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MondoFox intervista Ian McDonald, lo scrittore che ha cambiato la Luna e Marte

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È uno degli scrittori di fantascienza più importanti e amati al mondo e ora è pronto a conquistare la TV con la sua trilogia dedicata alla Luna: MondoFox intervista Ian McDonald.

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È affabile, alla mano e molto ironico. Ben presto l’intervista a Ian McDonald si trasforma in una piacevole chiacchierata tra due estimatori della fantascienza letteraria. Non capita spesso di conversare così amabilmente con uno degli autori di fantascienza contemporanea più criticamente acclamati e di successo a livello internazionale.

Ospite internazionale d'onore dell'ultima edizione di Stranimondi, Ian McDonald mi ha concesso una lunga intervista in cui abbiamo ripercorso insieme la sua trentennale carriera.

Lo scrittore Ian McDonaldElisa Giudici
Ian McDonald racconta la sua carriera e la serie TV tratta dalla sua trilogia a MondoFox

Dalla pubblicazione del suo romanzo d'esordio cult Desolation Road fino all'annuncio dell'adattamento televisivo della sua trilogia della Luna, Ian McDonald ci ha raccontato come abbia lavorato a lungo per dimostrare il suo valore letterario e centrare i suoi obiettivi da scrittore di fantascienza. 

Rilancio in corsa

Il suo è stato il nome di riferimento durante il 2018 anche per il mercato italiano. Dopo anni in cui solo pochi lettori in grado di leggere le sue opere in lingua originale hanno saggiato la sua bravura, nel 2013 la pubblicazione de Il fiume degli dei su Urania si è rivelata un grande successo commerciale, scatenando una corsa all’acquisizione dei diritti del suo vasto catalogo tra più editori.

Copertina Il fiume degli deiUrania
Il fiume degli dei ha rilancito la carriera di Ian McDonald a livello internazionale

Gli chiediamo cosa pensi di questo successo tardivo, in uno dei paesi più periferici per produzione e bacino di lettori della galassia fantascientifica e lui si dice sorpreso, ma fino a un certo punto.

Ho scritto Il fiume degli dei in un periodo di grandi cambiamenti personali in cui ero molto insoddisfatto anche della mia carriera di scrittore. Sentivo di non aver raggiunto i traguardi che mi ero posto, perciò decisi di scrivere un romanzo follemente ambizioso e audace. Quel libro ha di fatto rilanciato la mia carriera ovunque sia stato pubblicato.

"Da allora ho costruito la mia carriera facendo molta attenzione a rimanere nel solco tracciato da quel successo", ha concluso lo scrittore.

Ritorni su Marte

A Stranimondi però è approdato grazie a un altro editore, Zona 42. La casa editrice cominciò la sua attività dando alle stampe Desolation Road, il romanzo d’esordio di McDonald. Sono passati ben 30 anni da quando il suo primo lavoro venne pubblicato in lingua inglese, perciò chiediamo allo scrittore di tracciare un bilancio a riguardo.

"Il fatto che io scriva da 30 anni chiaramente fa di me un vecchio", commenta ridendo. "Desolation Road ha raggiunto da subito lo status di libro di culto" - continua McDonald - "e da allora gode di un cricca di estimatori sparsi per tutto il mondo. Negli anni successivi ho scritto tante storie ambientate nello stesso mondo, una versione terraformata di Marte in cui il Pianeta rosso è solcato da treni e ricco di comunità umane".

La copertina di Desolation RoadZona 42
Desolation Road è il volume più venduto del catalogo di Zona 42: un best seller anche in Italia

Proprio in occasione del suo arrivo come super ospite di Stranimondi, Zona 42 ha presentato quello che è una sorta di sequel di Desolation Road, un corposo romanzo intitolato Ares Express. Anche il dietro le quinte di questo titolo è molto personale: "Ares Express l’ho scritto durante il divorzio dalla mia prima moglie".

Tempo prima avevo visto a una convention fantascientifica questa illustrazione di un enorme treno, grande quanto un transatlantico. Mi sono subito chiesto come avrebbero vissuto le persone a bordo di un mezzo di trasporto simile e ho pensato che l’idea potesse adattarsi molto bene all’atmosfera di Desolation Road.

"Così è nato Ares Express" - rivela l’autore - "un romanzo ambientato su un treno che percorre ad alta velocità l’intera superficie di Marte, con un consistente numero di esseri umani che vive al suo interno".

La copertina di Ares ExpressZona42
Con Ares Express McDonald è tornato nello stesso mondo del suo romanzo d'esordio

La sua vasta produzione è costituita da romanzi ambientati su Marte e sulla Luna ma anche grandi avventure terrestri, sempre scientificamente plausibili. Chiedo allora a Ian McDonald come si documenti a riguardo e in quale contesto sia più impegnativo ambientare una storia. "Quando ambiento un romanzo sulla Terra" - mi confida - "sento il bisogno di andare a visitare quel luogo anzitempo. Devo respirarne gli odori, percorrerne le strade, spenderci dei soldi; devo fare tutto questo per renderne al meglio l’identità nei miei romanzi. Negli anni ho scritto libri ambientati in India, Turchia e Brasile e ogni volta mi sono documentato in loco".

Per quanto riguarda la trilogia della Luna ero molto affascinato dai limiti che pone un ambiente del genere. Soprattutto per quanto riguarda le dimensioni: la Luna è poco più estesa della superficie combinata dell’Africa e dell’Arabia saudita, quindi l’orizzonte appare curvo. Inoltre una generazione che nascesse sulla sua superficie rimarrebbe intrappolata lì: la gravità terrestre la ucciderebbe, lentamente ma inesorabilmente.

Ian McDonald a StraniMondiHDElisa Giudici
Ian McDonald firma autografi a StraniMondi

Nel mio romanzo Luna nuova racconto questa guerra commerciale tra cinque grandi aziende a conduzione familiare che hanno colonizzato la Luna. Le nuove generazioni sono letteralmente intrappolate in questo inferno, nemmeno troppo vasto, dove si paga persino l’ossigeno che si respira. Per la maggior parte di loro però questo è un paradiso, un territorio di conquista da plasmare come vogliono. In pochi hanno mai riflettuto sul fatto di non avere avuto scelta, a differenza di genitori e nonni.

Dalla nuova Luna al piccolo schermo

La prima domanda riguardante la trilogia della Luna - il cui primo volume Luna nuova è stato pubblicato ad agosto 2018 da Urania - non può che riguardare l’adattamento televisivo di cui si parla da qualche anno a questa parte. CBS aveva comprato l’opzione sui diritti per due anni, ma non era riuscita a realizzare un copione soddisfacente per il pilota. Un’altra casa di produzione è subentrata e sta lavorando al progetto. Chiedo quindi a Ian McDonald se secondo lui vedremo mai la serie TV tratta dalla sua trilogia.

In passato ho lavorato in TV, quindi so bene come funziona questo ambiente. Su 60 progetti a cui si lavora, solo uno arriva alle fasi finali. In questo caso però sono abbastanza fiducioso: secondo me prima o poi vedremo la serie di Luna: l’interesse c’è e ci stanno lavorando persone molto talentuose.

"Tra l’altro il primo pitch per la serie l’ho presentato io stesso", mi confida lo scrittore. Sulla genesi della trilogia, gli chiedo se la mia impressione di uno stile più accessibile e incalzante rispetto al passato corrisponda alla verità.

Sono un autore molto amato dalla critica, ma qualche anno fa ho deciso che era arrivato il momento di fare i soldi e tirare fuori la mia hit commerciale [ride]. Sapevo già come scrivere un libro che fosse appetibile per un adattamento e mi sono dato da fare.

Per il futuro, oltre alla serie di Luna, cosa dobbiamo aspettarci dal suo autore? Dopo il suo viaggio in Italia la sua agenda “lunare” è piuttosto ricca. "Appena rientrato completerò la stesura del terzo volume della trilogia", spiega lo scrittore.

È un romanzo piuttosto impegnativo da scrivere, perché tutti i nodi vengono al pettine e bisogna riunire tante linee narrative in un unico gran finale. Non vi anticipo nulla, ma preparatevi: alcuni dei favoriti del pubblico non arriveranno vivi alla conclusione, mentre non è da escludere che qualche cattivo si riveli un eroe sotto mentite spoglie.

La copertina di Luna nuovaUrania
McDonald si dice fiducioso sulla possibiltà di vedere presto la sua trilogia lunare in TV

"Nel frattempo sto scrivendo anche una storia medio lunga per Tor.com, una sorta di spin-off ambientato nello stesso mondo. Potremmo definirla lo Stand by me lunare: i protagonisti sono tre ragazzini che partono alla ricerca dell’orma lasciata da Neil Armstrong sul suolo polveroso della Luna". 

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