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The Walking Dead, la recensione dell'episodio 9x04. Obbligati

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Destino o libero arbitrio. Alla fine, si riduce tutto a questo. Il penultimo episodio di The Walking Dead con Rick Grimes ce lo dice chiaramente...

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Farò un’eccezione e inizierò dal finale dell’episodio, dicendo: sarà meglio che non sia così. Perché ci sta tutto - la punizione per continuare con la fissazione per il suo progetto (il ponte), l’altruismo di voler salvare gli altri (allontanando la mandria dal campo), la sicurezza in se stessi (perché se l’era cavata in situazioni peggiori) - ma sarà meglio che non sia questa, la fine di Rick Grimes.

A un solo episodio dalla sua uscita di scena, come disgraziatamente ci viene ripetuto ormai da mesi, The Walking Dead si prepara a un cambiamento epocale. Mi aspetto il consueto deus ex machina che intervenga per salvarlo giusto in tempo. Me lo aspetto perché è palese che il protagonista si merita una fine ben più gloriosa, dopo quasi 9 anni. Magari per mano di chi aveva giurato di vendicarsi per la sua decisione su Negan. Sarebbe un bel colpo di scena, con sviluppi interessanti.

Ciò premesso - concentriamoci su questo splendido episodio. Perché ce n’è, di materiale su cui riflettere…

Vivi e morti, giorno e notte

Non è la prima volta. Michonne che non riesce a dormire ed esce dai confini sicuri di Alexandria per uccidere qualche zombie. Era successo anche all’arrivo (proprio ad Alexandria), e ad altri. Quando lottare per sopravvivere diventa la tua occupazione principale per un lungo periodo, abituarsi troppo alla sicurezza è pericoloso. Carol temeva che sarebbero diventati deboli abbassando la guardia, ricordate? Il tempo le ha dato ragione.

Ecco quindi Michonne che ci mostra le due facce delle sue giornate, della sua vita, del nuovo mondo. Un mondo in cui l’orrore degli zombie convive con la serenità famigliare, le occupazioni quotidiane, le piccole e grandi incombenze di una comunità. Un mondo diviso in due. Come l’anima di molti personaggi.

Diviso e sempre pronto a ricordarci il passato. 

I segnali d’allarme della settimana scorsa si uniscono a quelli di questo quarto episodio. L’orrore per la mazza da baseball che le salva la vita ma le ricorda Lucille è foriero, per Michonne, di un momento fondamentale.

Dopo aver conosciuto Lucille, nessuna mazza da baseball sarà mai più solo un pezzo di legno. Nemmeno quando si trova in un libro per bambino. Perché Lucille non è un’arma qualunqueNegan non è un nemico qualunque. E questo è l’episodio in cui torna a ricordarcelo.

Due leader molto diversi

Mentre Jesus si conferma il saggio e fedele consigliere che conosciamo, Maggie continua nella sua strada solitaria. Non si consulta, non chiede approvazione per le sue decisioni, è sola al comando. Rick, al contrario, è sempre stato un leader collaborativo. Ha preso le decisioni da solo, quando necessario (il suo "questa non è più una democrazia" ha salvato molte vite), ma ha condiviso gioie e fallimenti, pensieri e sentimenti, con i suoi.

Lo fa anche adesso… In modo diverso. È come se stesse dicendo addio a tutti i personaggi. Uno dopo l’altro. Eugene, Carol… E naturalmente Maggie, le cui intenzioni per Rick sono chiare. La conosce troppo bene per non sapere cosa vuole fare. Ciò che non sa è che Daryl la sostiene. Lo scoprirà a sue spese, Rick. Durante uno di quei momenti destinati a scrivere la storia della serie.

Ci si scontra - e non è la prima volta - anche fisicamente. Si finisce nei guai, insieme.

Ci si confronta. Si cerca di capire il punto di vista dell’altro. E si torna come si è sempre stati: fratelli.

Rick e Daryl: fratelli

Da quel momento, tanto insostenibile emotivamente e visivamente da diventare indimenticabile, Rick e Daryl sono fratelli. Da quando Rick salva Daryl, Carl, Michonne e se stesso da Joe. E poi dice a Daryl

Tu sei mio fratello.

Non che fosse una novità. Solo, lo dice apertamente per la prima volta. E lo ripete qui, dopo che la memoria è corsa a Glenn - che salvò Rick dal carro armato, e che merita vendetta contro Negan anche secondo Daryl. Dopo che viene svelata la decisione della donne di Oceanside di eliminare i Salvatori. Dopo che si collabora, come se nulla fosse mai successo, per uscire vivi dalla fossa in cui iniziano a piovere zombie.

E dopo quelle parole incancellabili.

Morirei per te. E sarei morto per Carl. Lo sai.

Rick lo sa, come sa che il suo punto di vista non è sbagliato. E che la sua fissazione di tenere in vita Negan, in qualche modo, riguarda la sua incapacità di lasciare andare Carl. Daryl, invece, l'ha capito da tempo.

The Walking Dead 9x04: RickHDAMC
The Walking Dead: Rick nell'episodio 9x04

Negan, il manipolatore

Rinchiuso ormai da mesi, solo e al buio, Negan smette di mangiare per attirare l’attenzione. Cattura quella di Michonne, la fa arrabbiare, le parla di sua moglie (la vera Lucille). La provoca. Si dimostra il consueto, profondo conoscitore dell’animo umano. Non lo vediamo in volto: viene tenuto volutamente in ombra, al contrario di Michonne. Lei, la donna nel giusto, si oppone a lui, il mostro che complotta nell’oscurità.

Ma anche Negan è provato dalla prigionia. Vuole “vedere” Lucille. Perché gli ricorda il modo in cui ha trasformato il dolore per la perdita della donna che amava nel simbolo del suo potere, della sua capacità di decidere come sarebbero andate le cose. Lucille morì di cancro: Negan non poteva fare nulla per aiutarla. Ma dopo l’apocalisse zombie, ha potuto fare molto.

Incapace di accettare che fosse il destino a decidere della sua vita, Negan ha imparato la lezione. Non poteva curare il cancro, né cambiare il corso della vita sua e di Lucille. Ma poteva fare in modo che non si ripetesse mai più. Che nessuno prendesse altre decisioni sulla sua vita.

Fino all’arrivo di Rick Grimes. La cui fine, ça va sans dire, non può ridursi a un incidente. O forse sì, perché anche dopo l’apocalisse zombie è il destino, a decidere per noi? O sono le nostre scelte, il libero arbitrio, a determinare il corso delle nostre esistenze?

La risposta di The Walking Dead arriverà la settimana prossima.

Siamo davvero pronti a vedere Rick Grimes per l'ultima volta?

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