempio, un giorno Mr Button scoprì di aver fumato molti più sigari del solito durante la settimana precedente; un fenomeno che si chiarì qualche giorno dopo quando, entrando improvvisamente nella nursery, vide che la stanza era piena di un lieve fumo azzurrino e che Benjamin, con un’espressione colpevole in volto, cercava di nascondere il mozzicone di un Avana bruno.”

"Si rivolse all’infermiera: “Che devo fare?” “Andate in città e comprate dei vestiti per vostro figlio.” La voce del figlio seguì Mr Button fino all’ingresso: “E un bastone da passeggio, papà. Voglio un bastone da passeggio.”

“Mr Button seguì con gli occhi il dito indicatore ed ecco cosa vide. Avvolto in una voluminosa coperta bianca, e in parte pigiato in una delle culle, sedeva un vecchio dall’apparente età di settant’anni. I radi capelli erano quasi tutti bianchi, dal mento gli pendeva una lunga barba color grigio fumo che si agitava assurdamente su e giù, smossa dalla brezza che entrava dalla finestra. Alzò lo sguardo verso Mr Button e nei suoi occhi spenti e appannati sembrò aleggiare una domanda confusa.”

“Erano i suoi occhi a ingannarlo, o in quei dodici anni di vita i suoi capelli erano passati dal bianco al grigio-ferro sotto la tintura? E il reticolo di rughe sul suo volto non era forse meno pronunciato? La sua pelle non era più sana e tonica, con perfino un tocco di rossore invernale? Non riusciva a capire. Sapeva di non essere più curvo e che dal suo primo giorno di vita le sue condizioni fisiche era migliorate.”

“Da sposa era sempre stata lei a “trascinare” Benjamin a balli e cene; ora le cose si erano ribaltate. Lei usciva volentieri con lui, ma senza entusiasmo, già divorata da quell’inerzia eterna che viene un giorno a vivere da noi e poi resta con noi per sempre.”

“Certe volte, quando gli altri bimbetti parlavano di quello che avrebbero fatto da grandi, un’ombra gli attraversava il visino come se in modo oscuro e infantile comprendesse che quelle erano cose in cui lui non avrebbe mai avuto parte.”

“Cinque anni dopo il bambino di Roscoe era cresciuto abbastanza da poter fare giochi infantili con Benjamin sotto la supervisione della stessa bambinaia. Roscoe li portò entrambi all’asilo lo stesso giorno e Benjamin scoprì che fare striscioline di carta colorata, fabbricare tappetini e catenine e disegni curiosi e belli, era il gioco più affascinante del mondo.”

“Un’altra cosa”, continuò Roscoe, “quando in casa ci sono ospiti voglio che mi chiami ‘zio’... non ‘Roscoe’, ma ‘zio’. Capito? È assurdo che un ragazzo di quindici anni mi chiami per nome. Forse è meglio se mi chiami sempre ‘zio’, così ti ci abitui.” Dopo aver lanciato uno sguardo severo a suo padre, Roscoe si allontanò...”

“Il passato... quella carica selvaggia alla testa dei suoi uomini sulla Collina di San Juan; i primi anni di matrimonio, quando d’estate, nell’operosa città, lavorava fino al crepuscolo per la giovane Hildegarde, che lui amava; i giorni prima di quelli, quando sedeva a fumare fino a tarda notte nella vecchia e cupa casa dei Button di Monroe Street assieme al nonno... tutto questo era svanito dalla sua mente come sogni inconsistenti, come se non fosse mai accaduto nulla. Lui non ricordava.”

“Hildegarde, agitando una grande bandiera di seta, lo accolse sul porticato e anche se la baciò lui si accorse, col cuore che gli veniva meno, che quei tre anni si erano presi il loro tributo. Lei adesso era una donna di quarant’anni con una leggera e contrastante linea di capelli grigi in testa.”

“Suo figlio gli prese la mano, fiducioso. “Come mi chiamerai, papà?”, domandò con voce tremula quando uscirono dalla nursery, “Solo ‘bambino’ per un po’? Finché non trovi un nome migliore?” Mr Button grugnì. “Non lo so”, rispose brusco, “Forse ti chiamerò Matusalemme.”

“Erano così tante le false storie sul suo fidanzato, che Hildegarde rifiutò ostinatamente di credere perfino a quella vera.”

“Si fermarono dietro un bel brum i cui passeggeri stavano scendendo davanti all’ingresso. Uscì una signora, poi un gentiluomo più anziano, poi un’altra giovane signora bella come il peccato. Benjamin sobbalzò. Un cambiamento quasi chimico sembrò dissolvere e ricomporre gli elementi stessi del suo corpo. Si fece rigido, il sangue gli affluì alle gote e alle tempie, nelle orecchie aveva un battito costante. Era il suo primo amore.”

“Poi fu tutto buio, e la sua culla bianca, e le facce indistinte che si muovevano sopra di lui, e il dolce aroma del latte, tutto scomparve completamente dalla sua mente.”

Le frasi dal film

Il film diretto da David Fincher, che vede protagonisti Brad Pitt e Cate Blanchett è stato candidato a tredici premi Oscar, vincendo quelli per migliore scenografia, miglior trucco e migliori effetti speciali. La pellicola ha incassato nel mondo oltre $ 340.000.000: un successo! Ecco le citazioni più bella dal film.

“Le nostre vite sono determinate dalle opportunità, anche da quelle che ci lasciamo sfuggire.” (Benjamin Button)

“Il colibrì non è un uccello come gli altri: ha un ritmo cardiaco di 1200 battiti al minuto, le sue ali sbattono ottanta volte al secondo. Se gli impedisci di battere le ali, lui muore in meno di dieci secondi. Questo non è un uccello qualunque, questo è una specie di miracolo.” (Capitano Mike Clark)

“Capita a tutti di sentirsi diversi in un modo o nell'altro, ma andiamo tutti nello stesso posto, solo che per arrivarci prendiamo strade diverse.” (Queenie)

Daisy: Cosa si prova a ringiovanire?
Benjamin: Non saprei dire, io mi vedo sempre con gli stessi occhi.

“Mi sembra di avere vissuto tutta una vita, però non me lo ricordo.” (Benjamin Button)

“A volte a nostra insaputa ci troviamo diretti verso un precipizio... Sia che ciò avvenga per caso, o intenzionalmente, non possiamo fare niente per evitarlo. Una donna, a Parigi, stava uscendo a fare compere. Ma aveva dimenticato il soprabito, e tornò indietro a prenderlo. Mentre era lì, squillò il telefono, e lei rispose e parlò per un paio di minuti. Mentre la donna era al telefono, Daisy stava provando uno spettacolo all'Opera de Paris, e mentre lei provava, la donna, finito di parlare al telefono, era uscita per prendere un taxi. Un tassista, poco prima, aveva scaricato un cliente e si era fermato a prendere un caffè. E intanto Daisy continuava a provare. E questo tassista, che si era fermato per un caffè, prese a bordo la donna che andava a fare compere e che aveva perso l'altro taxi. Il taxi dovette fermarsi per un uomo che stava andando al lavoro in ritardo di cinque minuti, perché si era dimenticato di mettere la sveglia. Mentre quell'uomo in ritardo attraversava la strada, Daisy aveva finito le prove, e si stava facendo la doccia. E mentre Daisy si faceva la doccia, il taxi aspettava la donna che era entrata in una pasticceria a ritirare un pacchetto che, però, non era pronto, perché la commessa si era lasciata col fidanzato la sera prima e se n'era dimenticata. Ritirato il pacchetto, la donna era rientrata nel taxi, che rimase bloccato da un furgone, e intanto Daisy si stava vestendo. Il furgone si spostò, e il taxi poté ripartire, mentre Daisy, ultima a vestirsi, si fermò ad aspettare un'amica alla quale si era rotto un laccio. Mentre il taxi era fermo a un semaforo, Daisy e la sua amica uscirono dal retro del teatro. Se solo una cosa fosse andata diversamente, se quel laccio non si fosse rotto, o se quel furgone si fosse spostato un momento prima, o se quel pacchetto fosse stato pronto perché la commessa non si era lasciata col fidanzato, o quell'uomo avesse messo la sveglia e si fosse alzato cinque minuti prima, o se quel tassista non si fosse fermato a prendere il caffè, o se quella donna si fosse ricordata del soprabito e avesse preso il taxi prima, Daisy e la sua amica avrebbero attraversato la strada, il taxi sarebbe sfilato via. […] Ma la vita, essendo quella che è, aveva creato una serie di circostanze incrociate e incontrollabili. Per cui quel taxi non sfilò via, e quel tassista si distrasse un momento. E così, quel taxi investì Daisy, e la sua gamba fu spezzata.” (Benjamin Button)

“Stavo pensando che nella vita niente dura... e questo è un gran peccato.” (Benjamin Button)

“Non sai mai cosa c'è in serbo per te!” (Queenie)

“È strano tornare a casa... è tutto uguale... gli stessi odori... le stesse sensazioni... le stesse cose... ti rendi conto che l'unico a essere cambiato sei tu.” (Benjamin Button)

“Ti puoi incazzare per come vanno le cose. Puoi bestemmiare, maledire il fato, ma quando arrivi alla fine non resta che mollare.” (Benjamin Button)

Daisy: Mi amerai ancora quando sarò vecchia?
Benjamin: E tu mi amerai ancora quando avrò l'acne?

Il monologo sulla vita

Terminiamo questa immersione nello splendido film con Brad Pitt e Cate Blanchett con il monologo sulla vita, la parte forse più emozionante del film:

"Per quello che vale, non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere quello che vuoi essere. Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi, puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo. Possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio, spero che tu viva tutto al meglio, spero che tu possa vedere cose sorprendenti, spero che tu possa avere emozioni sempre nuove, spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi, spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita e se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero."

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