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World War Z: il finale del film con Brad Pitt e la versione alternativa

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Ci sono film che hanno storie lunghe e travagliate. Questo è il caso di World War Z, il cui finale originale - molto più negativo di quello che conosciamo - è stato completamente riscritto.

World War Z: il finale del film e la version originale alternativa Paramount Pictures

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Viste le difficoltà di adattare lo splendido romanzo di Max Brooks a cui s'ispirava, World War Z è stato trasformato in una storia diversa.

Una storia con un unico protagonsita, Gerry Lane (Brad Pitt), le cui avventure portano a un finale risolutivo: iniettandosi una malattia letale - ma curabile nel centro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in cui si trova - Gerry sfida gli zombie, consegnando agli esseri umani il modo per sconfiggere i nemici letali e il loro virus.

Sebbene si tratti di un finale con poca azione, il momento in cui Gerry affronta il primo zombie, per poi passare in mezzo all'orda nel corridoio, è carico di tensione.

Ma nei piani originali, il film di Marc Foster prevedeva un finale ben diverso.
Molto più adrenalinico e decisamente meno positivo...

Il finale di World War Z

Dopo essere precipitato insieme a Segen - dall'aereo fatto esplodere con una bomba a mano per salvarsi dagli infetti a bordo - Gerry si risveglia gravemente ferito.

Segen lo aiuta e i due riescono a raggiungere la destinazione prevista: un centro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in cui sono sopravvissuti, isolati in una parte sicura dell'edificio, alcuni medici ricercatori.

Grazie a un'intuizione, Gerry capisce che le occasioni in cui ha visto gli zombie ignorare qualcuno, passandogli accanto senza toccarlo, hanno un legame: gli infetti hanno il compito di trasmettere un virus e non si disturbano a perdere tempo con soggetti che sanno essere malati, destinati a morte certa.

In qualche modo, i contagiati sanno riconoscere i soggetti inabili alla propagazione del virus, evitandoli.

Insieme a Segen e al direttore del centro (il nostro Pierfrancesco Favino), Gerry riesce a recuperare i virus letali i cui antidoti si trovano a disposizione dei medici nella struttura.

Per un imprevisto, Gerry resta isolato nel laboratorio che cercava, da solo. Per tornare indietro, non ha altra scelta che iniettarsi i virus per testare la propria teoria.

Atteso un tempo sufficiente dopo l'iniezione, Gerry prende le fiale di virus e gli antidoti di cui ha bisogno ed esce, affrontando lo zombie che lo aspetta fuori dalla porta.

L'infetto non lo attacca, così Gerry acquisisce sicurezza e attira l'orda che assedia l'accesso alla parte sicura della struttura per poter passare, camminando in mezzo agli zombie che lo scartano come se nemmeno lo vedessero.

Una volta curato, Gerry comunicherà la sua scoperta, fornendo alla specie umana lo strumento per sconfiggere gli zombie in tutto il mondo.

Il film finisce quando Gerry raggiunge la sua famiglia, la moglie Karin e le due figlie, nel porto sicuro in cui sono state portate dopo lo sbarco dalla nave.

Come avrebbe dovuto finire il film

Nei piani originali, come raccontato dai giornalisti di Movies.com che hanno letto il copione originario, l'aereo che trasporta Gerry e Segen (Daniella Kertesz, After Death) atterrava a Mosca. Attesi dall'esercito, i passeggeri sarebbero stati divisi: solo quelli sani e giovani avrebbero proseguito nel loro cammino, mentre i malati e gli anziani sarebbero stati fucilati dai militari. Sconvolgendo Gerry, arruolato insieme a tutti gli altri passeggeri abili.

Dopo un salto temporale di una lunghezza imprecisata, Gerry è diventato il capo della sua unità: la guida in combattimento, con la missione di ripulire i tunnel della metropolitana dagli zombie.

Al termine di una delle incursioni, risalendo in superficie Gerry e i suoi si trovano nel mezzo di una spettacolare battaglia sulla Piazza Rossa.

Durante i combattimenti successivi, Gerry ha un'intuizione: ricordando l'agilità e la potenza degli zombie in Israele, nota come si trovino in difficoltà nel gelido clima russo e capisce che costringerli a lungo in ambienti molto freddi è il mezzo per sconfiggerli definitivamente.

Mentre lui e l'amico Simon cercano di raggiungere il generale per informarlo della scoperta, Gerry s'imbatte in Segen, che si unisce a loro.

Dopo una lunga battaglia, gli umani hanno la meglio sugli infetti e Gerry può finalmente contattare la moglie, Karin (Mireille Enos, The Killing), che si trova in Florida ed è in sostanza costretta a intrattenere una relazione con il soldato che aveva salvato lei e la sua famiglia sul tetto dell'elicottero, all'inizio del film.

Un soldato interpretato dal Matthew Fox di Lost, che vorrebbe far restare Gerry in Russia per continure a stare insieme a Karin (contro la volontà della donna).

Ma Gerry Lane non è uno che si arrende facilmente. Così parte, insieme a Simon e Segen, per tornare negli Stati Uniti e riunirsi alla sua famiglia.

Il film termina durante una delle più grosse battaglia ingaggiate da Gerry e i suoi contro gli zombie sulla costa dell'Oregon.

L'attore Brad PittHDGetty Images
Brad Pitt riprenderà il ruolo di Gerry Lane in World War Z 2

Un finale aperto, che non vedremo mai?

Il finale originale è molto più negativo - contiene anche la parte in cui Karin in pratica accetta di "vendere" se stessa per tenere al sicuro la sua famiglia, mentre Gerry combatte in Russia - e la produzione si è resa conto che il pubblico non avrebbe gradito questi risvolti.

Senza contare che si tratta di una conclusione molto più lunga e costosa rispetto a quella inserita nel montaggio definitivo.

La scelta di lasciare il finale aperto, però, con Gerry in sospeso durante il viaggio verso i suoi cari, spalancava le porte a un sequel che in pratica era già scritto per metà, perché avrebbe dovuto risolvere tutte le questioni lasciate senza soluzione.

Come sappiamo, il sequel World War Z 2 sta avendo una storia lunga e travagliata proprio come il primo film, riscritto più volte.

Ora che la data per le riprese è stata annunciata, i fan si chiedono se il finale alternativo di World War Z sarà disponibile in una nuova versione da ridistribuire nelle sale o in Home Video, o se almeno sarà visibile come contenuto speciale.

A risolvere il dubbio ci ha pensato direttamente Marc Foster, che in un'intervista ha raccontato di come il lungo finale alternativo non sia mai stato terminato e ha confermato che non lo sarà mai: i costi per la computer graphic sarebbero di diversi milioni di dollari.

Ma una cosa è certa. Le scene, per la maggior parte sono state già girate. Anche senza l'ausilio della CGI, potremmo quindi aspettarci di trovare una parte del girato come extra per le edizioni casalinghe del film. Magari in una riedizione in occasione dell'uscita del sequel, le cui riprese inizieranno il prossimo giugno.

Sarebbe fantastico poter vedere del materiale inedito, non trovate anche voi?

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