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La missione BepiColombo porta l'Europa alla scoperta di Mercurio

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Per raggiungere il pianeta ci vorranno ben sette anni.

Immagine di Mercurio ANSA

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Dal 2011 al 2015, la navicella Messenger della NASA ha studiato a fondo Mercurio, il pianeta più vicino al Sole. Scienziati e ricercatori di tutto il mondo hanno tuttavia ancora tante domande senza risposta: Mercurio è geologicamente attivo? Il suo nucleo è solido, liquido, o entrambi?

Sarà quindi obiettivo della missione europea BepiColombo, che comincerà dallo spazioporto di Kourou (Guiana francese) nella notte di sabato 20 ottobre (alle 3:45 ora italiana), indagare a fondo per comprendere meglio come si è formato il sistema solare e come nascono e si evolvono gli esopianeti.

A portare due sonde nello spazio ci penserà un razzo Ariane 5. La missione è risultato della collaborazione con l'agenzia spaziale giapponese (Jaxa) e prevede il lancio del Mercury Planetary Orbiter dell'ESA (MPO) e del Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO), due orbiter resistenti all'elevatissima temperatura del pianeta.

Il viaggio non sarà certo breve: l'arrivo è previsto per il 2025, dopo un viaggio che dista 9 miliardi di chilometri.

L'orbiter MPOESA/ATG medialab

L'impresa in questione si preannuncia decisamente difficile proprio per la vicinanza di Mercurio al Sole. Traghettare qualcosa a soli 60 milioni di chilometri dalla nostra stella (la Terra dista dal Sole 150 milioni di chilometri) significa infatti correre il rischio che tutta l'attrezzatura della missione, da 1,3 miliardi di dollari, venga inghiottita dalla gravità della "nostra" nana gialla.

BepiColombo non si limiterà soltanto a cercare risposte su Mercurio, comunque. Durante i sorvoli in programma, l'attenzione sarà posta anche su Venere e su tutto l'ambiente che circonda i pianeti più interni del sistema solare.

Per chiunque se lo stesse domandando, la missione è stata denominata BepiColombo in onore di Giuseppe (Bepi) Colombo, matematico e ingegnere ideatore del primo viaggio verso Mercurio. Infatti nel 1974 Colombo ebbe un lampo di genio per raggiungere il pianeta, aggiustando velocità e orbita del flyby su Venere - e permettendo così la ripresa di 6 mila immagini. Sempre lui calcolò il vero periodo di rotazione di Mercurio: 58,65 giorni, ovvero due terzi del periodo di rivoluzione intorno al Sole.

In parole povere, per ogni due giri che Mercurio fa intorno alla stella, ne compie tre su se stesso.

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