FOX

Migliaia di svedesi hanno impiantato dei chip sotto la loro pelle

di -

Già in 4mila sono gli svedesi che hanno deciso di procedere con l'impianto di un chip nella propria mano, un chip che permette loro di svolgere in modo più semplice e veloce alcune azioni quotidiane.

Jowan Osterlund, ex body piercer professionista, tiene fra le dita un chip da installare sottopelle James Brooks, AP

728 condivisioni 0 commenti

Condividi

Quando si pensa che il progresso tecnologico e scientifico non possa più sorprenderci, arrivano i chip impiantati nella mano di migliaia di svedesi a rendere la nostra realtà sempre più simile a un’opera fantascientifica.

I chip in questione, prodotti da Biohax International, sono pensati per facilitare la vita di tutti i giorni. Tramite infatti l’ausilio della tecnologia NFC (Near Field Communication, la stessa delle carte di credito per intenderci), sarà possibile viaggiare in treno convalidando biglietti presenti nel chip, aprire e chiudere la porta del proprio ufficio senza bisogno di una classica chiave o di digitare un codice, spegnere e accendere le luci o pagarsi un caffè alla macchinetta.

Jowan Osterlund, ex body piercer professionista,impianta il chip nella mano di un clienteHDJonathan Nackstrand, AFP, Getty Images
Il momento dell'impianto del chip

Il rivoluzionario chip, della grandezza di un chicco di riso e impiantato fra il pollice e l'indice mediante una siringa simile a quella usata per le vaccinazioni, può essere usato anche per immagazzinare al suo interno dei contatti d’emergenza da chiamare in caso di bisogno, dei profili social o biglietti per partecipare a eventi di qualsiasi genere.

Ma la domanda che sorge spontanea è:

Dei chip capaci di ricoprire un ruolo così importante nella nostra vita, che contengono informazioni riservate e preziose, sono al sicuro dagli hacker nascosti dietro l’angolo?

La risposta degli addetti ai lavori di Biohax International è che il chip è sicuro e protetto al meglio da qualsiasi tentativo di hackeraggio, ma ci si interroga già su quelli che potrebbero essere gli eventuali risvolti sulla privacy di chi decide di effettuare l’impianto.

In tal senso Ben Libberton, scienziato inglese che vive nel sud della Svezia, solleva più di qualche dubbio:

L’utilizzo del chip è relativamente sicuro. Se utilizzi il chip ogni volta che potresti invece utilizzare una normale chiave, una carta di credito o simili, è molto più facile anche diffondere all’esterno informazioni personali.

La procedura di impianto, per chiunque desideri sentirsi un po' meno umano e un po' più “cyborg”, si aggira sulle 160 euro. Una cifra che non sembra essere un problema per gli svedesi, che già in 4mila circa presentano nella propria mano il chip.

Erik Frisk, sviluppatore web e designer 30enne, parla di un meccanismo di funzionamento che non necessita alcun utilizzo di energia:

Il chip funziona senza utilizzare alcuna fonte d’energia, basta solo posizionarlo di fronte a un lettore. Gli svedesi sono molto pragmatici e il chip è molto utile. Tutte le persone che hanno deciso di procedere con l’impianto godono già dei suoi benefici.

Erik Frisk, sviluppatore web e designer 30enne, apre il suo ufficio tramite il chipHDNational Public Radio
Erik Frisk mentre apre una porta usando il chip

A tal proposito anche il grande Elon Musk ha espresso il proprio parere, affermando che la nostra “fusione” con la tecnologia non è certo cominciata con l’impianto di chip nel corpo umano:

La gente non capisce che già adesso siamo dei cyborg. Se vi dimenticate il cellulare, vi sentite come se vi mancasse un braccio. Il processo di fusione con i telefonini e, in generale, con la tecnologia è già cominciato.

La Svezia poi è sicuramente fra le nazioni più adatte a testare l’utilizzo del chip, considerando che un cittadino svedese su quattro paga in contanti e con una media di una volta a settimana. Inoltre dal 2010 ad oggi il numero di acquisti effettuati tramite denaro contante è diminuito dal 40% al 15%.

Ricordiamo poi che gli svedesi non sono certamente nuovi a progressi tecnologici di tale portata, basti pensare che Skype e Spotify hanno radici svedesi.

Gli addetti ai lavori parlano inoltre di migliorare le funzionalità del chip, inserendo ad esempio una luce LED pensata per lampeggiare in caso di tentativi di violazione della sicurezza del dispositivo.

E voi che ne pensate? Autorizzereste mai l’impianto di un chip nella vostra mano per rendere alcune attività quotidiane più semplici e veloci?

Condividi

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.