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Minority Report: la scena finale e la spiegazione del film

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Tratto da un racconto del grande Philip K. Dick, Minority Report è stato un grande successo. Perché ha raccontato una storia affascinante che ci dice come qualsiasi sistema basato sulle azioni dell'uomo sia fallibile...

Minority Report: la scena finale e il senso del film 20th Century Fox

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Minority Report, diretto da Steven Spielberg nel 2002 e candidato a un Premio Oscar, è un film di fantascienza ambientato in un futuro non troppo lontano.

Il titolo fa riferimento a una procedura legislativa del sistema statunitense: avviene quando i membri della minoranza in una commissione propongono una versione alternativa della legge in discussione. Versione che, nella stragrande maggioranza dei casi, viene ignorata a dispetto delle potenzialità favorevoli che presenta.

Ispirato da un racconto breve di Philip K. Dick e costato poco più di 100 milioni di dollari, il film ne ha incassati oltre 350 ai botteghini di tutto il mondo.

Dal film è stata tratta anche una serie TV, trasmessa in Italia da FOX nel 2016.

La raccolta di racconti di Philip K. DickFanucci Editore
Rapporto di minoranza: la raccolta di racconti di Philip K. Dick

La trama

Washington, 2054. Da ben 6 anni in città non si registra nemmeno un omicidio: il sistema della Precrimine, fondato sulle capacità precognitive di tre individui (chiamati, appunto, Precog), consente di arrestare il potenziale assassino prima che porti a termine il delitto.

Il capitano John Anderton (Tom Cruise), responsabile della Precrimine, è il più abile a individuare - tramite gli indizi forniti dalle menti dei precog - luoghi e momenti dei delitti, per impedire che avvengano.

Tormentato dal rapimento del figlioletto Sean, avvenuto molti anni prima in una piscina pubblica, Anderton è convinto che il sistema sia infallibile.

Ma quando i precog indicano lui come futuro responsabile dell'omicidio di uno sconosciuto, tutto cambia: Anderton fugge, braccato dalla sua stessa unità, e scopre dall'ideatrice del sistema della Precrimine l'esistenza del rapporto di minoranza, una versione differente del futuro generata da Agatha (Samantha Morton), la precog più dotata.

Per far sì che il sistema continuasse a mietere successi, il presidente Lamar Burgess (Max Von Sydow) - capo e mentore di Anderton - ha fatto in modo che il rapporto di minoranza non venisse mai individuato, facendolo passare per un'eco o addirittura cancellandolo dai dati inviati alla Precrimine.

Mentre lotta per salvarsi la vita, evitando di venire rinchiuso per sempre per un crimine mai commesso, John Anderton finirà per smascherare le falle del sistema e mandare a monte il progetto di Burgess...

La scena finale

Smascherato Burgess, che Anderton mostra a tutti come il responsabile dell'omicidio della madre di Agatha - eliminata perché non voleva lasciargli la figlia per il suo progetto - Anderton diventa di nuovo protagonista di una predizione della Precrimine. Questa volta, però, viene identificato come vittima: Lamar Burgess vuole ucciderlo.

Nel faccia a faccia finale, Anderton dice al suo mentore che, se dovesse ucciderlo, verrebbe imprigionato a vita ma dimostrerebbe che il sistema funziona. Se, al contrario, rinunciasse all'omicidio, si salverebbe ma proverebbe che il sistema è fallibile, mandando all'aria il lavoro di una vita.

Burgess, consapevole che Anderton dice la verità, rivolge l'arma verso se stesso e si uccide, chiedendo perdono a John subito prima che la squadra della Precrimine giunga sul posto.

Con la morte di Burgess, muore anche la Precrimine. Tutti i prigionieri vengono rilasciati, senza condizioni.

John Anderton recupera il suo rapporto con la moglie, da cui si era separato dopo la scomparsa di Sean. I due sono in attesa di un nuovo figlio.

I precog vivono in pace, in una località segreta e isolata, nella quale cercano nella lettura una distrazione dalle loro spaventose capacità: prevedere gli omicidi.

Minority Report: Max Von Sydow e Tom Cruise20th Century Fox
Minority Report: il faccia a faccia finale fra Lamar Burgess e John Anderton

La spiegazione del finale

Il senso del film si trova tutto nella lotta di John Anderton contro un sistema in cui credeva, ma che scopre essere corrotto.

Per supportare il progetto, Lamar Burgess ha ucciso, mentito, ingannato. Ha addirittura architettato una messa in scena per togliere di mezzo John Anderton, consegnandogli il falso rapitore del figlio affinché lo uccidesse.

John Anderton credeva fermamente nella Precrimine, tanto da guidarla. Pensava davvero che, se fosse stata attiva all'epoca del rapimento di Sean, il suo bambino non gli sarebbe mai stato portato via.

Quando si trova al centro del sistema, però, non solo ne intuisce la fallibilità: con le sue indagini si spinge oltre e scopre la corruzione, le menzogne e le manipolazioni che sono servite a tenerlo in piedi.

Il rapporto di minoranza di Agatha, la sua stessa esistenza, è la prova che Burgess ha falsificato i dati fin dal principio.

Ancora una volta, la politica mente ai propri cittadini, manipolando i dati e la verità. Mettendo in prigione - anzi, privando di fatto della vita consapevole, ponendoli in una sorte di stasi - cittadini innocenti, le cui vite avrebbero potuto continuare con un futuro diverso.

Minority Report: Agatha nel finale del film20th Century Fox
Minority Report: Agatha nel finale del film

Lei ora conosce il suo futuro. Potrebbe anche decidere di cambiarlo, se volesse. Lei può ancora scegliere, Lamar. Come ho fatto io.

Le parole di Anderton a Burgess racchiudono il senso stesso di Minority Report: non esiste nessun evento predestinato. Siamo noi, e solo noi, gli artefici del nostro futuro.

I processi alle intenzioni sono sbagliati, sempre.

Il libero arbitrio è la chiave di tutto. Non è possibile prevedere del tutto le azioni di una persona, perché quella persona è dotata del libero arbitrio.

E il libero arbitrio rende impossibile il controllo della popolazione. Ora, in passato e in qualsiasi futuro.

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