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American Horror Story: Apocalypse. Il messaggio del primo episodio

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La fine del mondo, come spesso accade nel filone catastrofico, è metafora, monito o denuncia. Per American Horror Story: Apocalypse è tutte queste cose insieme. Ecco in che modo.

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American Horror: Apocalypse ha debuttato su FOX con il primo episodio. Iniziamo questo viaggio alla scoperta di nuovo, inimmaginabili orrori esplorando le tematiche introdotte lungo il corso della narrazione. Tematiche che fin da ora raccontano ancora una volta le mostruosità scatenate dalle creature più spaventose mai viste sulla Terra: le persone.

La fine del mondo di AHS: prescelti, privilegiati e burattinai

Il tema del primo episodio di American Horror Story: Apocalypse è la fine del mondo. Un tema che viene declinato in vari modi, rifacendosi a grandi classici letterari (a cominciare dall'indimenticabile Il superstite di Cassola) e declinandolo come ha fatto il filone catastrofico nel nuovo Millennio: sull’onda dell’ingiustizia sociale.

Ci sono tre categorie di persone, infatti, che si salvano dalla guerra nucleare - iniziata da chi e perché non importa, esattamente come le ragioni dell’epidemia in uno zombie movie: contano solo le reazioni dei sopravvissuti -  in American Horror Story: Apocalypse.

Ci sono i prescelti, come i ragazzi selezionati in base alle loro caratteristiche genetiche - è il caso di Timothy ed Emily - e i privilegiati, ovvero: coloro che possono permettersi - economicamente, socialmente e politicamente parlando - di salvarsi. È questo il caso di Coco, con il suo aereo privato e i tutti i suoi amici. 

Infine c'è la terza categoria, quella che conosciamo meno perché, anche rispetto al filone catastrofico che racconta la fine del mondo nei romanzi, al cinema e in TV, è la più inusuale.Sono i burattinai: coloro che muovono i fili. Sono i personaggi dietro all'apocalisse, come la Umbrella Corporation nella saga di Resident Evil, tanto per fare un esempio. Qui abbiamo signorina Venable e Miriam Mead. E ancor più di loro, Michael Langdon. L’uomo inviato dalla Cooperativa per selezionare i meritevoli di sopravvivenza. Coloro che verranno portati al Santuario per continuare a vivere.

Un uomo - e non uno qualunque: noi sappiamo bene chi è Michael Langdon - ha il destino di molte vite nelle proprie mani.

L’ingiustizia sociale

Le classi sociali in questa stagione sono stabilite esclusivamente dal denaro. I colori viola e grigio, alla “scuola” di Wilhelmina Venable, rappresentano il grado di potere economico dei sopravvissuti e, di conseguenza, i loro compiti e i loro privilegi. Il classismo è più vivo che mai. E ingiusto come sempre: Mallory è molto più colta e intelligente di Coco, ma è al suo servizio perché Coco è ricca.

Così come solo i milionari potevano comprarsi un posto sull’Arca di 2012, così come i privilegiati politici e scienziati venivano messi al sicuro in Independence Day, così come le persone erano selezionate attraverso rigorosi criteri in Salvation: allo stesso modo, i personaggi di American Horror Story: Apocalypse sono il simbolo stesso dell’ingiustizia sociale, del classismo, dei pregiudizi e della superficialità del mondo in cui viviamo.

Un mondo che, come avevamo visto analizzando i primi minuti dell’episodio, saremmo in grado di distruggere in una manciata di minuti. A dispetto di milioni di anni di evoluzione. A sopravvivere, qui, è una sola caratteristica evolutiva: la crudeltà. Non sopravvive il più forte, bensì il più ricco. Il più raccomandato. Il più spietato e crudele.

Una nuova teoria dell’evoluzione

Il tabù per definizione, quello che compare sempre prima o poi nelle storie sulla fine del mondo, viene infranto già nel primo episodio. E all’improvviso, i cannibali di Terminus in The Walking Dead non sembrano più i peggiori visti recentemente in TV…Siamo passati dalla teoria darwiniana a quella che trasforma nel prescelto non il più adatto, bensì il più ricco.

Il denaro è il metro di misura di ogni valore, abilità e potenzialità. Nel mondo del consumismo più sfrenato, non poteva esser altrimenti. Nel mondo in cui l’apparire conta molto più dell’essere, o del saper fare, non c’era alternativa.

Non solo. Nell’arco del primo episodio assistiamo alla fine del mondo, all’arrivo all’avamposto 3, al trascorrere del tempo (sono già passati 18 mesi da quando i sopravvissuti sono stati rinchiusi nella struttura controllata da Miss Venable).

E a una nuova teoria dell’evoluzione. Con una particolarità non indifferente: a scegliere chi vive e chi muore, dalla sua posizione di potere - il potere è la tematica onnipresente in ogni stagione di American Horror Story - potrebbe essere l’Anticristo in persona…

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