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Piccoli Brividi: 10 libri della saga di R.L. Stine da rileggere

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Questo è un articolo dedicato a quei ragazzi nostalgici che sono cresciuti con i Piccoli Brividi sul comodino e che vorrebbero rileggere alcuni dei migliori esemplari di R.L. Stine.

La copertina di Piccoli Brividi Mondadori

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Vampiri, lupi mannari, zombie e fantasmi: gli anni ’90 sono stati completamente dominati dai Piccoli Brividi, la celebre saga ideata da R.L. Stine che ha entusiasmato un’intera generazione con i suoi racconti dell’orrore.

Pubblicati dal 1992 al 1997, i Piccoli Brividi hanno arricchito l’adolescenza di molti ragazzi a carattere internazionale con delle storie il cui punto forte era il mix di tematiche giovanili unite all’ammaliante tratto horror.

La penna di R.L. Stine ha dato vita a una serie di storie che, seppur d’impostazione dark, non hanno mai abbandonato il genere per ragazzi.

La sua carriera è decollata con Blind Date nel 1986, un racconto che gli ha spianato la strada e lo ha condotto verso La strada dell’orrore, una collana composta da ben cento volumi alla quale è seguita poi, nel 1992, quella di Piccoli Brividi.

La saga horror per ragazzi ancora oggi è riconosciuta come una raccolta dei più potenti bestseller di sempre. Proprio per questo motivo, abbiamo pensato di ripercorrere le nostre tappe dell’infanzia e riscoprire quei Piccoli Brividi che, a distanza di anni, potremmo rileggere con occhi diversi, seppur nel cuore sempre affezionati al genere.

  1. Il pupazzo parlante
  2. La scuola maledetta
  3. Un barattolo mostruoso
  4. Foto dal futuro
  5. Il campeggio degli orrori
  6. Le zucche della vendetta
  7. Mano di mummia
  8. Al mostro! Al mostro!
  9. La vendetta degli gnomi
  10. La casa della morte

1 - Il pupazzo parlante

Il pupazzo Slappy a bocca apertaMondadori
Il pupazzo parlante, di R.L. Stine

Il terrificante pupazzo Slappy ha avuto origine con questo volume di Piccoli Brividi. È stata la settima storia della serie horror per ragazzi a essere pubblicata, introducendo un antagonista che sarebbe divenuto ricorrente nelle storie a venire, tanto da essere definito un’icona dei Piccoli Brividi.

«Sto sognando» si disse Kris ad alta voce.

«Io non sono un sogno... sono un incubo!»

Kris e Lindy Powell sono le gemelle protagoniste de Il pupazzo parlante, due sorelle sempre in competizione tra loro, anche quando si tratta dei propri pupazzi. Mentre Lindy scova nelle rovine di una casa un vecchio pupazzo da ventriloquio, che chiama Slappy, sua sorella Kris viene premiata dal papà con un pupazzo che chiamerà Gamba Di Legno.

Il nuovo arrivo non sembra giovare alla piccola Kris, poiché la ragazza inizia a sospettare che il suo pupazzo è vivo e anche malvagio. Ritenendolo responsabile di strani avvenimenti, i sospetti di Kris risultano corrispondere al vero poiché la ragazzina, pronunciando involontariamente un incantesimo, lo porta in vita. Ma sarà proprio la malvagità del pupazzo che unirà le due sorelle, poiché entrambe vorranno sbarazzarsene.

Con la dipartita di Gamba Di Legno, però, Kris e Lindy scopriranno che anche Slappy è un pupazzo animato e non sembra avere affatto buone intenzioni.

A testimoniare ciò sono i successivi cinque volumi che vedono come attrazione principale dell’orrore proprio il malefico pupazzo Slappy. Il secondo volume - Il pupazzo parlante n.2 – è stato poi portato sul piccolo schermo nell’omonima serie televisiva di Piccoli Brividi (andata in onda negli USA dal 1995 al 1998), introducendo Slappy in TV. Altro che Annabelle!

2 - La scuola maledetta

Un mucchio di libri in bianco e nero negli armadiettiMondadori
La scuola maledetta, dei Piccoli Brividi

I ragazzi di Grigionia che furono intrappolati in una fotografia sono il cuore pulsante de La scuola maledetta. Era il 1997 e R.L. Stine pubblicava il suo cinquantanovesimo volume di Piccoli Brividi.

L’ambientazione scelta ci riporta tra i banchi di scuola, insieme a Tommy Frazer e alla festa d’inizio anno. Destino (o meglio, R.L. Stine) vuole che Tommy finisca in una dimensione parallela in cui incontra i misteriosi ragazzi scomparsi nel 1947. Tommy viene a sapere dai ragazzi che la loro prigione è dovuta al fotografo chiamato Camaleonte il quale, stufo delle loro proteste, li ha immortalati in uno scatto che, oltre a renderli prigionieri, li ha costretti a una vita in bianco e nero.

Ma qualcuno è riuscito a scappare, così Tommy si mobilita per tornare alla sua epoca. Una volta al ballo, la professoressa chiede ai ragazzi di mettersi in posa per uno scatto e a immortalarli sarà ancora una volta lui: il Camaleonte.

3 - Un barattolo mostruoso

Liquido verde sulle scaleMondadori
Un barattolo mostruoso

È iniziato nel 1992, ma l’impronta di Un barattolo mostruoso è giunta con la sesta storia fino al 2008 (Sangue di mostro per colazione per la saga HorrorLand).

Un barattolo mostruoso è il terzo dei Piccoli Brividi, con protagonista un giovane ragazzino, un cane dal nome atipico e… un gatto stregato. Niente a che vedere con Salem di Sabrina, il gatto di questo racconto horror si chiama Sarabeth ed è responsabile degli incantesimi malefici che nascono in seguito all’acquisto di un misterioso barattolo contenente “sangue di mostro”.

Parte del liquido verdastro contenuto nel barattolo viene accidentalmente ingerito da Cannamozza, il cane di Evan (il protagonista) che inizia una lenta mutazione, crescendo di giorno in giorno. Il sangue di mostro diventa ingestibile, ma la stazza di Cannamozza torna utile tanto da eliminare il problema alla fonte: una volta uccisa la gatta-strega, l’armonia sembra ripristinata. Peccato che quel Sangue di Mostro rimasto sul pavimento sia misteriosamente scomparso…

4 - Foto dal futuro

Scheletri che cucinanoMondadori
Piccoli Brividi: Foto dal futuro

No, non siamo in un episodio di Black Mirror, ma nel 1992. Foto dal futuro fu il quarto libro della saga Piccoli Brividi e protagonista delle vicende horror fu una macchina fotografica.

Bastava un click, seguito da un flash, per mettere in piedi una nuova storia dell’orrore per il giovane Greg e i suoi amici. Mentre esplorano una vecchia casa abbandonata, s’imbattono in questo particolare marchingegno che altro non è che una macchina fotografica. Non lasciatevi ingannare dall’apparenza però: non è una semplice macchina fotografica, perché quello che mostra nelle foto in realtà è il futuro.

Molto presto i ragazzi capiscono, però, che il futuro rappresentato in quelle immagini non ha niente di positivo e così decidono di sbarazzarsene. Peccato che, oltre a rappresentarlo, la macchina fotografica in realtà voglia decidere di proprio pugno il futuro di chi immortala. R.L. Stine ha scritto altri due volumi (Foto dal futuro n.2 in Piccoli Brividi e Sorridi... e preparati a morire! In HorrorLand) a riguardo.

5 - Il campeggio degli orrori

Una tenda di notte nel boscoMondadori
Il campeggio dell'orrore

La Luna Nera, destinazione di campeggio per ragazzi, da vacanza spassionata si trasforma in uno scenario da incubo.

Potevo fuggire! Era un pensiero così scioccante e al tempo stesso così reale, che impiegò un po' prima di prendere forma. Potevo nascondermi nel bosco. Potevo scappare dallo zio Al e dal suo campeggio degli orrori.

Iniziata non nel migliore dei modi (il pulmino ha un guasto e i ragazzi vengono lasciati da soli nel bel mezzo del bosco), la vacanza s’incrina sempre più verso orizzonti sinistri poiché, al campeggio, i ragazzi iniziano a scomparire e lo zio Al, direttore della Luna Nera, non è di aiuto per nessuno. Finché, messo a dura prova, il protagonista Billy si ritorce contro lo zio Al e scopre la verità: la Luna Nera non è altro che un laboratorio del governo dove Billy verrà addestrato per una missione segreta verso un luogo sinistro e inospitale, quale il pianeta Terra.

Il campeggio degli orrori è stato pubblicato nel 1993, corrisponde alla nona storia di Piccoli Brividi ed è stato adattato a episodio nell’omonima serie televisiva. Peculiarità del racconto è l’ambientazione, poiché è stata la prima storia ad essere ambientata su un pianeta che non fosse la Terra.

6 - Le zucche della vendetta

Cinque ragazzi con delle zucche in testaMondadori
Le zucche della vendetta

Non c’è niente di più soddisfacente di una lettura a tema durante il periodo di Halloween e, se ne state cercando una, Le zucche della vendetta può fare al caso vostro.

In questo quarantottesimo racconto di Stine tornano gli alieni, intesi come i cattivi di turno. I quattro amici protagonisti, quali Drew, Walter e i gemelli Shane e Shana Martin, vogliono vendicarsi di una vecchia festa di Halloween organizzata da Lee e Tabby per cui, due anni dopo (sempre ad Halloween), questi ultimi vengono invitati per il rito di dolcetto o scherzetto.

Succederà che, in giro per le stradine buie, Shane e Shana mostreranno la loro vera natura: travestiti con delle orripilanti zucche sulla testa, i due gemelli in realtà sono due extraterrestri che si nutrono unicamente di umani molto grassi. Altro che caramelle!

7 – Mano di mummia

Una mummiaMondadori
Mano di mummia

Gli alieni faranno certamente gola in uno scenario dell’orrore, ma anche una vecchia e impolverata mummia ha sempre il suo certo non so che.

Fu la quinta storia di Piccoli Brividi (correva l’anno 1993) e le vicende di Gabe ebbero un seguito (Il ritorno della Mummia) l’anno successivo.

Immersi nel fascino delle piramidi, i protagonisti di questo racconto non badano certo alle antiche maledizioni. Gabe viene affidato allo zio Ben, il cui lavoro presso la piramide sta nello scovare la camera segreta della sacerdotessa Khala. Tale ricerca è messa a repentaglio dal subdolo Ahmed, il quale rapisce Gabe e l’amica Sari con l’intento di mummificarli vivi.

Peccato che le mummie, quelle vere, non andrebbero infastidite così tanto, soprattutto in un racconto di R.L. Stine!

8 - Al mostro! Al mostro!

Copertina con il bibliotecario che mangia tartarugheScholastic
Al mostro! Al mostro!

Forse non tutti ne sono a conoscenza, ma Al mostro! Al mostro è stato il racconto dell’orrore più censurato di R.L. Stine. L’autore l’ha confessato soltanto qualche tempo fa, ammettendo di aver superato il limite in uno dei suoi Piccoli Brividi.

La storia narra di Lucy, una bambina talmente abituata a inventarsi storie che, quando scopre la natura mostruosa del bibliotecario, nessuno le crede. In questo racconto, Stine aveva deciso di seguire le dritte delle casa editrice, che lo spronava a essere un tantino più macabro nei suoi testi.

Nel manoscritto originale, il bibliotecario mangiava bambini. Tutti mi dissero che probabilmente questo dettaglio fosse fin troppo eccessivo. 'Non puoi mangiare i bambini in Piccoli Brividi' mi rimproverarono, così cambiai. Piazzai sulla scrivania del bibliotecario una grande vasca con all'interno tartarughe vive. Ogni tanto, il bibliotecario avrebbe acciuffato una tartaruga e l'avrebbe masticata.

Meno bambini e più tartarughe gli è parso un ottimo compromesso.

9 - La vendetta degli gnomi

Gnomi malvagiMondadori
La vendetta degli gnomi

Ognuno di noi ha una propria ossessione e quella del papà di Joe e Mindy sono le decorazioni da giardino. Motivo per il quale, un giorno, si reca in un negozio e acquista due gnomi da giardino, caratterizzati da un’espressione malvagia.

Gongolo e Scheggia, i due gnomi, non saranno innocue statuette da decoro, bensì artefici dei disastri che si susseguiranno di notte in notte nel giardino di Joe, colui che poi sarà costretto a pagarne le conseguenze.

Badate bene anche dall’acquisto degli gnomi da giardino, oltre che dei pupazzi!

10 - La casa della morte

Una casa oscuraMondadori
La casa della morte, il primissimo dei Piccoli Brividi

Alle origini di Piccoli Brividi c’è questo racconto, La casa della morte. Fu colui che diede il via alla saga dell’orrore che oggi tanto ammiriamo e che presentava due giovani fratelli trasferitisi da poco in una nuova città.

Eravamo alla metà di giugno, eppure il cortile era ricoperto da un soffice tappeto di foglie morte che si sbriciolavano sotto i piedi, man mano che risalivamo il viale verso la casa, con uno scricchiolio che non esiterei a definire sinistro...

Prima ancora del successo di The Walking Dead, Stine aveva scelto i morti viventi come protagonisti del suo primo racconto dell’orrore. Amanda e Josh, infatti, inizialmente hanno difficoltà ad ambientarsi nella nuova città per via di alcuni incidenti poco chiari, per poi venire a conoscenza della verità: i ragazzini che hanno conosciuto in città in realtà sono tutti zombie che hanno bisogno del loro sangue fresco per nutrirsi.

Nonostante l’impronta horror, i volumi dei Piccoli Brividi in genere rispettano lo pseudo lieto fine, nel senso che i protagonisti difficilmente ci rimettono la vita. Spesso, soprattutto per i primi racconti, il finale era perlopiù aperto in modo da potervi collegare successivi racconti.

Più che “e vissero per sempre felici e contenti”, R.L. Stine ha preferito rispettare le prime due parole della fatidica frase conclusiva; in fondo, il “e vissero” ci può bastare.

Quali tra questi Piccoli Brividi avete letto? Qual è il vostro preferito? Ce ne sono altri che rileggereste?

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